Cosenza, protesta degli OSS dell’Annunziata. Salgono sul tetto dell’Azienda Ospedaliera

Al grido di “lavoro lavoro” diversi operatori socio sanitari dell’Annunziata, che hanno ricevuto le lettere di licenziamento, sono saliti sul tetto della Direzione dell’Azienda Ospedaliera “prima di assumere altre persone vogliamo essere internalizzati noi che siamo precari da 25 anni”

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COSENZA – Alcune decine di lavoratori OSS esternalizzati Coopservice/Multiservice dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza questa mattina sono saliti sul tetto della direzione dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza con alcuni striscioni e stanno protestando contro la procedura di licenziamento collettivo che avverrà il 30 di settembre. Si tratta di lavoratori in attività nelle società di servizi dal 1994 presso l’Azienda Ospedaliera di Cosenza come ausiliari ospedalieri di supporto alle attività sanitarie, nei vari reparti in forza presso l’azienda Ospedaliera di Cosenza, Mariano Santo e Rogliano. Nei giorni scorsi avevano rivolto un appello al commissario Giuseppina Panizzoli dopo essersi riuniti in assemblea ed oggi, non avendo ricevuto risposte, soprattutto sull’assunzione di 25 nuovi operatori da Reggio Calabria mentre il loro concorso è stato di fatto annullato dal Commissariamento della regione con il Decreto Calabria, sono saliti sul tetto gridando “lavoro lavoro” e “vergogna, dignità” manifestando tutta la loro delusione e rabbia sulla vertenza che si trascina da decenni e che non sembra avere una soluzione dopo l’ultima proroga concessa dal commissario Cotticelli fino al 30 settembre. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine e i vigili del fuoco.

L’azienda Ospedaliera ha mandato alcuni telegrammi per assumere 25 OSS a tempo determinato attingendo da una graduatoria di un’altra provincia Calabrese, quella di Reggio Calabria. Questo è veramente un assurdo – dichiara una lavoratrice – perchè stanno mandando a casa persone che già lavorano da anni, che hanno acquisito esperienza e professionalità per un lavoro che facciamo da 25 anni. Siamo qui a reclamare il nostro sacrosanto diritto di essere internalizzati, non vogliamo proroghe o rinvii. Vogliamo che l’assunzione del personale da Reggio sia subito bloccato perché noi per anni abbiamo portato avanti l’Ospedale. Mandano a casa famiglie monoreddito”.

“Stiamo protestando da 25 anni per avere un processo di internalizzazione che ci siamo guadagnati sul campo – dice un altro lavoratore. Lo stesso Cotticelli aveva firmato un accordo regionale nel quale si impegnava ad assumere tutti i precari e questo decreto è poi stato stracciato e non si sa perchè. Nessuno si è fatto vivo, abbiamo avuto solo la solidarietà dei cittadini. Il problema terribile della sanità in Calabria è proprio la mancanza di personale e qui invece di assumere ci mandano fuori. Non ce l’abbiamo con i vincitori delle graduatorie, ma deve esserci posto per tutti anche per noi che lavoriamo nel precariato da 25 anni”.