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Dissesto, secondo la minoranza è “la fine del modello Cosenza”

La minoranza annuncia che diserterà il prossimo Consiglio comunale. Guccione: «Auspichiamo non si presenti neanche la maggioranza perché questo possa avviare lo scioglimento del Consiglio comunale»

 

COSENZA – Al momento non si conosce il contenuto della decisione delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti che sancisce il dissesto del Comune di Cosenza, ma secondo la minoranza in seno al Consiglio certamente riprende in gran parte quanto deliberato nel documento 66/2019 che “cristallizza una grave situazione finanziaria ed economica dell’Ente”. «La fine del modello Cosenza è evidente – ha detto Carlo Guccione – così come il modello Reggio Calabria. È la fine di quei modelli che hanno portato ad un’espansione della spesa pubblica comunale senza le dovute coperture, che pur avendo avuto le risorse per ripianare i debiti delle vecchie amministrazioni ha accumulato ulteriori debiti per 250milioni di euro, portando il totale a 350milioni di euro ai quali si aggiungono – come specificato dalla Corte dei conti nella delibera 66/2019 di Catanzaro – debiti occulti per 30milioni di euro. Un quadro preoccupante che secondo noi nasconde altro. A livello locale e anche nazionale ci batteremo per una via d’uscita per evitare che comuni come Cosenza possano rimanere schiacciati da debiti e perché la favola che per i cittadini non cambia nulla è veramente una favola, ma anzi conosceranno una serie di misure lacrime e sangue. Se chiudiamo gli asili comunali, o riduciamo le corse dell’Amaco, abolire i servizi alle persone, a rimetterci è solo la parte più debole della città».

Alla conferenza stampa convocata a Palazzo dei Bruzi, presente anche Enrico Morcavallo, capogruppo a Palazzo dei Bruzi de La Grande Cosenza. «Mario Occhiuto, inevitabilmente, sarà ricordato come il sindaco del dissesto di Cosenza. Il sindaco – ha dichiarato Morcavallo – dovrebbe prendere atto del suo fallimento e rimettere il mandato. Nonostante il parere negativo del Collegio dei revisori, la maggioranza in Consiglio approva debiti fuori bilancio e questo a nostro giudizio determina una gestione poco oculata della macchina amministrativa».

In merito all’incandidabilità di Occhiuto e degli amministratori alla guida del Comune, Morcavallo ha poi aggiunto: «L’iter procedurale da parte della Corte dei Conti è stato già avviato e dopo aver decretato il dissesto stabilirà a chi attribuire le responsabilità. Inoltre, secondo la legge per gli amministratori individuati come responsabili da parte della Corte del dissesto, sono incandidabili per 10 anni».

La minoranza infine, annuncia di disertare il prossimo Consiglio comunale. «Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità – ha spiegato Carlo Guccione – e al Consiglio per l’adozione della delibera di dissesto pensiamo di non presentarci e auspichiamo non si presenti neanche la maggioranza perché questo possa avviare lo scioglimento del Consiglio comunale».