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Il neo sottosegretario Anna Laura Orrico: “Investire in cultura per produrre economia” (AUDIO)

“Una giornata che non dimenticherò mai. Un onore e una grande responsabilità servire il mio Paese prima come parlamentare e oggi come sottosegretario”. Così Anna Laura Orrico, cosentina, ha accolto la nuova sfida che la vedrà impegnata nel governo giallorosso

 

COSENZA – Anna Laura Orrico ha accolto con entusiasmo ma anche con grande senso di responsabilità la nomina a sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Parlamentare del Movimento Cinque Stelle, da marzo 2018, ha all’attivo un percorso, dopo la laurea in Scienze politiche, improntato sul settore dell’innovazione digitale. E’ stata co-founder di Talent Garden Cosenza, il primo spazio di coworking in Calabria dedicato all’innovazione digitale. A pochi giorni dal giuramento avvenuto nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, racconta il momento in cui è stata messa al corrente del suo nuovo ruolo: «Ero davanti alla mia scrivania, nel mio studio a casa – racconta -quando il mio telefono ha squillato; era un numero di Roma ed era il nostro leader Luigi Di Maio che mi ha chiesto di voler accettare il ruolo di sottosegretario con eventualmente le deleghe sul turismo, l’innovazione e il cinema e siccome sono tematiche sulle quali ho un pò di background, ho accettato non senza definirmi scioccata e dicendo che non me l’aspettavo. Sono da un anno parlamentare e avevo tutta l’intenzione di fare la gavetta e questo salto a sottosegretario, per me rappresenta una grande responsabilità».

“Investire in cultura per produrre economia e non pensare alla cultura come un costo”

«Ho preso contezza del lavoro fin qui svolto da Gianluca Vacca – spiega in un’intervista ai microfoni di RLB – che mi ha preceduto in questo ruolo. Mi ha illustrato il percorso fin qui intrapreso in merito alla digitalizzazione del patrimonio culturale. Un percorso avviato anche con grandi aziende come Facebook e Google per digitalizzare e rendere fruibile a tutti il nostro patrimonio culturale e permettere a questo di essere promosso alle nuove generazioni che utilizzano molto lo smartphone e le nuove tecnologie ma dimenticano di guardarsi intorno e di osservare l’enorme patrimonio culturale di cui,  soprattutto il territorio italiano, è dotato. Attraverso le nuove tecnologie raggiungere le nuove generazioni».

ASCOLTA l’intervista 

«E poi si sta lavorando su percorsi di formazione per la digitalizzazione del personale che gestisce i beni culturali. Tanti musei, biblioteche oggi – spiega il sottosegretario Orrico – hanno difficoltà a farsi conoscere perchè non sono sui social media. E questi protocolli d’intesa con queste aziende intendono avviare alla trasformazione digitale e mettere correttamente sul mercato del turismo e dell’offerta culturale anche quei beni più nascosti che si trovano nei territori più difficili, come la Calabria. C’è poi il tema delle imprese culturali, delle industrie creative per stimolare i giovani a fare impresa nel settore della cultura considerandolo come un settore che ha un elevato impatto economico e non come un settore che costa. Investire in cultura per produrre economia e non pensare sempre alla cultura come un costo».

Il governo giallorosso: “C’è un cambio di passo, c’è più equilibrio”

«Questo è un governo dal mio punto di vista, più vicino ai temi che io ho sempre seguito e reputo importanti per la politica: creare equilibrio, ridurre le disuguaglianze, lavorare sulla giustizia sociale, sui temi dell’innovazione, lavorare soprattutto per il Sud».

«Io ho apprezzato molto gli ultimi interventi del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha più volte sottolineato quanto sia fondamentale rilanciare e far ripartire correttamente l’economia del Sud altrimenti l’intero Paese continuerà a soffrire e non si riprenderà mai. Un discorso del genere, con la Lega, sarebbe stato molto difficile – spiega Anna Laura Orrico – e lo abbiamo visto perchè sul tema delle autonomie il Parlamento era spaccato e soprattutto noi parlamentari meridionali del Movimento 5 Stelle, eravamo assolutamente contrari all’autonomia differenziata così come proposta dalle tre regioni del Nord. C’è un cambio di passo, c’è più equilibrio e mi auguro che gli egoismi delle singole forze politiche, non portino nuovamente ad interrompere un’esperienza che, dal mio punto di vista, deve dare una speranza a questo Paese. Se ogni anno c’è una crisi di Governo non possiamo sperare che il Paese abbia un futuro».