ASCOLTA RLB LIVE
Search

Cosenza, violenza sessuale: Rago assolto

E’ stato dichiarato incapace di intendere e volere al momento dei fatti, ma la perizia conferma che la cura farmacologica ha portato a grossi risultati e l’imputato non è più da considerare socialmente pericoloso

 

 

COSENZA – Assolto, perchè incapace di intendere e volere al momento dei fatti. Assolto perchè non è considerato più socialmente pericoloso. Assolto perchè la cura farmacologica durante il periodo di detenzione in clinica è stata positiva e Rago continuerà a curarsi.  Una storia che coinvolge una persona chiusa in un mondo tutto suo e due minori che assistono ad “uno spogliarello” fuori programma.

La difesa di Rago, rappresentata dagli avvocati Vincenzo Guglielmo Belvedere e Francesco Acciardi, comprendono che bisogna andare oltre l’accusa di violenza sessuale e cercare di individuare l’origine del problema sociale che non si cura con una condanna o un’assoluzione ma bensì con il riabilitare la persona nel contesto sociale. E la perizia chiesta dal collegio difensivo è vincente perchè traccia un percorso che delinea l’identità dell’imputato, la causa all’origine dell’insano gesto e soprattutto la cura per riabilitarlo.

Vincenzo Rago, 53 anni, è accusato dei reati di violenza sessuale e atti osceni in luogo pubblico, aggravato dalla presenza di minori. I difensori dell’imputato chiedono una perizia per accertare l’incapacità di intendere e volere. Anche il collegio giudicante nomina un consulente di fiducia. Entrambi i consulenti dichiarano l’incapacità di intendere e volere dell’imputato in modo irreversibile da non potere essere sottoposto a giudizio. Permane però la pericolosità sociale per cui a dicembre scorso viene disposta la custodia in clinica, a Donnici, dove era ricoverato già dal mese di aprile, subito dopo l’arresto, per proseguire con le cure.

I FATTI

Secondo il racconto di due ragazze 15enni, il 26 gennaio 2018  il 53enne si presentò, su corso Mazzini, e mentre le due ragazze erano sedute ad una panchina, si denudò e afferrò una delle vittime per un braccio. Le due riuscirono a darsi alla fuga e presentarono denuncia all’Arma. Rago evase dopo il suo arresto avvenuto a marzo scorso, per tornare a passeggiare su Corso Mazzini. Durante l’evasione il 53enne venne individuato nuovamente dai carabinieri e sottoposto a direttissima. In quell’udienza la difesa presentò la richiesta di una perizia psichiatrica per dimostrare se l’imputato fosse capace di intendere e volere al momento della commissione del fatto. A luglio venne assolto dal reato di evasione in quanto già allora il perito psichiatrico aveva accertato la momentanea incapacità di intendere e volere. Il giudice di allora, dispose la detenzione in clinica per essere sottoposto a cure mediche fino all’odierna udienza.

 

RAGO NON E’ PERICOLOSO

Nell’ultima udienza che ha chiuso il dibattimento processuale, il perito della Procura Buccumino ha esposto le risultanze del periodo di cure a cui si è sottoposto Rago. Una rivalutazione della misura di sicurezza e pericolosità sociale. Per il consulente, Rago rimane capace di intendere e volere perchè affetto da una problematica di natura psichiatrica, problematica di cui era affetto anche al momento dei fatti ma non è più considerato socialmente pericoloso. Ed è su questo nuovo elemento, su questa incapacità di intendere e volere che il collegio difensivo, Belvedere e Acciardi, basano l’arringa in cui chiedono l’assoluzione. Richiesta avanzata anche dalla pubblica accusa ma respinta appieno dalle famiglie costituitesi parte civile, che ne hanno chiesto la condanna fino alla fine dell’udienza. Ma per il collegio giudicante è emerso chiaramente e in maniera cristallina la incapacità di intendere e volere del soggetto, assolvendo definitivamente da ogni accusa Rago.

L’uomo continuerà a sottoporsi alle cure farmacologiche che hanno avuto effetti positivi e che hanno consentito l’addivenire da parte dei giudici ad una sentenza assolutoria