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Lavoro, Ecologia Oggi: La moglie di Perna vince, il Tribunale ordina di riassumerla

Una causa durata cinque anni in cui i legali della donna hanno dimostrato l’illegittimità dell’operato della ditta nell’averla impiegata con mansioni diverse da quelle previste dal contratto

 

COSENZA – Finalmente si è conclusa un’aspra battaglia legale celebratasi dinanzi il Tribunale di Cosenza – Sezione Lavoro e Previdenza – nella quale la Signora Chiappetta Francesca, rappresentata e difesa dagli avvocati Francesco Clausi e Francesca De Marco, entrambi del Foro di Cosenza, ha proposto impugnativa avverso il provvedimento di recesso dal contratto di apprendistato professionalizzante e trasformazione del contratto di apprendistato professionalizzante in rapporto di lavoro a tempo indeterminato subito da parte della sua datrice, Ecologia Oggi Spa.

I FATTI

Chiappetta Francesca veniva assunta, con contratto sottoscritto in data 23.04.2010, con decorrenza dal 27.04.2010, alle dipendenze di Ecologia Oggi SPA con Contratto di Apprendistato Professionalizzante della durata di 36 mesi. Tale contratto era finalizzato all’acquisizione, da parte di Chiappetta, della qualifica professionale di “Operatore Ecologico”. Già dalla data di assunzione la ricorrente veniva inquadrata al livello 2B previsto dal Ccnl applicato Igiene Ambientale; Che, suddetto inquadramento, è difforme dalle previsioni della contrattazione collettiva che prevede per il primo periodo di 12 mesi di formazione l’inquadramento al livello 1 e per i successivi 24 mesi il livello 2B.

In virtù di detta assunzione Chiappetta veniva assegnata alla Sede Operativa della Società resistente in Cosenza, Località Macchiabella. L’orario lavorativo della dipendente era pari a 36 ore settimanali distribuite su 6 giorni. L’assunzione era finalizzata all’acquisizione della qualifica di Operatore Ecologico. Come tutor aziendale, ai fini del conseguimento degli obiettivi formativi e lavorativi, alla ricorrente veniva assegnata Rosanna Adduci dipendente di Ecologia Oggi con 13 anni (all’epoca della stipula del contratto) di anzianità di servizio. Mai veniva svolta attività formativa volta all’acquisizione delle competenze richieste dal contratto di apprendistato sottoscritto tra le parti.

Nonostante l’assunzione con il succitato contratto fosse finalizzata all’acquisizione, da parte dell’odierna ricorrente, della qualifica professionale di Operatore Ecologico Chiappetta svolgeva, all’interno del contesto aziendale, ben altre mansioni. Difatti, già dalla data di inizio del rapporto lavorativo, la dipendente lavorava negli uffici della Sede Operativa di Cosenza occupandosi della compilazione dei formulari di scarico dei prodotti giornalmente utilizzati in azienda. Inoltre, la stessa si occupava della gestione dell’attività di archivio oltre ad occuparsi delle fotocopie. Tra le altre attività svolte, Chiappetta si occupava del montaggio dei kit per la raccolta dei farmaci. Nel corso del periodo di attività alle dipendenze di Ecologia Oggi la ricorrente si occupava della consegna degli Ecobox per la raccolta differenziata oltre che ad effettuare attività informativa presso Enti e scuole del territorio.

 

L’avvocato Francesco Clausi

 

 

L’avvocato Francesca De Marco

NESSUNA PROROGA AL CONTRATTO DI LAVORO, NESSUNA ASSUNZIONE

Vista la durata dei periodi di astensione sia obbligatori che facoltativi per maternità, il contratto di apprendistato professionalizzante subiva una proroga. Alla scadenza del periodo di apprendistato professionalizzante, l’azienda non comunicava alcuna proroga del medesimo contratto. Considerando la durate dei suddetti periodi di astensione, la proroga al contratto supera abbondantemente la somma di detti periodi. E’ evidente, alla luce dell’evolversi degli eventi, come il recesso dal contratto di apprendistato professionalizzante comunicato dall’azienda datrice di lavoro in data 08 agosto 2014 con comunicazione Prot. 1679/2014, palesemente illegittimo, abbia pregiudicato i diritti della lavoratrice che si è vista privare del legittimo diritto a continuare a prestare la propria opera alle dipendenze di Ecologia Oggi.

Una volta superato il periodo contrattualmente e normativamente previsto, il Contratto di Apprendistato Professionalizzante doveva trasformarsi in Contratto di Lavoro a Tempo Indeterminato. Inoltre, è evidente l’illegittimità della condotta posta in essere dalla ditta resistente per aver impiegato la lavoratrice, durante il periodo di apprendistato, in mansioni totalmente difformi da quelle per cui era stata assunta. Con comunicazione del 16.09.2014, Chiappetta per tramite dell’organizzazione sindacale chiedeva l’intervento della DTL di Cosenza in quanto si riteneva danneggiata dalla decisione assunta da Ecologia Oggi. In attesa di un intervento della DTL, Chiappetta si vede costretta a chiamare in causa l’azienda.

LA TENACIA DEI LEGALI, CINQUE ANNI DI LOTTA E UN POSTO DI LAVORO RITROVATO

La tenacia degli avvocati Francesco Clausi e Francesca De Marco ha portato a vincere la causa cavillosa. Cinque anni in cui i legali di Chiappetta hanno dovuto spulciare il codice e verificare, accertare e ricostruire la vicenda della dipendente portando davanti al giudice, carte alla mano, l’illegittimità dell’operato della ditta resistente nell’aver impiegato Chiappetta con mansioni diverse a quelle previste dal Contratto e per cui doveva essere formata. Inoltre hanno dimostrato l’illegittimità della procedura seguita da Ecologia Oggi al fine di recedere dal contratto con la lavoratrice che, giocoforza, è stata costretta a presentare ricorso. E dopo ben cinque anni di battaglie legali il Tribunale cosentino ha emesso la sentenza n. 1250 nella quale Chiappetta ne usciva vittoriosa riscattando così il suo onore e la sua credibilità come donna e come lavoratrice. In particolare il Tribunale ha riconosciuto pienamente fondata la domanda di Chiappetta ed ha disposto l’immediata reintegra della stessa sul posto di lavoro, ha condannato Ecologia Oggi S.p.a. al pagamento in favore di essa Chiappetta di una indennità risarcitoria pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale, oltre interessi e rivalutazione monetaria come per legge nonché al versamento dei contributi previdenziali dal giorno del recesso maggiorati degli interessi nella misura legale.

Una vittoria quella conquistata dai legali di Chiappetta che dà speranza a tutti i lavoratori vessati e che farà giurisprudenza anche nei giudizi da qui a venire.