“Galatea”, la Banca del latte materno che salva la vita con un semplice gesto: donando (FOTO)

In Italia se ne contano circa 35, unica in Calabria è proprio quella di Cosenza, “Galatea”. Siamo andati a visitarla affiancati dalla Dott.ssa Maria Pia Galasso che ne è la responsabile

 

COSENZA – Custodiscono un bene prezioso, anzi fondamentale per la crescita di un neonato; potremmo definirlo un ‘elisir’ di salute e lo assicurano costantemente ai lattanti con specifici problemi clinici, in particolare ai neonati prematuri: sono le banche del latte, veri e propri punti di raccolta di latte donato da mamme che stanno allattando. Un piccolo gesto per un grande obiettivo: garantire, anche ai piccoli che non possono essere allattati, il nutrimento più importante per una crescita sana. In Italia se ne contano circa 35, in Calabria riconosciuta nel 2016 Banca regionale, unico punto di riferimento è proprio quella di Cosenza, che si chiama “Galatea”.

 

Ma di cosa si tratta specificatamente?

“La Banca del latte umano donato è una struttura capace di raccogliere, controllare, trattare, conservare e distribuire il latte.” Ha spiegato la Dottoressa Maria Pia Galasso, esperta in allattamento materno, responsabile della Banca del latte “Galatea” (fondata nel 2007), divisione U.O.C. Neonatologia e TIN (Terapia Intensiva Neonatale) dell’Azienda Ospedaliera Annunziata di Cosenza, diretta dal Dr. Gianfranco Scarpelli. Nel 2016 è stata riconosciuta Banca regionale, punto di riferimento di tutte le altre TIN ([email protected]). Il suo nome deriva dalla dea del latte, Galatea, e il suo fine è custodire il latte materno donato per offrirlo a chi ne ha bisogno.

Perchè è importante avere una Banca del latte donato in una Terapia Intensiva Neonatale?

“Il latte materno – ha spiegato la Dott.ssa Galasso – è importante per tutti i bambini, soprattutto per quelli prematuri; perchè contiene tutti i nutrienti necessari per la crescita ottimale del neonato. Perchè è un vero sistema biologico con alto potere antinfettivo. Perchè è un alimento specie specifico. Perciò è un salvavita per un neonato prematuro, in quanto può andare incontro a patologia Nec (necrosi intestinale), che può essere mortale per un bambino. Proprio perchè è immaturo con il latte umano matura e acquisisce tutte le funzioni.

L’allattamento al seno non ha solo funzione di nutrimento, bensì riveste anche un ruolo fondamentale all’interno della complessa relazione madre-figlio, matrice di tutte le future relazioni del bambino. Quindi per un bimbo prematuro in questo modo si stabilisce un contatto con la mamma. Perchè non solo il bambino è prematuro, ma lo è anche la madre. Così si stabilisce quel rapporto psicologico fondamentale madre-figlio. La Banca è nata per questa esigenza: proteggere e salvare un bimbo prematuro. Ciò è possibile, anche, grazie al direttore Scarpelli che favorisce all’interno del suo reparto di stabilire e accrescere questo rapporto madre-figlio.

Il latte materno, inoltre, è indispensabile per quei bambini che nascono con particolari intolleranze o patologie come malattie metaboliche, insufficienza renale, rialimentazione dopo interventi chirurgici e intolleranza alle proteine del latte vaccino. Anche per i bimbi in cardiochirurgia neonatale il post operatorio va nutrito con il latte umano. Prevenzione con il latte ma anche prevenzione a lungo termine. Così si evita l’obesità.”

Chi può diventare donatrice?

“Tutte le donne possono essere donatrici. Ma è fondamentale la cultura della prevenzione e donazione. Anche un solo biberon può salvare una vita. Tutte le neomamme, accuratamente selezionate, possono donare il proprio latte, ancora in ospedale durante la degenza post partum o a casa con il proprio bimbo.”

Come avviene il processo di donazione?

“Mediante colloqui di idoneità con il responsabile ed esami di laboratorio volti ad escludere qualsiasi patologia. La donna deve avere uno stile di vita adeguato, non aver fatto tatuaggi o piercing negli ultimi 12 mesi, viaggi nei paesi extraeuropei. Non possono donare le donne con sierologia positiva per epatite B, C e HIV; oppure chi ha ricevuto trasfusioni di sangue o derivati o trapianti d’organo (nei 12 mesi precedenti la donazione). Se la mamma viene riconosciuta idonea, diventa donatrice e viene inserita nell’elenco.”

Cosa si deve fare per raccogliere il latte?

La raccolta del latte può avvenire generalmente con due modalità: o la banca manda a casa della donna un servizio a domicilio, oppure è la stessa mamma che deve attivarsi per portarlo in banca. In Italia il 50% delle banche non ha un servizio di raccolta a domicilio. Cosenza invece raccoglie il latte direttamente a casa della donatrice.

“La mamma – spiega la Dott.ssa Galasso – tira il proprio latte e lo congela in kit sterili. Contatta la ‘Galatea’ e il latte viene ritirato da un servizio a domicilio stabilito con un protocollo d’intesa con il Comune di Cosenza. Saranno direttamente i Vigili urbani a recarsi a casa della donatrice e prelevare il latte. Una volta a settimana fino a 60 km.”

Quando il latte arriva in Banca vengono effettuati dei controlli per verificare che non sia “inquinato”? Il latte è un prodotto sicuro?

“Il latte viene raccolto ancora congelato e mantiene la catena del freddo. Dopo viene pastorizzato a 62,5 °C per 30 minuti con metodo Holder, vengono effettuate analisi virologiche sia prima che dopo la pastorizzazione per escludere presenza di agenti batteriologici. Se i risultati non mostrano alcun fattore a rischio il latte è idoneo per i neonati. La qualità del prodotto offerto da ‘Galatea’ è garantita dall’accurata esecuzione delle procedure consolidate relative allo screening delle donatrici, alla modalità di raccolta e conservazione del latte, ai controlli, alla pastorizzazione, alla documentazione degli atti medico-amministrativi.”

Quanto latte raccoglie “Galatea”?

Da un’indagine fatta in collaborazione con il ministero della Salute, è emerso che in Italia alcune Banche lavorano con un tenore molto basso di latte: qualcuna ne raccoglie appena 50 litri, mentre altre ne raccolgono anche 2500 all’anno. A Cosenza nel 2017 vi sono state 69 donatrici per un tot. di 261 litri; nel 2018 le donatrici sono state 72 con 273 litri. Numeri come si può notare e che ci auguriamo siano destinati a crescere di anno in anno.

Quanto è importante la sensibilizzazione e la conoscenza di una determinata struttura per aiutare una mamma che purtroppo non può allattare?

“E’ fondamentale – conclude la Dott.ssa Galasso – per i motivi di salute e psicologici di cui abbiamo appena parlato. Proprio per questo è nata l’Associazione “Gocce di mamma” fondata da me, per un sostegno costante alle neomamme e alla Banca. Per una promozione e diffusione dell’allattamento materno e della donazione del latte. Le donne vengono sostenute e informate dall’Associazione. Dalle 9 alle 13 viene offerto un servizio infopoint con le volontarie presenti. Le mamma vengono ascoltate, si offrono consulenze esterne previa appuntamenti, si organizza la raccolta del latte. Assistenza psicologica individuale, di coppia e di gruppo.”

L’Associazione lavora anche tramite i social: goccedimamma.wordpress.com; la pagina Facebook, Twitter e Instagram Gocce di Mamma; Gruppo: Galatee a Confronto [email protected]; [email protected]

L’invito, perciò, è rivolto a tutte le mamme in periodo di allattamento: donare il proprio latte non costa nulla, non implica nulla ma garantisce la sopravvivenza per i piccolini che hanno deciso di venire al mondo prima del tempo stabilito. Un gesto d’amore che una mamma certamente non può non comprendere e a cui non può esimersi.