Chiusa a chiave in un locale: cade l’accusa di stupro ma non il sequestro di persona

L’uomo avrebbe aggredito la vittima perchè la riteneva autrice del furto della sua bici elettrica. Il Riesame fa cadere l’accusa più grave, quella della tentata violenza sessuale. Resta ai domiciliari per il sequestro

 

COSENZA – Cade l’accusa di violenza sessuale nei confronti del 46enne cosentino, T.I., accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione e anche di tentata violenza sessuale, ai danni di una ragazza. Ieri il tribunale del Riesame di Catanzaro, dopo quattro giorni dall’udienza camerale, ha deciso di far cadere l’accusa più grave del tentato stupro. T.I. è stato arrestato lo scorso 17 gennaio dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Cosenza. L’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro, a seguito della richiesta della Dda del capoluogo.

I fatti risalgono all’estate scorsa, avvenuti a Cosenza. Vittima una ragazza che è stata percossa e sequestrata, anche sotto la minaccia di subire violenze sessuali, se non avesse restituito un bene o il valore dello stesso in denaro al 46enne che riteneva la donna, autrice del furto della sua bicicletta elettrica. Così l’avrebbe aggredita pretendendo la restituzione del mezzo o la somma di 800 euro. T.I., già noto alle cronache giudiziarie, una volta accortosi che ignoti gli avevano sottratto la bicicletta elettrica avrebbe accusato la giovane che era lì presente e forte della sua caratura criminale, l’avrebbe minacciata e percossa. Poi afferrandole con forza da un braccio l’ha trascinata in un locale poco distante, dentro il quale, dopo averla rinchiusa a chiave e averle sottratto i documenti e il telefono cellulare. Poi brandendo un coltello l’avrebbe minacciata di stupro e poi di farla stuprare da altre persone. La donna è stata liberata solo dopo l’arrivo dei familiari e del personale della Polizia.

Le indagini hanno consentito di ricostruire tutta la vicenda e la Procura della Repubblica di Catanzaro ha richiesto ed ottenuto il provvedimento restrittivo. Ieri i giudici cautelari di Catanzaro hanno ritenuto di far cadere le accuse della tentata violenza sessuale. L’uomo aveva sporto denuncia per calunnia nei confronti della persona offesa, dichiarandosi innocente per quanto riguarda la violenza sulla ragazza. Il Riesame ha però confermato la colpevolezza riguardo al sequestro di persona, mantenendo la misura cautelare degli arresti domiciliari. La difesa potrà poi, depositate le motivazioni, valutare il ricorso in Cassazione.