Cosenza, i conti in rosso dell’Asp. Guccione “quadro economico davvero preoccupante”

Il consigliere regionale del PD evidenzia che come quadro della gestione economica della più grande Asp della Calabria sia davvero preoccupante. I conti dell’Azienda Ospedaliera finiti nel mirino della Corte dei Conti

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COSENZA – “Nel mese di aprile 2020 la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha inviato all’Asp di Cosenza, al presidente della Giunta regionale, al commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro e al direttore del Dipartimento salute della Regione Calabria, una richiesta istruttoria e di chiarimenti in riferimento ai Bilanci degli esercizi 2016, 2017. Dalla richiesta emerge un quadro della gestione economica della più grande Asp della Calabria davvero preoccupante“. E’ quanto afferma, in una nota, Carlo Guccione, consigliere regionale del Pd in merito alla situazione economica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza con conti in rosso anche a causa di pagamenti di interessi moratori, spese legali e un sistema di proroghe illegittime e irregolari.

“La Sezione della Corte dei Conti ha rilevato, attraverso l’esame della documentazione agli atti, irregolarità in merito al rinnovo tacito di diverse prestazioni di servizi (proroghe)”  evidenzia Guccione. “La proroga è un istituto di carattere eccezionale ed è a utilizzo estremamente circoscritto non potendo rappresentare il rimedio ordinario per sopperire a ritardi e disfunzioni organizzative. Si dovrà quindi impedire un utilizzo distorto delle proroghe tecniche tali da incorrere a illegittimità e cagionare danno erariale oltre che determinare la violazione dei principi di economicità, efficacia, tempestività, correttezza, libera concorrenza e trasparenza. Tra l’altro – fa nota ancora Guccione – risulta in proroga il servizio di Tesoreria con la Banca nazionale del Lavoro scaduto nel 2018. Dalle 29 pagine della relazione della Corte dei Conti emerge che è stata effettuata un’analisi attenta della gestione contabile/amministrativa dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza mentre, come avevamo già denunciato nei mesi scorsi, ad oggi non risulta approvato il bilancio consuntivo relativo al 2018″.

“Nei mesi passati – prosegue Guccione – siamo stati impegnati in numerose battaglie per porre fine a questa pratica illecita di doppi e tripli pagamenti di una stessa fattura, per denunciare l’utilizzo di risorse che invece di curare i cittadini sono stati utilizzati per pagamenti di interessi moratori, spese legali e per un sistema di proroghe illegittime e irregolari in merito al rinnovamento tacito di diverse prestazioni di servizi. Il Collegio sindacale nella nota, con protocollo 0018465 del 21 febbraio 2020, ha comunicato anche la problematica relativa ai pignoramenti. Nelle conclusioni della relazione del consuntivo 2017 ha attestato che la massa di pignoramenti notificati evidenzia gravi difficoltà nell’individuare, nella complessa matassa delle procedure esecutive in atto, il titolo da cui scaturisce l’assegnazione delle somme dovute. Le cause dei risultati negativi che si ripetono da anni sono riconducibili a diverse criticità e squilibri finanziari oggetto di analisi. Relativamente all’esercizio 2017 – sostiene ancora Guccione – il contenzioso pendente risulta pari a euro 281.977.021,10 precisando che tale importo si riferirebbe solo alla quota capitale di 55 cause rispetto al totale di 120 e che, pertanto, non risulta indicato il valore del contenzioso pendente relativo a 65 cause. Ma l’incremento di perdita notevole si registra soprattutto dal 2015 al 2016 ed è pari al 32%. Il risultato di esercizio del quarto trimestre 2018 risulterebbe pari a euro 57.516.519,00, un peggioramento del 44% rispetto al 2017. Questi sono alcuni rilievi che la Corte dei conti ha messo in chiaro – conclude il consigliere regionale – e ha invitato l’Asp di Cosenza a fornire, entro 60 giorni, elementi di valutazione e chiarimento correlandoli di relativi atti giustificativi. Scaduto infruttuosamente tale termine la Sezione adotterà le proprie determinazioni allo stato degli atti”.