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Chi ospiterà l’impianto per smaltire i rifiuti dell’intera provincia di Cosenza?

Voto rinviato alla prossima settimana. Latitanti i sindaci dei tre Comuni favoriti. A Rende  proposta area a pochi metri dal Crati

 

COSENZA – Sindaci dell’intera provincia di Cosenza a raccolta questa mattina nella sala Quintieri del Teatro Rendano. Presenti 55 amministratori, in rappresentanza di 420mila abitanti (oltre il 50% più 1). L’obiettivo è decidere dove sarà ubicato l’Ecodistretto che smaltirà i rifiuti dei 150 Comuni. A definirlo è la legge regionale sul riassetto del settore n. 14 del 2014   che mira ad abbassare i costi dei conferimenti in discariche extraregionali. Una spesa che pare ammonti a 200 euro a tonnellata. L’impianto da 50 milioni di euro dovrebbe essere costruito in uno dei siti analizzati da un privato (la Martino Associati Srl di Grosseto), per conto della Regione Calabria. Uno studio sul quale saranno esposti chiarimenti Mercoledì 24 Luglio alle 9:00. Discussione che precederà il voto. Per superare l’emergenza saranno, per ora, usati i siti di Castrovillari, Cassano e San Giovanni in Fiore.

 

LE ANOMALIE NELL’ANALISI DEL SITO

Roggiano Gravina, San Marco Argentano e Santa Caterina Albanese. Sono queste le prime tre aree candidate ad ospitare l’Ecodistretto. Le prime due, non sono neanche menzionate nel report della Martino Associati. In quanto assenti, i sindaci dei tre Comuni non hanno replicato ad un incontro che implica il futuro delle comunità. Pur non rientrando nello studio sull’impatto ambientale dell’Ecodistretto, Roggiano Gravina e San Marco Argentano, vengono ritenuti i luoghi favoriti per la sostenibilità a garanzia della salute pubblica. A Rende, che appare al 7 ° posto della ‘classifica’, il sito era stato proposto dal sindaco di Castiglione Cosentino. Sembrerebbe per aver malinterpretato i confini, in un’area che ricade a pochissimi metri dal fiume Crati. Eppure tra i primi parametri dell’analisi appaiono la tutela delle risorse idriche e dei dissesti e calamità. A Santa Caterina Albanese uno dei tre siti scelti dista a pochi metri dalla sponda del fiume Esaro. A 100 metri dalle abitazioni (nel piano è prevista una distanza minima di 2 chilometri) dal Comune di Malvito cui sindaco, Pietro Amatuzzo, pur essendo presente, non ha inteso prendere la parola.

A Corigliano Rossano che oggi rappresenta la città più grande della provincia di Cosenza, la discarica di Bucita, secondo lo studio della Martino Associati, dovrà essere ampliata per ospitare 116mila tonnellate di rifiuti l’anno. Affiancando così l’Ecodistretto da costruire che ne smaltirà 149mila. E’ stato il neosindaco del Comune di Corigliano Rossano,  Flavio Stasi a chiedere ed ottenere il rinvio del voto. La prossima settimana l’assemblea dei sindaci si riunirà nuovamente al Teatro Rendano per discutere sul tipo di impianto da costruire e su come dovrebbe smaltire eventuali rifiuti indifferenziati. La proposta è quella di apportare migliorie al progetto per renderlo meno inquinante, prima di individuare dove dovrà essere realizzato. «E’ una palla avvelenata – ha affermato Stasi – se comporta ciò che stiamo subendo a Bucita, nessuno dovrebbe volerlo nel proprio territorio. Io so di cosa parliamo visto che ce l’ho in ‘casa’. Annuncio che voterò contro».

CHI VUOLE ENTRARE NEL BUSINESS DELL’ECODISTRETTO

Favorevole all’Ecodistretto il sindaco di Mendicino Antonio Palermo, forse provocatoriamente, intervenendo ha affermato: «Se ce ne fosse la possibilità, lo farei nel mio territorio. Sappiamo come funziona, ne abbiamo uno simile a Rende che è quello di Calabra Maceri». I primi Comuni a chiedere di volere ospitare l’Ecodistretto sono stati: Castrolibero, Castrovillari e Montalto Uffugo. Insieme a questi, lo studio commissionato dalla Regione, ha inserito come potenziali siti per la megadiscarica Santa Caterina Albanese e Torano Castello. Il sindaco di Torano Castello, Sabatino Cariati, presente questa mattina, ha fatto notare che nel documento mancano circa 200 abitazioni a ridosso dell’area individuata. «Sono sparite intere contrade popolate e l’area rurale è stata considerata come area industriale» ha sottolineato oggi dopo essersi dimesso nei mesi scorsi dal ruolo di Vicepresidente Ato Cosenza Rifiuti. Ufficio che rivestiva insieme a Vincenzo Granata che continua a ricoprire attualmente la vicepresidenza dell’ente guidato da Marcello Manna sindaco di Rende.

 

 

Nel Comune di Castrolibero dove insiste già una discarica, il sito si trova a circa 330 metri dal centro abitato di Andreotta e a circa 560 metri da quello di Saporito. Il luogo è stato ritenuto non idoneo ad accogliere l’impianto, in quanto «la complessa morfologia del territorio e gli spazi disponibili non sono sufficienti per la realizzazione delle opere previste. Inoltre, l’area presenta criticità geomorfologiche legate a fenomeni franosi». I residenti infatti ricordano bene il crollo dalla strada costruita tra le discariche di Sant’Agostino e di Castrolibero, sbriciolatasi prima ancora di essere inaugurata.

 

A relazionare sullo stato dell’arte è stato l’ingegnere Francesco Azzato dirigente del settore Ambiente del Comune di Rende. Unico dipendente dell’Ufficio di Presidenza dell’Ato guidata dal presidente Marcello Manna. Già assessore all’Ambiente del Comune di Castrolibero quando si pensava di riempire con un milione di metri cubi la discarica al lato della strada franata a chiamandola Cittadella Energetica. Durante l’incontro l’ingegnere Azzato ha rassegnato le proprie dimissioni, respinte dal presidente Marcello Manna. Dei 20 collaboratori (a titolo gratuito) che dovrebbero gestire gli uffici dell’Ato è, e resta, l’unico in forze. Al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci questa mattina è stato chiesto se avesse a disposizione personale da integrare. La risposta è stata negativa, affondando in una fragorosa risata ad una battuta che alludeva alla carenza di personale negli enti pubblici.

 

Il luogo individuato a Castrovillari si trova a 300 metri dal centro abitato di Frascineto e a circa 840 metri da Castrovillari. L’area presa in analisi ricade all’interno di un cementificio che ha da poco dismesso alcune delle sue attività del processo produttivo. A Montalto Uffugo sono tre le zone potenzialmente idonee: 1. il sito della Piana di San Francesco che dista circa 250 metri dall’abitato di Lucchetta, 600 metri dal centro abitato di San Raffaele e confina a sud con il Torrente Navigliano; 2. il sito di Santa Maria di Settimo con abitazioni a poche decine di metri; 3. l’Area industriale che convive già con l’incubo dell’ex inceneritore, della discarica delle ceneri mai bonificata e del depuratore malfunzionante, ad 1 chilometro dal centro abitato di Taverna e Petrozza.

 

LA CLASSIFICA DEI SITI FAVORITI

Roggiano Gravina
Santa Caterina Albanese (Area adiacente al depuratore)
San Marco Argentano
Santa Caterina Albanese (Piana fiume Esaro)
Torano Castello (Zona Industriale)
Montalto Uffugo (Zona Industriale)
Rende – Castiglione
Torano Castello (Pianoro)
Torano Castello (Piana del Torrente Turbolo)
Montalto Uffugo (Piana di San Francesco)
Montalto Uffugo (Santa Maria di Settimo)
Castrolibero
Acri
Castrovillari
Santa Caterina Albanese (Ex fabbrica di laterizi)