Vendetta porno: quando la ‘ripicca’ dell’ex diventa virale, come difendersi (VIDEO)

Da Agosto il revenge porn è reato. I consigli della Polizia Postale: «Allontanate il cellulare e godetevi l’intimità»

 

COSENZA – Ex che si vendicano sul web. Situazioni imbarazzanti che possono avere conseguenze inimmaginabili. Lo scorso 8 Agosto è entrata in vigore la legge del ‘codice rosso’ che si pone l’obiettivo di tutelare le vittime di maltrattamenti in famiglia, stalking e violenze sessuali inasprendo le pene e disciplinando alcune nuove fattispecie di reato: sfregi al viso, matrimoni forzati e revenge porn. Quest’ultimo introduce nel codice penale l’articolo 612 ter ‘’Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti’’ punita se avviene senza il consenso delle persone rappresentate con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro. Pena aumentata se i fatti sono commessi da un coniuge o da chi ha avuto una relazione affettiva con la persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso l’utilizzo di strumenti informatici o telematici..

 

Il vice ispettore Fabio Ferraro, responsabile della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cosenza spiega come questa innovazione legislativa in Italia apra uno scenario diverso nel panorama del crimini virtuali. «Fino a poche settimane fa – ricorda il vice ispettore Fabio Ferraro – questo tipo di reato veniva inquadrato nell’ambito della diffamazione o della violazione della privacy con pene decisamente inferiori a quelle attuali. La coscienza del legislatore è stata scossa dalla morte di una giovane donna nella provincia di Napoli. Un video che la ritraeva in atteggiamenti intimi era diventato virale, dopo essere stato diffuso da suo fidanzato. Gettata nel tritacarne della rete, non ha retto alla gogna mediatica e si è suicidata».

 

REVENGE PORN, SIAMO TUTTI POTENZIALI VITTIME

«Non esiste un target della vittima. E’ un fenomeno che può interessare dagli adulti ai minorenni, – afferma il vice ispettore Fabio Ferraro, responsabile della sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cosenza – insomma chiunque non sia informato sulle condotte che possono integrare questo reato e causare danni psicologici rilevanti. In provincia di Cosenza abbiamo registrato numerosi casi, prima qualificati come diffamazione o violazione della privacy, che possono essere assimilati al revenge porn e che hanno riguardato persone di diverse età. Un evento di questo tipo può colpire sia un uomo sia una donna. Come difendersi? Lasciando il cellulare nel comodino quando si è intimità con il proprio partner».

Cybercrimine, il lavoro della Polizia Postale di Cosenza (VIDEO)




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