Cosenza, arrestati Pranno e Cicero per un omicidio compiuto 39 anni fa

Il blitz è scattato nella notte ed in manette è finito Mario Pranno. L’arresto eseguito su richiesta della Direzione Distrettuale antimafia di Catanzaro

 

COSENZA – L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nel corso della notte. Mario Pranno è stato arrestato per un omicidio avvenuto quasi 40 anni fa, il 18 novembre del 1981 a Cosenza. La vittima, Santo Nigro commerciante di Cosenza venne ucciso perchè non voleva pagare il pizzo al clan Perna-Pranno. Oltre a Mario Pranno, 64 anni, è finito in manette anche Francesco Cicero di 59 anni. Le indagini hanno consentito di ricostruire che l’efferato crimine, nel corso del quale rimase ferito ad una gamba anche un figlio della vittima. Il delitto avvenne dentro un negozio di proprietà di Nigro in fase di ristrutturazione su via Popilia. Nigro si era rifiutato di pagare e il clan doveva ucciderlo per dare un segnale del proprio potere criminale agli altri esercenti.

A quasi 40 anni di distanza dunque, gli uomini della Sezione Operativa DIA di Catanzaro, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato Pranno e Cicero, ritenute gravemente indiziate di concorso in quell’omicidio e “figure storiche di rilievo della criminalità organizzata cosentina”.

La guerra tra i Perna-Pranno e Pino-Sena

Un periodo storico particolarmente efferato per la città e la provincia di Cosenza, sconvolte dalla guerra tra i clan Perna- Pranno e Pino-Sena. Il primo utilizzava le estorsioni agli imprenditori ricadenti nella propria zona d’influenza per garantirsi le risorse economiche per fronteggiare i rivali. Diversi sono stati i collaboratori di giustizia che hanno parlato dell’omicidio dell’imprenditore e le loro testimonianze sono state tutte concordanti sia sul movente che sui mandanti.

Lo stesso Mario Pranno – ricorda la procura in una nota – si era assunto la paternità dell’omicidio nel corso di un breve periodo di collaborazione con la giustizia, iniziato durante il maxi processo Garden e conclusasi nel 2000 con la sua fuga da località protetta. All’epoca Pranno era uno dei capi più violenti del suo clan, così come poi riconosciuto dalla sentenza irrevocabile del maxiprocesso Garden che lo condannò a 20 anni di reclusione, pur riconoscendogli la speciale attenuante per i collaboratori di giustizia. Arrestato dopo la fuga, venne scarcerato a giugno del 2015.

L’altro arrestato, Francesco Cicero, è accusato di aver fatto da palo ai killer, come riferito dai tutti i collaboratori di giustizia. Soprannominato il “pirata“, è fratello di Domenico, detto “Micuzzo“, che dopo il processo Garden assunse la reggenza del gruppo Perna-Pranno.