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Ospedale di Cosenza: concorso call center si o no?

I partecipanti al concorso per operatori call center all’Annunziata hanno scritto al ministro della Salute Roberto Speranza. I parlamentari del Movimento Cinque Stelle hanno chiesto la revoca del concorso e Wanda Ferro (FdI) presenterà un’interrogazione parlamentare

 

COSENZA – Se non è ingarbugliata non è sanità: in Calabria tutto ciò che rientra in questo macro settore è accompagnato da infinite polemiche, lotte e battaglie combattute a suon di proteste, deroghe e rinvii. Insomma tutto tranne che l’applicazione della legge, con buona pace dei livelli assistenziali che trascinano la regione in fondo a tutte le classifiche possibili.

A tenere banco in questi giorni, oltre alla vicenda precari vs idonei, c’è quella sui concorsi.

Due fronti distinti: il commissario alla sanità calabrese, Saverio Cotticelli che ha più volte ordinato ai commissari delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Calabria, di sospendere tutti i concorsi in atto fino alle prossime elezioni regionali; dall’altra alcuni dirigenti (come la Pannizzoli a capo dell’Azienda ospedaliera di Cosenza) che hanno deciso di far espletare concorsi indetti tempo addietro. In mezzo ci sono i partecipanti al concorso, che si appellano al ministro Roberto Speranza affinché faccia chiarezza.

Gli ammessi al concorso call center indetto dall’azienda ospedaliera di Cosenza hanno inviato una missiva al ministro della Salute Roberto Speranza. «Volevamo portare alla Sua attenzione – si legge nella lettera – quello che sta succedendo nella sanità in Calabria. In particolare i gravi fatti che stanno accadendo per la selezione di un concorso “fasullo” di operatori call center dell’Azienda ospedaliera di Cosenza  che dimostrano come si inquina il voto alle porte dell’imminente campagna elettorale per le regionali».

In ultimo, la deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, ha annunciato di voler presentare un’interrogazione al ministro della Salute Roberto Speranza nella quale chiederà di fare chiarezza sulle illegittimità denunciate “che, aldilà delle loro eventuali implicazioni amministrative, contabili e penali, rischiano di inquinare l’imminente competizione elettorale regionale”. Anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle hanno chiesto la revoca del concorso, evidenziandone diverse irregolarità.

L’ennesima storia calabrese destinata, per ora, a perdurare nel tempo a discapito esclusivamente dei cittadini che si vedono negato il diritto alla salute.