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Cosenza, Factotum: appropriazione indebita, 43enne assolto

La difesa dell’imputato ha smontato il castello accusatorio mosso dalla Procura per improcedibilitĂ , ottenendo l’assoluzione

 

COSENZA – Il giudice monocratico Pingitore ha pronunciato la sentenza di non doversi procedere nei confronti dell’imputato E.P., 43 anni cosentino, accusato di appropriazione indebita. La difesa del 43enne, rappresentato dall’avvocato Ugo Le Donne, ha avanzato richiesta di accoglimento per declaratoria di improcedibilitĂ  per difetto di querela. Di contro la Procura aveva chiesto il rigetto dell’istanza trattandosi di reato perseguibile d’ufficio, ma il giudice ha fatto sue le considerazioni della difesa emettendo sentenza assolutoria.

Le indagini dell’inchiesta Factotum culminarono nel novembre del 2016 con l’emissione di 37 misure cautelari personali ( 29 ai domiciliari, 8 in carcere), 2 obblighi di firma e ben 80 perquisizioni. Le accuse contestate, a vario titolo  sono traffico internazionale di automobili, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed armi, truffa, furto, usura, estorsione, incendio per frode assicurativa. In relazione al filone di appropriazione indebita e ricettazione, secondo il costrutto accusatorio,  molti di coloro che affittavano le autovetture prese a noleggio non le restituivano o presentavano denuncia di smarrimento oppure, come nel caso di specie del 43enne, le avrebbero noleggiate senza restituirle. Per gli inquirenti le autovetture sarebbero state prese, portate fuori dalla provincia di Cosenza e reimmatricolate e utilizzate in maniera diversa.

Essendo il reato procedibile a querela di parte, la difesa dell’imputato ha sollevato la questione relativa alla procura speciale non rilasciata per la ratifica della querela depositata. Il pubblico ministero si è opposto alla eccezione della difesa: pur ammettendo la sussistenza di tale profilo di invaliditĂ  della querela, doveva ritenersi implicitamente contestata ad una circostante aggravante che avrebbe reso procedibile d’ufficio il reato.

Il giudice, esaminati gli atti prodotti dalla difesa ha accolto le motivazioni addotte da quest’ultima in quanto la querela spedita a mezzo posta o depositata da un incaricato deve essere munita di autenticazione della sottoscrizione proveniente da un soggetto a ciò legittimato, con la conseguenza che in mancanza di firma autenticata, l’istanza punitiva deve ritenersi inesistente. In buona sostanza, per come afferma una sentenza della Corte di Cassazione in relazione al reato di appropriazione indebita di un bene noleggiato, nel caso di specie non si configura nessuna circostante aggravante ad effetto speciale nĂ© danno di rilevante gravitĂ . Per queste ragioni il 43enne è stato assolto dal reato a lui ascritto