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Comune in dissesto

Cosenza, Corte dei Conti decreta il dissesto. Occhiuto pronto al ricorso alle Sezioni riunite

Il piano di riequilibrio presentato dal Comune è stato bocciato dalla sezione regionale calabrese di controllo della Corte dei Conti. Come annunciato ieri dal Sindaco Occhiuto, l’Amministrazione farà ricorso alle Sezioni Riunite

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COSENZA – Per la magistratura contabile della Corte dei Conti il piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Cosenza negli ultimi 4 anni non ha rispettato gli obiettivi intermedi fissati per scongiurare il dissesto dell’ente. Dunque, la sentenza della sezione regionale calabrese di controllo della Corte dei Conti (contenuta in una relazione di 142 pagine trasmessa questa mattina agli uffici amministrativi) ha bocciato i conti del Comune e decretando il dissesto finanziario per il mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano finanziario pluriennale. Ci sarebbero differenze tra quanto stabilito dal piano di riequilibrio finanziario e quanto invece messo in pratica dall’Amministrazione di palazzo dei Bruzi.

Dal Comune misure non idonee per evitare il dissesto

Nella sentenza la Corte dei Conti composta dai magistrati Vincenzo Lo Presti, Francesco Antonio Musolino e Stefania Anna Dorigo, ha diviso la sua relazione sullo stato delle finanza del Comune di Cosenza in tre parti: Monitoraggio del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, l’Analisi finanziaria dal 2015 al 2018 e le Conclusioni. Analizzate le diverse entrate e le spese dell’Ente, i debiti fuori bilancio, le passività e i progetti di recupero delle tassazioni evase, la mancata alienazione di immobili e il grave deficit di cassa, la Corte non ritiene sufficienti le controdeduzioni proposte dal Comune, e scrive che “risulta confermata la violazione degli obiettivi di risanamento per quanto attiene alla gestione delle entrate” e che risulta un “peggioramento della capacità di pagamento dell’Ente ed evidente scostamento rispetto alla pianificazione di risanamento.

Nelle motivazioni la Corte dei Conti scrive che “il Comune di Cosenza non è stato in grado di assumere idonee misure per garantire l’aumento delle riscossioni e lo smaltimento della spesa decorsi sei anni dal percorso di risanamento, e che, in assenza di eventi eccezionali – allo stato neppure prospettati – e tenuto conto di quanto esposto nella presente deliberazione, non potrà, nei restanti tre anni, recuperare il disavanzo pregresso non ripianato nonché l‘ingente deficit formatosi durante la vigenza del piano. In ultimo, le argomentazioni esposte nella odierna camera di consiglio, nella quale è stato sostanzialmente ribadito quanto già in precedenza rappresentato nelle memorie depositate, confermano evidentemente le precedenti conclusioni cui è giunta la Sezione”.

Poche entrare e troppe richiese di liquidità

La sezione della Corte dei Conti osserva anche come emerga chiaramente da parte del Comune di Cosenza “una limitata capacità di riscossione, con conseguente rischio della perdita di entrate per prescrizione, ed una continua necessità di richiedere al Tesoriere, per far fronte ai pagamenti, anticipazioni di liquidità
che hanno un costo pari agli interessi corrisposti al Tesoriere sulle somme anticipate”

Ingenti debiti pregressi e accumulo della massa passiva

Nella sentenza, si legge ancora come sia presente “la sussistenza di ingenti debiti pregressi, smaltiti solo in parte con le anticipazioni di liquidità in più tranches ricevute da CC.DD.PP., il cui saldo, evidentemente, comporta ulteriori aggravi per l’Ente per interessi legali, spese legali etc. che l’Ente dovrà corrispondere al debitore, oltre alla sorte capitale”. Quanto affermato dal Comune circa la copertura dei Debiti Fuori Bilancio emersi nell’arco 2020-2022 appare illusorio, così come appare illusorio l’enorme aumento delle entrate ipotizzato dall’Ente nel periodo 2020-2022, accompagnato da un radicale calo delle spese” e che si “deve quindi confermare che – come già messo in luce dalla deliberazione n. 66/2019 – negli esercizi 2015-2018, quando già era stato intrapreso il percorso di risanamento, l’Ente ha continuato ad accumulare massa passiva“. “Quindi, in definitiva, appare evidente la sussistenza di una grave e reiterata violazione degli “obiettivi intermedi” fissati dal PRFP del Comune di Cosenza negli esercizi 2075,2016,2017 e 2018 e, conseguentemente, – si legge nella relazione – bisogna ritenere che il PRFP – nonostante siano trascorsi sei anni dalla sua adozione e oltre quattro anni dalla sua approvazione da parte delle SS.RR. in speciale composizione – abbia fallito nei suoi obiettivi di risanamento“.

Ma cosa succederà adesso? Per ora nulla, visto che la sentenza resta in sospeso per un periodo di 30 giorni in attesa del ricorso del Comune presso le Sezioni riunite della Corte dei Conti come preannunciato anche ieri dal Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, al termine della sua audizione a Catanzaro dove aveva parlato di netto miglioramento dei conti “così come avvenuto per la bocciatura del 2013, il Comune presenterà ricorso alle sezioni riunite della Corte di Conti a Roma contro il parere negativo, ritenendo di aver messo in campo tutte le necessarie misure per assicurare la stabilità finanziaria dell’Ente”.

Dissesto, Occhiuto: “i conti sono migliorati e le spese ridotte. Siamo in linea con il piano”