Terremoto, la Misericordia a Durazzo: “diamo il nostro aiuto. La gente è provata”

Il console albanese Adrian Haskaj in lacrime ha ringraziato i vigili del fuoco per la loro grande esperienza a gestire la situazione. A Durazzo e Tirana, l’Italia non ha fatto mancare il suo apporto. E una aiuto l’ho portato anche la nostra città presente in Albania con la Misericordia di Cosenza

 

DURAZZO – La terra continua non smette di tremare in Albania dove il bilancio delle vittime del terribile terremoto di magnitudo 6.2 che martedì scorso ha colpito la costa settentrionale del Paese sale di ora in ora. Il triste bilancio è salito a 49 i morti e oltre 750 feriti. Dal giorno del terremoto si è messa subito in moto la macchina dei soccorsi partita anche dall’Italia per dare una mano alla popolazione albanese. Un intervento importante come sempre, quello svolto dai soccorritori italiani: centinaia di uomini e donne, con mezzi, competenze e professionalità  sono l’aiuto necessario,in alcuni casi vitale.

Tra quelle mani tese per aiutare ad affrontare l’emergenza, ci sono quelle arrivate da Cosenza. Questa mattina in collegamento su Rlb dall’Albania, abbiamo raccolto la testimonianza di Claudio Reali, responsabile della Protezione Civile della Misericordia di Cosenza: «Qui la terra continua a tremare. Ieri mattina l’ultimo evento, più forte alle 11.42, di magnitudo 4.8. Io e il collega eravamo in quel momento in macchina per riposare un pò quando la vettura ha iniziato a tremare. Un evento che ha pregiudicato le condizioni dell’ospedale di Durazzo. Infatti siamo intervenuti lì per una possibile evacuazione visti i danni riportati al Pronto Soccorso».

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Ma come si è mossa l’Italia dopo il sisma per correre in aiuto alla popolazione albanese? «La Protezione civile nazionale ha attivato una serie di associazioni di volontariato, la struttura dei vigili del fuoco che qui sono molto numerosi ed hanno tutta una serie di mezzi e strumenti speciali, anche per prelevare calcinacci dalle strutture ed evitare di arrecare danni a persone e palazzi e poi c’è tutta una struttura di volontariato:  l’Anpas, la Croce Rossa e la Misericordia, tra cui noi che arriviamo da Cosenza».

«Siamo alloggiati al porto di Durazzo dove sono state allestite le tende dei volontari dove è stata realizzata una cucina da campo e servizi igienici. Io e il mio collega siamo a disposizione del Dipartimento della Protezione Civile e accompagniamo i rappresentanti nelle zone colpite».

«La gente qui è molto provata, dorme in tende di fortuna, anche se noi abbiamo allestito tende e le abbiamo messe a disposizione della popolazione. Il Governo albanese inizialmente ha preferito sistemarli in hotel, ma la maggior parte dorme in strada o in macchina con non poche difficoltà. Purtroppo qui le strutture (case e palazzi) sono costruite nella maggior parte non in maniera antisismica. Ieri ad esempio è venuto giù mezzo hotel che era stato già sgomberato e si sospettava che una persona fosse rimasta sepolta. Ma la notizia più brutta della giornata di ieri è stata quella dell’estrazione di una mamma e tre bambini da parte dei nostri vigili del fuoco purtroppo deceduti».

Centinaia di feriti: “la storia di un uomo che ha perso tutta la famiglia”

«Proprio stamattina io mi trovo in ospedale a Tirana dove un signore di 54 anni sarà trasportato in Italia, perchè ha riportato la frattura della colonna vertebrale e altre fratture. Un jet da Milano lo trasporterà da Tirana nel nostro Paese. L’uomo abitava al quinto piano ed è sprofondato dopo il crollo, insieme a tutta la famiglia. Ha perso la moglie e i tre figli ma anche altri parenti come la nuora e la sorella, che erano sistemati nei piani sottostanti sommersi dalle macerie».

«Ora lo stato d’emergenza è terminato – conclude Claudio Reali – e presto torneremo in città. Qui ci sono le tendopoli e tutto il necessario. Alcune squadra sono già rientrate ieri; siamo oltre 200 volontari e qui rimarranno i quelli per l’assistenza alla popolazione. Man mano questo campo si svuoterà a meno che non ci siano emergenze ulteriori».