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Cosenza, Spadafora: il baratro del Comune colpa degli ex amministratori

“Se Cosenza da 7 sette anni vive il baratro del dissesto la colpa è di coloro che oggi, con troppa disinvoltura, puntano il dito contro questa amministrazione”

 

 

COSENZA – Lo afferma il consigliere comunale di maggioranza Gisberto Spadafora replicando a una nota diffusa dal gruppo  d’opposizione “La Grande Cosenza”.
“Ancora oggi – aggiunge Spadafora- siamo costretti ad affrontare manovre, con senso di responsabilità, per far fronte a debiti ereditati da tanti anni di cattiva gestione.

Basti pensare che ogni qualvolta vi sono stati consigli comunali che prevedevano all’ordine del giorno l’approvazione di debiti fuori bilancio l’opposizione, irresponsabilmente, non ha  inteso partecipare laddove, invece, proprio a causa delle proprie responsabilità, avrebbe dovuto essere in prima linea a votare per il riconoscimento.
Responsabilità scritte chiaramente  nella deliberazione della corte dei conti n. 97 del 2012 che, dopo aver esaminato il conto consuntivo del 2010,  di fatto decretava l’avvio delle procedure di dissesto. Non accettiamo, pertanto, lezioni da coloro che si sono contraddistinti in passato per una scellerata gestione della cosa pubblica. I dati evidenziano chiaramente come la mole debitoria del comune è stata notevolmente ridotta in questi ultimi sette anni. Basta analizzare i rendiconti di bilancio per verificare come i residui passivi (ossia i debiti) siano passati da 376 milioni del 2011 a 123 del 2018. Anche parificando gli stati patrimoniali adeguando quello del 2011 ai nuovi criteri con i quali è stato redatto quello del 2018 si registra una riduzione

di circa 60 milioni di euro. Inoltre, la passività di 30 milioni a cui fa riferimento l’opposizione, in buona parte prevista dal piano di riequilibrio e quindi non occulta e che trova piena copertura nella manovra di bilancio, riguarda nella quasi totalità pendenze prodotte in anni antecedenti il 2011 che responsabilmente vanno ripianati. È bene, inoltre, precisare che le riserve dei revisori non riguardano gli aspetti formali e tecnici che sono stati certificati come rispettosi del dettato normativo bensì gli obiettivi della manovra. Si tratta, pertanto, solo e soltanto di una valutazione prospettica. Non vi è pertanto alcuna forzatura ma la definizione  di previsioni che siamo convinti di riuscire a rispettare. Basti pensare che a fronte di 18 milioni di euro di emissioni per avvisi di accertamento e ingiunzioni  di pagamento sono stati iscritti in bilancio nell’ultimo triennio meno di 9 milioni di euro secondo una logica di elevata prudenza al fine di non determinare tensioni negli equilibri economico-finanziari dell’ente.

È importante, inoltre, sottolineare come a seguito di affidamento del servizio di riscossione, nel secondo semestre si è conclusa la fase di start up organizzativa che produrrà i principali effetti in termini di miglioramento delle perfomance di riscossione nel secondo semestre del 2019 e nell’esercizio 2020. La manovra prende atto delle ulteriori precisazioni della Corte dei Conti e – conclude il consigliere Gisberto Spadafora – rappresenta una fase fondamentale nel percorso di risanamento che verrà presentato alle Sezioni riunite al fine di scongiurare il dissesto deliberato nel 2012”.