Truffe on line e cryptolocker, come evitare di diventarne vittime (VIDEO)

Decine di denunce ogni giorno in provincia di Cosenza. I consigli della Polizia Postale e delle Comunicazioni e il caso di Gianni Siciliano definito il ‘re delle truffe’

 

COSENZA –  Le truffe on line registrano numeri vertiginosi. Decine le denunce che vengono sporte ogni giorno nella città e nella in provincia di Cosenza. Un fenomeno alimentato dal proliferare sul web di siti di annunci per compravendite tra privati di oggetti tra i più disparati. Ad illustrare la dinamica dei raggiri e come evitare di acquistare prodotti che in realtà non esistono è il vice ispettore Fabio Ferraro, responsabile della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cosenza. “A monte c’è la promozione di qualcosa in vendita ad un prezzo quasi consono al suo valore di mercato e – spiega il vice ispettore Fabio Ferraro – un truffatore che tende ad intrattenere delle finte trattative attraverso scambi di messaggi su Whatsapp o via mail. Terminata questa fase si arriva al pagamento con carte ricaricabili o bonifici bancari cui Iban sovente è relativo non ad un classico conto corrente, ma a strumenti di pagamento virtuali. Trascorsi dei giorni l’acquirente non riceve nulla e, preoccupato dal fatto che la spedizione non sia andata a buon fine, tenta di contattare il sedicente venditore scoprendo o di essere stato bloccato o che l’utenza attraverso cui aveva comunicato fino a quel momento è già in disuso.

 

 

Per difendersi bisognerebbe prestare più attenzione all’annuncio e verificare che dall’altra parte ci sia una persona in grado di rispondere sulle caratteristiche del prodotto che sta vendendo. Un esempio. Se stiamo acquistando un microfono, è necessario porre domande tecniche sul modello per capire se esiste veramente. In più quando si nota nel venditore una particolare insistenza nel voler chiudere la trattativa è meglio evitare di andare avanti nella transazione. Atteggiamenti o frasi del genere ‘Guarda che forse c’è un’altra persona che lo compra, ma se paghi subito lo vendo a te’, devono insospettire l’acquirente. I truffati sono in migliaia ed ognuno può essere esposto agli interessi criminali dei numerosi potenziali truffatori esistenti in rete: italiani ed esteri. Purtroppo, anche se si denuncia, una volta effettuato il pagamento non è sempre possibile recuperare il denaro perso perché gli strumenti di credito utilizzati hanno intestazioni fittizie così come le utenze telefoniche attraverso le quali si comunica».

 

 

COSENZA, IL CASO GIANNI SICILIANO

A Roma nei mesi scorsi gli agenti della Polizia Postale di Cosenza in collaborazione con i colleghi operanti nella capitale hanno scovato un latitante cosentino definito il ‘re delle truffe on line’. Un uomo che per sfuggire all’arresto da circa cinque anni viveva all’interno del complesso edilizio di un centro commerciale a Fiumicino. “Gianni Siciliano – ricorda il vice ispettore Fabio Ferraro, responsabile della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cosenza che lo ha ammanettato lo scorso luglio – era ricercato dal 2014 per delle condanne passate in giudicato. Otto in totale, per una pena complessiva di 5 anni e 6 mesi di reclusione. Non siamo riusciti a quantificare la mole di persone e denaro che ha truffato, ma possiamo dire che fingeva di vendere di tutto: gatti, monitor, sedie, telefonini. Oggetti che realmente non esistevano per un volume di affari ancora in fase di quantificazione che ammonta a qualche milione di euro. L’arresto è scaturito da una serie di segnalazioni da parte delle vittime di Siciliano che hanno portato gli agenti ad analizzare le poche tracce telematiche che aveva lasciare alle sue spalle e ritrovare un elemento comune consentendo di risalire al 37enne cosentino”.

 

 

CASE VACANZA FANTASMA

Sempre più persone pianificano autonomamente il proprio viaggio on line senza rivolgersi ad agenzie dedicate. Terminata la stagione estiva è oggi possibile stilare il bilancio delle truffe sulle case vacanza, una piaga che delude i turisti e mortifica gli operatori del settore. “Già dalla primavera – afferma il vice ispettore Fabio Ferraro – abbiamo ricevuto un gran numero di denunce ed avviato le indagini. Spesso le vittime però si rendono conto del raggiro solo una volta arrivati sul posto in cui pensavano di trovare l’abitazione in cui avrebbero dovuto villeggiare. Se il luogo prescelto è distante, prenotare e pagare on line potrebbe essere l’unica alternativa. Se però dista pochi chilometri conviene verificare di persona l’effettiva esistenza dell’appartamento che si sta per affittare. Dispiace dover accogliere denunce di cosentini truffati fittando on line una casa a Diamante, piuttosto che a Tropea, quando avrebbero potuto evitarlo con un po’ di accortezza recandosi prima sul posto facendo una gita fuori porta prima di pagare”.

 

 

CRYPTOLOCKER

Oltre alle truffe on line commerciali esistono una miriade di reati contro il patrimonio che i cybercriminali pongono in essere per lucrare drenando i conti di vittime ignare. “Chi detiene dati sensibili come ad esempio commercialisti, avvocati, aziende farmaceutiche o in ogni caso chi nell’ambito della propria attività lavorativa memorizza su pc o server le informazioni dei clienti – allerta il vice ispettore Fabio Ferraro – è un potenziale bersaglio di cryptolocker. Si tratta di un tipo di virus che viene inoculato nei computer delle vittime al fine di criptarne i dati attraverso algoritimi informatici che solo il programmatore che ha realizzato il virus è in grado di decriptare. Sebbene vi siano delle tecniche di reverse engineering, conosciute anche dagli esperti informatici della Polizia Postale, con cui si riesce a recuperare i dati trafugati, il truffatore gioca sul tempo offrendo lo sblocco del sistema e la restituzione di tutte le informazioni ‘rubate’ dietro pagamenti che, generalmente, avvengono in bitcoin. Il professionista che subisce un attacco di questo tipo in corrispondenza di una scadenza ha fretta di risolvere il problema e paga. La sicurezza informatica in questo caso è d’obbligo: è necessario avere antivirus aggiornati, efficienti e disporre il lavoro in maniera che i dati siano riversati su un server e che venga eseguito un backup periodico in maniera tale da poter in ogni momento recuperare i propri database”.

 

 

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