New York, battuta all’asta un’opera di Boccioni. Una versione a Cosenza nella Galleria Nazionale

Cosenza vanta di avere un’altra versione di questo capolavoro grazie alla generosità del mecenate Roberto Bilotti che l’ha donata anni fa alla Galleria Nazionale di palazzo Arnone

 

NEW YORK  – Da Christie’s a New York, è stato venduto il bronzo di Umberto Boccioni  “Forme uniche della continuità nello spazio”, proveniente dalla collezione di Carlo Bilotti che lo aveva, a sua volta, acquistato nell’aprile 2005 da Stanley John Allen, erede di Claudio Bruni Sakraischik.

La scultura è stata aggiudicata per 16 milioni 165 mila dollari paria 14 milioni e 636.903 euro, con un prezzo di partenza di base d’asta tra i 3,8 e 4,5 milioni di dollari. L’opera rappresenta una figura aerodinamica – in parte uomo, in parte macchina – che corre energicamente verso il coraggioso “nuovo mondo” immaginato dal movimento futurista, un mondo ‘moltiplicato’ per tecnologia, velocità e industrializzazione. L’opera considerata icona del Futurismo è rappresentata sui 20 centesimi di euro coniati in Italia. La scultura, considerata un capolavoro assoluto futurista, è simbolicamente il movimento e la fluidità: si increspa verso l’esterno nell’ambiente, quasi a voler penetrare nell’aria. Nel suo manifesto sulla scultura, «La Scultura Futurista», pubblicato nell’aprile del 1912, Boccioni sottolineò come le sue opere si fondessero con l’ambiente circostante, sostenendo: «Apriremo la figura e la racchiuderemo nel suo ambiente».

Cosenza vanta di avere un’altra versione di questo capolavoro grazie alla generosità del mecenate Roberto Bilotti che l’ha donata anni fa alla Galleria Nazionale di palazzo Arnone. Anche questa versione deriva dal bronzo di Marinotti attraverso l’accordo Bruni-Allen. Pubblicata sul catalogo generale, a cura di Calvesi-Dambruso (pag.452) Allemandi Torino 2016 ed era stata dichiarata di eccezionale interesse culturale con Decreto n° 77 del 15.5.2013 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Insieme all’opera scultorea sono stati consegnati a Palazzo Arnone da Roberto Bilotti cinque preziosi bozzetti di Boccioni, della collezione Bilotti-Winston Malbin, prepataroti dei quadri futuristi più importanti: “La città che sale” 1910, “la risata” 1911, “studio di periferia” 1910, “vecchia a tavola” 1907, “MariaSacchi che legge” 1907. La famiglia Bilotti non solo ha il merito di aver portato Boccioni a Palazzo Arnone ma anche di aver donato al territorio l’unico nucleo completo di opere dei futuristi calabresi che interagivano intellettualmente con Boccioni le cui opere sono esposte al Museo del Presente a Rende. E’ con il Futurismo che la nostra regione è stata vera protagonista sulla scena internazionale, non solo con Umberto Boccioni, ma anche con gli altri artisti che con lui relazionavano intellettualmente ed operativamente come Antonio Marasco (Nicastro1896-1906), Enzo Benedetto (RC1905 – 1993); Armiro Yaria (RC1901 – 1980); MicheleBerardelli (Cs 1912-1995), Orazio Pigato (RC 1896-1966), Principio Federico Altomonte (RC 1912), Angelo Savelli (Pizzo 1911-1995); LuigiVersace (Bovalino 1927-1991), i post futuristi LinaPassalacqua (Sant’Eufemia d’Aspromonte RC 1933) e Silvio Lo Celso (Rende 1956-2000), le cui opere sono state donate da Roberto Bilotti alla collettività e rappresentano uno spaccato territoriale di una delle avanguardie più importanti d’Europa. L’aggiudicazione di New York può essere una nuova occasione di prendere consapevolezza di questi valori e del nostro ruolo nell’Arte del Novecento dove il nostro Paese è stata grande protagonista. Con questo spirito di divulgazione Carlo e Roberto Bilotti nel 2005 a Cosenza, nell’ex convento di Sant’Agostino hanno realizzato la mostra “Da Picasso a Warhol”, con quaranta opere delle grandi avanguardie, dal Cubismo e Futurismo all’Astrattismo; dal Surrealismo, Metafisica, Espressionismo fino alla Pop Art.

Carlo Bilotti aveva maturato il progetto di donare la collezione alla Città in risposta alla mancanza, da lui avvertita da ragazzo, di un riferimento nel territorio per l’arte moderna e contemporanea. Non essendo in quel momento disponibile una sede istituzionale (Sant’agostino già destinato a museo archeologico) le opere pittoriche trovarono collocazione a Roma nell’Aranciera di Villa Borghese, mentre a Cosenza fu istituto il Mab, museo di sculture all’aperto inaugurato (2005) dal Presidente Unesco-Italia Prof. Gianni Puglisi che lo definì “patrimonio culturale d’interesse pubblico avente valore di civiltà”. Il Museo all’Aperto è una eccellenza con carattere di unicità nella sua interazione tra opere e cittadini, tra arte ed ambiente, non solo come miglioramento estetico, ma in una nuova dimensione sociale, organica, funzionale ed istruttiva e di coesione sociale che da grande prestigio alla nostra Città.