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Orrico (M5S) visita il carcere di Cosenza. Interrogazione al Ministro “troppe criticitĂ ”

Dopo la visita nella casa circondariale di Cosenza della portavoce M5S alla Camera Anna Laura Orrico col supporto dell’associazione Yairaiha Onlus, chiesta un’interrogazione al Ministro Bonafede “riscontrate numerose criticitĂ  strutturali e gestionali e personale in servizio gravemente sottodimensionamento”

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COSENZA – “La condizione dei detenuti definisce e distingue una societĂ  democratica dove la pena si pone l’obiettivo di rieducare quelle persone che, dopo aver affrontato un percorso riabilitativo, possono rientrare nella comunitĂ  di riferimento. Come centrale è garantire la dignitĂ  di chi lavora nelle carceri, affinchĂ© tutti possano svolgere al meglio un lavoro difficile e non privo di rischi”.

Lo afferma in una nota la portavoce del M5S alla Camera dei deputati Anna Laura Orrico che fatto visita alla casa circondariale di Cosenza col supporto dell’associazione Yairaiha Onlus, con la quale è stato avviato un rapporto di collaborazione per il monitoraggio delle condizioni di detenzione della popolazione ristretta. “A seguito di tale ispezione, poichĂ© sono state riscontrate numerose criticitĂ  strutturali e gestionali che rendono afflittiva e non rieducativa la funzione della pena e difficoltoso il lavoro del personale in servizio, che reclama un grave sottodimensionamento dell’organico, ho inteso sottoporre un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia Bonafede nonchĂ© scrivere al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute per relazionarlo sulla vicenda”.

Anna Laura Orrico, ha illustrato i dettagli dell’ispezione all’interno della casa circondariale di Cosenza ai microfoni di Rlb, sottolineando anche l’intenzione di visitare gli istituti penitenziari dove sono recluse le donne

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Sovraffollamento, area verde per colloqui con minori non agibile

“Come previsto dall’art 67 della legge n.354 del 1975, – continua la deputata pentastellata- ovvero quella sull’Ordinamento penitenziario, ho potuto dunque effettuare un’ispezione abbastanza approfondita dei vari ambienti, sia quelli interni che quelli esterni. L’istituto, al momento della visita, versava in una incresciosa condizione di sovraffollamento, considerata la presenza di 262 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 218 posti letto”.

“L’area verde, che dovrebbe essere destinata ai colloqui con i minori, non è mai stata resa agibile, i locali-palestra, attrezzati anche questi, non erano attivati. Inoltre, la struttura è dotata di tre serre che potrebbero rappresentare una opportunitĂ  lavorativa per la popolazione detenuta ma versano in stato di totale abbandono per mancanza di fondi. Per di piĂą, in alcuni reparti, non è presente la saletta per la socialitĂ . La mancanza di attivitĂ  determina, pertanto, 22 ore di cella al giorno per la maggior parte dei detenuti senza la possibilitĂ  di inserimento lavorativo ad eccezione del lavoro intramurario turnato.

Acqua corrente solo in alcune ore, carenze nell’area sanitaria

Oltre a ciò, la popolazione carceraria lamenta ritardi nelle risposte alle proprie istanze da parte della magistratura di sorveglianza, riscontrando difficoltĂ  di accesso ai benefici penitenziari. Assai problematiche anche le questioni igienico sanitarie riscontrate. Per come rappresentatomi dai detenuti l’acqua corrente è disponibile solo in alcune fasce orarie e l’area sanitaria presenta notevoli carenze, tali che vengono somministrati gli stessi medicinali per qualsiasi patologia, anche grave. DifformitĂ  sono state segnalate anche per quanto riguarda i generi alimentari ammessi e il prezzo del sopravvitto. Auspico pertanto – conclude Anna Laura Orrico- che il ministro adito verifichi le effettive condizioni di detenzione della popolazione ristretta nella casa circondariale di Cosenza, nonchĂ© quelle in cui si trovano ad operare le diverse figure professionali all’interno dello stesso istituto”.