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Cosenza, Occhiuto: “ecco la verità sull’ipotesi di dissesto finanziario del Comune”

Con un lungo post su Facebook il Sindaco di Cosenza intende fare chiarezza sull’ipotesi di dissesto finanziario a cui andrebbe incontro il Comune “allarmismo generato creato ad arte in questo frangente da chi, pur avendo generato questo grave situazione finanziaria da me eridata, mette in giro false informazioni sui social e sui giornali locali”

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COSENZA – Ha utilizzato il mezzo forse più immediato e veloce per arrivare ai cittadini e fare chiarezza sull’ipotesi di un possibile dissesto finanziario che il comune Bruzio sta cercando in tutti in modi di evitare, lavorando alla presentazione di un piano riequilibrio economico-finanziario forte che permetta di evitare il default ma, sopratutto, riesca a convincere la Corte dei Conti. Il Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto con un post sul suo profilo Facebook ha voluto mettere in chiaro la situazione attaccando anche l’opposizione, artefice della situazione di predissesto ereditata nel 2011, e rea di mettere in giro false informazioni, sottolineando anche che non sarà la data del 17 luglio a decretare l’eventuale dissesto ma occorrerà comunque attendere la decisione finale delle Sezioni Riunite.

“Amici carissimi – scrive il Primo cittadino – faccio un po’ di chiarezza riguardo allo stato dei conti comunali e all’ipotesi di dissesto finanziario del Comune di Cosenza. Perché c’è chi, pur essendo stato magari tra gli artefici o tra i corresponsabili della grave situazione finanziaria da noi ereditata, mette in giro false informazioni, attraverso i social e i giornali locali, per tentare di sollevare polveroni e metterci in difficoltà.

1. Il Comune di Cosenza era già in procedura di dissesto da parte della Corte dei Conti al momento del mio primo insediamento, sulla base delle verifiche effettuate dalla stessa Corte sui bilanci comunali precedenti al 2011.

2. La mia Amministrazione ha parzialmente ripianato il deficit di bilancio ereditato e più che dimezzato i debiti lasciati ai cittadini dalle precedenti Amministrazioni, attraverso un piano di riequilibrio finanziario in dieci anni (Predissesto) soggetto a verifiche semestrali della Corte dei Conti regionale.

3. Il piano di riequilibrio presentato dall’attuale Amministrazione, è stato bocciato nel 2013 dalla Corte dei Conti regionale perché la situazione dei conti comunali era ritenuta all’epoca non sanabile in dieci anni. Le Sezioni Riunite della Corte dei Conti a Roma accolsero invece il ricorso dell’Ammistrazione e il Piano fu approvato. Quindi, il Comune di Cosenza è stato costantemente dal 2011 (e non è una novità di oggi) in una situazione conclamata di dissesto per decisione della stessa Corte regionale (poi ribaltata al secondo grado di giudizio).

4. Non ci sono differenze sostanziali per i cittadini tra i due strumenti (di dissesto o di predissesto) perché sono ambedue procedure di riequilibrio finanziario dei conti. Il predissesto è una sorta di dissesto guidato e monitorato dalla Corte. Le aliquote delle imposte comunali sono identiche per le due procedure. L’unica differenza consiste nella gestione della massa debitoria, che viene affidata ad un soggetto liquidatore diverso dal Comune. Le attività comunali restano invece in capo all’Amministrazione Comunale in carica. Riguardo alle assunzioni di personale rimane l’obbligo (come avviene anche oggi per il predissesto) dell’autorizzazione ministeriale. Non è più possibile l’assunzione a tempo determinato delle figure di staff del sindaco.

5. Non è vero che il dissesto comporti sanzioni patrimoniali e la incandidabilità degli amministratori, poiché questo avviene solo in caso di dolo o di colpa grave sulla base di un apposito procedimento giudiziario che può essere avviato solo dalla Procura della Corte dei Conti. È evidente inoltre dal semplice riscontro dei bilanci comunali – con verifiche obbligatorie effettuate dai revisori dei conti (nominati dal Prefetto) e semestralmente dalla stessa Corte- che l’attuale Amministrazione ha operato sempre con l’obiettivo del ripianamento del deficit e della massa debitoria, ereditati dal passato. In questa ottica agli attuali amministratori possono se mai essere attribuiti dei meriti, mentre se proprio l’opposizione volesse andare alla ricerca di eventuali colpe potrebbe tranquillamente riferirsi alle gestioni legate agli anni precedenti; anni in cui sono stati accumulati ingenti debiti e in cui si è creato un deficit strutturale per il ricorso a politiche clientelari con implementazione eccessiva del numero dei dipendenti.

6. Alla luce di tutto ciò non si capisce allora quale sia il motivo dell’allarmismo generato ad arte in questo frangente, poiché:
a) il Comune di Cosenza ha subito già negli anni passati identica bocciatura del Piano da parte della Corte dei Conti, con conseguente avvio della procedura di dissesto, poi evitata grazie al ricorso accolto dalla Sezioni Riunite in Roma;
b) la situazione dei conti comunali è molto migliorata rispetto al 2011, e questo rimane un vantaggio sia nel caso di dissesto che di predissesto perché oggi il risanamento è più praticabile per gli anni a venire;
c) per l’eventuale dissesto occorre attendere la decisione finale delle Sezioni Riunite (e non quella del 17 luglio) che ci riporterebbe nella situazione del 2013 quando allo stesso modo la Corte regionale dichiarò il dissesto (e poi nel 2014 la sentenza fu ribaltata dalle Sezioni Riunite);
d) per i cittadini non ci sono differenze (né conseguenze) tra dissesto e predissesto perché si tratta di due strumenti di riequilibrio dei conti comunali, che comportano sostanzialmente gli stessi obblighi per l’Amministrazione comunale.

7. Luciano Vigna, per la sua competenza e per la professionalità, è stato sempre il punto di riferimento in materia di bilancio dell’attuale Amministrazione. Prima lo era come assessore al ramo, poi come componente dello staff del sindaco e adesso come consulente. Quindi in definitiva è sempre lo stesso soggetto che ha seguito in passato e ancora oggi segue (con modalità contrattuali differenti) l’andamento dei conti comunali”