Asp Cosenza, appalti sospetti: Belcastro risponde all’interrogazione di Guccione

Il consigliere regionale Carlo Guccione torna a parlare di gare sospette e appalti anomali come già denunciato più volte chiedendo una «operazione verità sul sistema delle gare e degli appalti dell’Asp di Cosenza»

 

COSENZA – «Procedure trasparenti, certe e veloci per evitare di creare, con lo stratagemma del sistema delle proroghe e le lungaggini delle procedure di gara, un danno ai cittadini sia dal punto economico che dei servizi sanitari e ospedalieri». In un’interrogazione dello scorso 25 settembre 2019, in particolare, Guccione illustrava la situazione allarmante, ricordando nel dettaglio le vicende della Rsa di Caloveto e di San Nicola Arcella.

All’interrogazione ha risposto nei giorni scorsi il dirigente regionale Antonio Belcastro il quale ha specificato che, «constatate e verificate le analogie delle irregolarità in entrambe le procedure di gara ha ritenuto opportuno proporre alla Direzione generale dell’Asp di Cosenza la revoca, in autotutela, debitamente motivata, degli atti di entrambe le gare già in itinere”.

L’aggiudicazione della gara di gestione novennale della Rsa di San Nicola Arcella, precisa Belcastro, “risulta indetta con provvedimento del DG pro-tempore n.1299 del 4-08-2016. Con separata determina dirigenziale n. 64/16.03.2017 veniva nominata la Commissione esaminatrice la cui presidente, nel corso delle procedure, rilevava errori di gestione documentale e inappropriatezze che inficiavano l’iter procedurale, segnalati poi con istanza prot.n. 29187/5.03.2019 al Commissario dell’Asp. I rilievi – spiega – concernevano l’inappropriatezza dell’impianto di Disciplinare-Capitolato di gara che avrebbero invalidato la gara di che trattasi. Il commissario dell’Asp di Cosenza, di concerto con la struttura commissariale, in attesa di un più efficace approfondimento tecnico-giuridico riguardo le procedure di gara, sospendeva le attività della suddetta Commissione giudicatrice con nota prot. n. 431446 del 2.04.2019. Con separata procedura – si precisa – era stata indetta gara per l’affidamento novennale per la Rsa di Caloveto prima con la deliberazione n. 1848/2016 e poi con successiva deliberazione 1149/2018 con le quali si approvava il capitolato-disciplinare di gara. Da una verifica effettuata sono risultati gli stessi rilievi segnalati per la gara di San Nicola Arcella”.

Belcastro risponde su Asp Cosenza ma tace su Rossano

“La direzione aziendale dell’Asp di Cosenza – prosegue la nota di Belcastro – con nota prot. 116672 del 30-09-2019 chiedeva parere tecnico al Responsabile dell’UOC Ingegneria Clinica della stessa Asp in merito ad entrambe le suddette procedure di gara al fine di addivenire ad una risoluzione della presente problematica. Il responsabile dell’UOC ingegneria Clinica dell’Asp di Cosenza, condividendo nella sostanza tutte le valutazioni rilevate dal Presidente della Commissione giudicatrice, in merito agli aspetti tecnici del bando per la Rsa di San Nicola Arcella e verificata l’analogia delle irregolarità in entrambe le procedure di gara, con dettagliata relazione prot. n. 117413 del 1.10.2019 ha ritenuto opportuno proporre alla Direzione generale dell’Asp di Cosenza la revoca, in autotutela, debitamente motivata, degli atti di entrambe le gare già in itinere. La Direzione Generale dell’Asp ha richiesto parere legale sulla vicenda all’ufficio Area giuridica aziendale”.

 

Guccione commenta: «Non è stata data invece alcuna risposta in merito alla gara di appalto sul servizio di ristorazione fatta dall’ex As 3 di Rossano nel lontano 2007, oggi ancora utilizzata dall’Asp di Cosenza (nata dall’accorpamento di tutte le As della provincia) con il sistema della proroga. Proroga – afferma il consigliere regionale – che dura “solo” da dodici anni e che costa giornalmente per la fornitura di colazione, pranzo e cena euro 13,39, mentre all’ospedale di Reggio Calabria è stata aggiudicata nel 2015 a un costo di euro 9,22 (colazione, pranzo e cena). Un prezzo inferiore di oltre tre euro rispetto a quello di Cosenza. Qualcuno si rende conto – conclude -del costo aggiuntivo che devono sopportare le casse dell’Azienda sanitaria di Cosenza per migliaia di pasti al giorno? Su questo ancora nessuno ha dato una spiegazione».