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Dissesto, l’opposizione prova la spallata: “non saremo in consiglio. Occhiuto a casa”

I gruppi di minoranza hanno annunciato la loro assenza al consiglio comunale in programma lunedì, con all’ordine del giorno, la dichiarazione sul dissesto finanziario. L’obiettivo è far mancare il numero legale “Il nostro messaggio è chiaro: il primo cittadino di Cosenza deve andare a casa. Ai cosentini sia data la possibilità di votare e scegliere il nuovo sindaco”

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COSENZA – I gruppi di minoranza al Comune di Cosenza, rappresentati dal Partito Democratico, Grande Cosenza, PSI e Uniti per la Città hanno annunciato che diserteranno il consiglio comunale in programma lunedì e che ha, all’ordine del giorno, ha la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune Bruzio con l’obiettivo dichiarato di far mancare il numero legale in aula provocando così lo scioglimento del consiglio Comunale. Durissimo l’attacco delle opposizioni che chiedono a gran voce le dimissioni immediate del primo cittadino, responsabile del crack finanziario dell’Ente, per ridare la parola ai cittadini.

Esperienza fallimentare dell’amministrazione

Lunedì 11 novembre non parteciperemo al Consiglio comunale con all’ordine del giorno la dichiarazione di dissesto finanziario – si legge nella nota congiunta – Il nostro messaggio è chiaro: il primo cittadino di Cosenza deve andare a casa. Ai cosentini deve essere data la possibilità di votare e scegliere il nuovo sindaco e un’amministrazione che chiuda definitivamente questa parentesi buia per la città di Cosenza. Oggi abbiamo l’opportunità di farlo. Ecco perché lunedì non saremo presenti in Aula. L’obiettivo? Non assicurare il numero legale sulla pratica del dissesto finanziario, causando lo scioglimento immediato del Consiglio comunale. È un’opportunità prevista dalla legge che non può non raccogliere chiunque voglia prendere le distanze, in maniera inequivocabile, da questa fallimentare esperienza amministrativa”.

La fine del “modello Cosenza” targato Occhiuto

Solo  così – continua la nota – si potrà subito voltare pagina su questo fallimento contabile e amministrativo targato Occhiuto. Cosenza è l’unica città capoluogo della Calabria a non crescere: dal 2011 ha subito un brusco arresto del processo di crescita e il numero dei residenti continua a diminuire. Oggi la fine del cosiddetto “Modello Cosenza” è evidente. Un modello che si è dimostrato capace di produrre debiti, di abbandonare nel degrado più assoluto i quartieri popolari, di lasciare una città senza servizi, senza acqua e con il sistema dei trasporti nel caos.  Questa nostra presa di posizione – scrivono i gruppi d’opposizione –  serve anche a fare chiarezza davanti all’opinione pubblica e per far emergere chi, con un atteggiamento furbesco, ha tenuto la stampella a questa amministrazione ricevendo in cambio favoritismi e prebende. Oggi ci vengono segnalati tentativi poco ortodossi da parte dell’amministrazione comunale per condizionare la presenza dei consiglieri e ottenere il numero legale in Aula. Non approvando la pratica del dissesto finanziario si va verso la decadenza immediata.

Chi resta in aula sarà complice del fallimento

“Chi invece resterà in Aula – scrivono ancora – sarà complice e responsabile di aver concorso alla pagina amministrativa che rischia di produrre danni irreparabili alla città di Cosenza. È chiaro che una volta accertata la colpa grave o il dolo, tutti coloro i quali si saranno complici, ne dovranno rispondere personalmente non solo dal punto di visto morale nei confronti della città, ma anche da un punto di vista economico con il proprio patrimonio. Questo spetterà alle autorità competenti a cui è stata notificata la delibera della Corte dei Conti delle Sezioni Riunite in cui è stato dichiarato il dissesto finanziario dell’amministrazione comunale di Cosenza.

Nessuno oggi può fuggire alle proprie responsabilità. Lunedì sarà chiaro in consiglio Comunale chi vuole ancora trascinare l’esperienza di questa amministrazione comunale e chi invece vorrà aprire una fase nuova restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere un nuovo sindaco. Il dissesto si poteva evitare? Avevamo lanciato l’allarme già nel 2016 chiedendo una operazione verità sullo stato delle casse comunali e denunciato più volte tutte le irregolarità alla Procura, alla sezione regionale di Controllo e alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Catanzaro. La documentazione è stata inviata anche a Roma alla Ragioneria generale dello Stato (Servizi ispettivi di finanza pubblica). Ora bisogna evitare che la città rimanga schiacciata sotto questo pesante fardello. E lunedì – concludono i gruppi – abbiamo l’opportunità di chiudere definitivamente con questo “Modello Cosenza” e mandare tutti a casa”.