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Hooverphonic, a Cosenza è magia con la band belga e l’intensa voce di Luka

Lo sguardo delicato di chi ha solo 18 anni, due profondi occhi azzurri ed una voce intensa; l’attenzione è puntata su di lei, Luka Cruysberghs, la nuova voce del gruppo. Insieme al suo vocal coach, Alex Callier, leader della band e Raymond Geerts, cofondatore del gruppo, gli Hooverphonic si sono ‘raccontati’ prima del concerto di questa sera al Castello Svevo

 

COSENZA – Qualche ora prima del loro concerto nella splendida cornice del Castello Svevo per la seconda data del Be Alternative Festival, gli Hooverphonic arrivano a Cosenza e si raccontano davanti ai cronisti arrivati all’hotel San Francesco di Rende nel primo pomeriggio di oggi. E’ l’unica data, quella di questa sera, in Calabria della band belga, tra le più famose degli ultimi venti anni, con 5 dischi di platino e 8 dischi d’oro e decine di canzoni divenute colonne sonore di film e serie TV. Dal loro repertorio spiccano i successi indimenticabili come “Mad about you” e “Anger never dies”.

Ma la curiosità è incentrata sulla giovanissima Luka Cruysberghs vincitrice di The Voice of Flanders 2017 (The Voice in Belgio), di cui Alex Callier, leader e produttore della band, è stato coach. La hit che ha lanciato l’album “Looking for a stars” ovvero “Romantic” fa del live degli Hooverphonic uno dei più attesi in città. Un album che ha sancito un gradito ritorno della formazione belga e la vera novità è proprio nella voce.

Luka è la vincitrice di un talent show e questi in Italia, sono spessi finiti nel mirino della critica, perchè a volte creano meteore e non stelle. C’è chi ha intrapreso una carriera ma anche chi, sulle scene è durato poco. Lei invece, ha avuto una grande possibilità. E allora le abbiamo chiesto: oltre ad una bellissima voce, per farsi strada e soprattutto per non perderla, cosa serve?

“Credere in se stessi e sentirsi speciali ma anche umili. Ognuno dovrebbe sentirsi fiero – risponde Luka – ed esprimere se stesso. E poi l’importante è mantenere sempre la calma, soprattutto nelle performance. Molto infatti dipende dallo stress, ma basta seguire il proprio “flusso”, divertirsi e godersi una grande avventura”.

“The Voice in Belgio – spiega però il coach Alex – è una trasmissione che viene vissuta diversamente dal resto del mondo e noi la prendiamo molto sul serio. Il ruolo del coach è che devi andare alla ricerca, non della voce straordinaria, ma di quella “giusta”. Molti criticano The Voice ma il nostro format credo sia differente. Per noi è molto importante il talento e tutto ruota attorno a questo, mentre in altri Paesi è molto incentrato sullo show. Altro aspetto importante, è che per i ragazzi si scelgono le hit da far interpretare, le canzoni di successo; in Belgio il centro di tutto non è lo show, ma la musica,  più profonda e ricercata. Per questo amo fare il coach a The Voice”.

Come siete stati accolti qui a Cosenza? Cosa avete potuto notare di caratteristico in questa città?

“Siamo arrivati tardi ieri sera, abbiamo anche viaggiato male in aereo, e abbiamo avuto qualche problema con l’aria condizionata. Così l’unica cosa che abbiamo fatto è andare a mangiare qualcosa: pasta con il tonno e un pò di verdure grigliate. Questa mattina poi, ci siamo accorti che avevamo dimenticato una chitarra in Belgio (particolare non di poco conto) e così, – racconta Alex – siamo andati a comprare la chitarra e altro materiale e poi ci siamo accorti che era di nuovo l’ora del pranzo. Siamo tornati in albergo perchè faceva caldo per uscire – sottolinea – qui fa veramente troppo caldo. E qualcuno ci ha detto “ma questa è l’ora dell’aperitivo”… Quello che abbiamo imparato in Italia – racconta Alex ridendo insieme a Raymond –  di certo è che se vuoi bere un Negroni, è meglio ordinare un Negroni sbagliato. E inoltre quello che abbiamo capito è che prima di uno show è meglio non bere affatto… nessun Negroni… poi comunque abbiamo pranzato con pasta al ragù, pollo e carote al forno”.

Dal palco di The Voice al tour con gli Hooverphonic: un sogno incredibile

“Non mi aspettavo di arrivare fino a qui, sicuramente è una sensazione bellissima e ne sono molto felice – racconta ancora Luka. – E’ bello e altrettanto incredibile, non solo per me. Credo sia fantastico per chiunque quando un sogno diventa realtà come è successo a me”. E non è stato facile passare da un palco sul quale ti esprimi solo cantando una canzone preparandola per una settimana, ad uno spettacolo di oltre un’ora dove l’attenzione è tutta incentrata su di te e sulla tua musica.

Alex: “non cercavo la voce straordinaria ma quella giusta”

Ma perchè è stata scelta Luka? A questa domanda risponde Alex, il suo coach: “non mi aspettavo di trovare la voce degli Hooverphonic a The Voice. Nei talent ci sono tantissime voci straordinarie, ma quella di cui avevamo bisogno non era una grande cantante, ma quella “giusta“. Nel mondo ci sono tantissime cantanti straordinarie – spiega ancora – come Laura Pausini che però non sarebbe adatta al nostro stile; così come Beyonce è un’altra voce fantastica ma non sarebbe compatibile con quello che facciamo noi. Il suo arrivo è stato determinante per il singolo che poi ha lanciato il nuovo album”.

Alex aveva in mente la canzone Romantic, ma solo lei l’ha saputa interpretare nel modo in cui lui l’aveva immaginata conquistando il suo posto nel gruppo. “Appena Luka ha vinto The Voice abbiamo subito pensato di fare un singolo insieme. Le ho mandato una lista di 10 canzoni che avevo composto, tra cui Romantic, e che erano state già proposte ad altre cantanti. Lei ha scelto proprio Romantic come la sua preferita, e quando l’ho sfidata dicendole “cantala” è rimasta anche un pò incredula ed ha risposto: “ma io sono una tua fan, è troppo strano tutto questo”.  Eppure oggi sono insieme.  “Luka – racconta Alex – ha saputo non solo interpretare le nuove canzoni dell’album ma con tanto lavoro e in sole tre settimane, è riuscita ad imparare tutto il nostro repertorio”.

Dopo aver cambiato ben 6 cantanti nel corso della storia del gruppo, oggi Luka sembra essere la loro scelta migliore e pensata. Hanno trovato quello che cercavano e la simbiosi è perfetta.  Non resta che godersi il live di questa sera dove l’intensità del variegato stile degli Hooverphonic trascinerà il pubblico in un’atmosfera carica di tanti colori: pop, trip-hop, funky psichedelico e suggestioni morriconiane. Ancora una volta Be Alternative Eventi firma un live che non mancherà di stupire e affascinare.