La scuola ai tempi del Coronavirus: ecco come la vivono gli alunni del “Mancini-Tommasi” di Cosenza

Pensieri di ragazzi in quarantena. Docenti svolgono didattica a distanza. Gli Educatori ascolto e supporto: “quello che ci sostiene tutti è la fiducia nel bene”

 

COSENZA – A circa un mese dalla quarantena, la situazione di chiusura forzata ma necessaria, diventa pesante soprattutto per i giovani studenti: abituati alla socialità, a vivere all’aria aperta, a praticare sport, uscire con gli amici e non fermarsi mai. Ora l’Italia ha dovuto farlo e ciò è divenuto un obbligo morale prima che civico, per garantire il bene di tutti noi. Ma gli studenti come la vivono? Soffrono? Manca loro poter abbracciare le persone care e uscire di casa? Hanno paura? Tanti gli interrogativi e tanti gli stati d’animo che affiorano dalle loro risposte. Da queste si evince, comunque, che la scuola resta un punto fermo: ritorna nei loro sfoghi e nelle loro riflessioni, punto nevralgico e fondamentale della loro vita sociale ed affettiva.

Ed è proprio la scuola che gli ha posto questi interrogativi, per scrutare nelle loro menti e nelle loro anime e far sentire la propria vicinanza e sostegno anche e soprattutto in questo periodo difficile. Parliamo dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Mancini-Tommasi” di Cosenza, diretto dalla Dirigente Graziella Cammalleri; dove i docenti supportano i ragazzi con la didattica a distanza e gli educatori sono sempre presenti e disponibili all’ascolto, supporto, con spunti di riflessione e interazioni continue.

“Stiamo vivendo un momento delicato e ognuno di noi, – scrivono gli educatori – adesso più di prima, è chiamato a fare la propria parte, noi adulti come voi giovani. Seguiamo le indicazioni delle autorità competenti e speriamo che con qualche sacrificio, l’emergenza finisca presto e si ritorni alla vita quotidiana. Volevamo chiedervi, noi educatori, come state vivendo questo stare a casa, di scrivere le vostre sensazioni, se riuscite a trovare aspetti positivi o se siete preoccupati, esasperati anche da tante e troppe fake news.”

Ecco cosa pensano alcuni studenti del “Mancini-Tommasi”

“È un momento brutto, brutto davvero, bisogna avere la pazienza di non allontanarsi da casa.”

“La situazione è molto tragica, sicuramente lo diventerà fra qualche giorno ancora di più, solo rimanendo tutti a casa riusciremo a fermare questo maledetto virus fra qualche mese. Ma ci vuole l’impegno di tutti soprattutto di noi ragazzi che dobbiamo cambiare le nostre abitudini..Io personalmente ho già cambiato le mie abitudini, adesso casa e studio. Sono fiducioso e positivo e sono sicuro che ce la faremo, usciremo da questo momento buio e cupo e ritorneremo alle nostre abitudini. Solo insieme possiamo farcela, confido in voi raga, al ritorno una grande festa.”

“Ammetto che mi manca la vita convittuale, spero che tutto si risolva al più presto”.

“Speriamo di uscirne presto, è davvero un periodo critico, impegniamoci nel nostro piccolo a fermare questo avversario e vinciamo la battaglia più importante della nostra vita, possiamo farcela, restiamo a casa.”

“Ne usciremo presto ne sono convinto, torneremo a stare insieme e ad abbracciarci. Vi vogliamo bene.”

“Anche se noi conosciamo già cosa significa stare insieme, dialogare fra di noi, confrontarci; ora assume un significato diverso, più intenso. Siamo una grande e bella famiglia, ritorneremo ancora più forti.”

La risposta degli educatori

“Molte cose sono cambiate dall’ultima volta che ci siamo visti e ora la normalità sembra completamente sconvolta dagli eventi….Ma quello che ci sostiene tutti è la fiducia nel bene, che la nostra vita andrà avanti, per quella capacità che c’è in ognuno di noi di resistere nelle prove più difficili….anzi di più: di volgere il negativo in positivo, sfruttando tutte le risorse a nostra disposizione, esattamente come fa la natura che amate tanto, con la quale vi confrontate ogni giorno e che ci insegna che anche dopo gli eventi più estremi tutto può ricominciare e rifiorire; o come quando una pianta che fatica in condizioni avverse e inospitali a mettere radici invece poi ci stupisce con il primo germoglio.

Così anche voi avete la possibilità di ripensare il vostro tempo, arricchendolo di cose nuove (nuovi “germogli”): approfittarne per stare un po’ con la vostra mamma e aiutarla, fare un po’ di compagnia ai vostri nonni se abitano con voi, chiamare gli amici e raccontarvi come state vivendo questi giorni, guardare un bel film, suonare uno strumento in santa pace, scrivere, fare un disegno, studiare qualcosa di nuovo e di utile per il vostro lavoro in azienda. Insomma, che questo sia davvero un buongiorno, in cui possiate scoprire quanto il nostro tempo è prezioso, sia che viaggiamo, stiamo con gli amici, veniamo a scuola, sia se stiamo in casa o al lavoro o anche in una stanza- perché no – ad annoiarci un po’. Un tempo unico per scoprire che rispettare delle regole e dei sani comportamenti oggi è più che mai fondamentale, perché salva noi stessi e quelli che amiamo e che quindi siamo davvero un’unica grande famiglia dove per ognuno conta non solo il proprio bene, ma anche quello dell’altro. Nell’attesa di rivedervi tutti (festosi e chiassosi come al solito) vi abbracciano virtualmente gli Educatori, che vi stimano, vi vogliono bene e vi incoraggiano a fare sempre meglio!”