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Cosenza, da domenica al via gli screening oncologici gratuiti nelle periferie

Presentato questa mattina nel Salone di rappresentanza a Palazzo dei Bruzi l’iniziativa fortemente voluta dal presidente della commissione consiliare sanità del Comune di Cosenza Maria Teresa De Marco, in collaborazione con Avis provinciale e la Misericordia. Dopo aver eseguito lo screening oncologico, la paziente sarà indirizzata nelle strutture pubbliche del territorio in grado di continuare il percorso.

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COSENZA – Un progetto pensato per chi risiede nelle periferie della città e non può permettersi di sottoporsi a screening oncologici per prevenire il tumore alla mammella. Ed un progetto che è frutto dell’agire sinergico tra il Comune di Cosenza, l’Avis provinciale e la Confraternita di Misericordia.

L’intuizione è stata della Presidente della Commissione consiliare sanità e delegata del Sindaco alla salute pubblica Maria Teresa De Marco che ha trovato piena disponibilità nel dottor Sisto Milito, dirigente medico dell’ASP di Cosenza, specialista in oncologia e responsabile degli screening dell’AVIS provinciale e nel dottor Luigi Marafioti, direttore della Radioterapia oncologica dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Il progetto è stato presentato questa mattina, nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche il Presidente della sezione di Cosenza dell’A.N.C.R.I. (Associazione nazionale degli insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana) Angelo Cosentino che nel progetto ha un ruolo di coordinamento.

Da domenica il camper medico nelle parrocchie

Il progetto partirà domenica 14 luglio dalla parrocchia della Chiesa di Cristo Re. Dalle 9:30 un ambulatorio medico dell’AVIS raggiungerà l’area delle parrocchie cittadine dove, in alcuni casi, sarà messa a disposizione di medici e pazienti una sala apposita per l’effettuazione dello screening che consisterà in un’ecografia mammaria e dei cavi ascellari, una visita oncologica e un counseling genetico. Per una domenica ogni mese, su ogni parrocchia del comune di Cosenza (che fungeranno da filtro tra le pazienti e gli operatori), sarà presente la postazione mobile dove saranno eseguiti dai 15 ai 20 screening in ogni seduta. Quindi, si eseguirà l’ecografia, la visita oncologica e il counseling restando anche disponibili alla presa in carico della paziente qual’ora ci dovessero essere problemi. Tutta la parte organizzativa è a carico dell’Avis provinciale. Il paziente si rivolge al centro di radioterapia, dove si effettuerà una prima visita e verrà inserito in una lista d’attesa nel quale i medici utilizzeranno una classificazione in base alla priorità del trattamento.

Teresa De Marco “diffondere la cultura della prevenzione”

“Questo progetto – ha esordito Maria Teresa De Marco – è stato discusso in commissione sanità ed è stato accolto con molto entusiasmo da tutti i consiglieri, di maggioranza e minoranza. Questo dimostra che quando si tratta di realizzare progetti e iniziative che hanno l’obiettivo di aiutare i cittadini non esiste alcuna appartenenza politica. Abbiamo tutti il dovere di diffondere la cultura della prevenzione. La nostra Amministrazione è molto vicina ai cittadini. Io ho un sogno nel cassetto – ha continuato la De Marco – che Cosenza possa diventare la città della prevenzione e del benessere. Prima la prevenzione era considerata come quella attività che mira semplicemente a prevenire l’insorgenza delle malattie, oggi viene considerata come intervento, o un insieme di interventi atti a promuovere la salute e, quindi, il benessere individuale e collettivo. Non tutti hanno la possibilità di accedere alle diverse opportunità di prevenzione delle malattie e di promozione della salute. E si tratta proprio di coloro che vivono in periferia e vivono un disagio sociale . Ed è questo che ci ha spinti alla realizzazione di questo progetto. Coinvolgere i parroci – ha spiegato De Marco – era la soluzione migliore perché è proprio colui che conosce meglio di tutti la realtà delle famiglie”.

Coinvolgimento dell’AVIS provinciale nel progetto è totale

“Abbiamo 30 sedi nella provincia che fanno parte di una rete ben collaudata – ha dichiarato il Presidente dell’Avis Stefano Aceto –  che ha già ospitato giornate di screening, coordinate e supportate dal dottor Sisto Milito. Abbiamo già avuto qualche risultato importante. Come rappresentanti del terzo settore cerchiamo di andare incontro a chi può spostarsi di meno e a chi ha meno possibilità”.

“Il progetto di screening oncologici nelle periferie è l’estensione di un esperimento pilota circoscritto lo scorso anno alle volontarie donatrici dell’Avis delle sedi periferiche – ha detto il dottor Sisto Milito – e questo è servito per oleare la macchina. In realtà l’Avis ha già un know how nella sua organizzazione che è molto importante. Grazie anche all’ANCRI abbiamo ritenuto di estendere il progetto ad altri Enti e ad altre amministrazioni pubbliche. Il progetto è assolutamente gratuito, a costo zero per il paziente donna che aderisce. Tutti noi, ognuno nel proprio ambito, rappresentiamo un ente, una pubblica amministrazione e in un periodo di vacche magre – ha aggiunto Milito – riusciamo a tirar fuori delle iniziative importanti come questa, con una immediata ricaduta sul territorio che ha dei benefici significativi per il cittadino.

“Diciamo che è importante non solo fare lo screening alla paziente che vi si sottopone, ma se dopo questa prima azione non si ha la capacità di accompagnarla lungo il percorso, tutto è vanificato. E’ fondamentale la rete. Esiste un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) che, per quanto riguarda il tumore della mammella, non è ancora ben formalizzato. C’è dunque la necessità di avere un PDTA per ogni patologia, perché la complessità della patologia pretende una rete di figure che compongono tutto lo staff  che serve per aggredirla ed avere i risultati sperati. Abbiamo scelto le parrocchie perché fermamente convinti del fatto che sono quelle che hanno sul territorio il polso della situazione”.

“In provincia di Cosenza – ha insistito il dottor Luigi Marafioti – non ci sono ancora i PDTA interaziendali. Ciò nonostante, grazie alla nostra disponibilità, cerchiamo di andare incontro alle esigenze del paziente. Nel tumore della mammella la radioterapia è importante. Serviamo tutta la provincia di Cosenza con pazienti che arrivano anche da centri lontani dalla città capoluogo. Ci sono trattamenti con 38 sedute e due mesi di terapia. Per questo ci sentiamo molto vicini a chi ha bisogno. La prevenzione è fondamentale, perché si può fronteggiare la malattia quando è allo stadio iniziale, con una possibilità di guarigione molto alta”.

La conferenza stampa è stata, infine, conclusa dal Presidente della sezione di Cosenza dell’A.N.C.R.I.,Cav.Uff.Angelo Cosentino che ha sottolineato l’impegno dell’Associazione. “Da due anni a questa parte – ha detto – stiamo portando avanti dei progetti sulla prevenzione a 360 gradi che vedono coinvolti molti comuni. I nostri soci sono sia in Avis che nella Misericordia e per questo siamo molto presenti sul territorio. Tra gli altri progetti che ci hanno visti coinvolti c’è stata la consegna dei defibrillatori nelle scuole (al Liceo Classico di Rossano, al Fermi di Cosenza, al Pitagora di Rende e all’Alberghiero di Paola)”.