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Nuova protesta contro il progetto della metrotranvia Cosenza – Unical

Decine di cittadini hanno assediato la Prefettura di Cosenza ottenendo un incontro durante il quale è stato loro garantito che il sindaco di Cosenza sarà sollecitato ad attivare l’iter per la consultazione popolare

 

COSENZA – Nuova protesta contro il progetto della metropolitana leggera. I cittadini di Cosenza oggi pomeriggio hanno assediato la Prefettura chiedendo un referendum per poter scegliere se realizzare o meno la famigerata opera ritenuta inutile, dannosa ed antieconomica. In piazza XI Settembre decine di manifestanti si sono riuniti minacciando di non andare via «fin quando non avremo garanzie di poter votare per dire No a quest’opera perché la maggioranza dei cittadini è contro la metro e il malaffare». Il Prefetto Paola Galeone ha così ricevuto una delegazione di attivisti del comitato No Metro con l’obiettivo di chiarire i motivi per cui dopo sette mesi non è intervenuta sulla presa di posizione del sindaco di Cosenza Occhiuto che da oltre un anno nega alla città la consultazione popolare chiesta da 3.500 cittadini.

«Abbiamo chiesto al Prefetto – spiega Mario Bozzo attivista del comitato No Metro – di farsi carico di un’anomalia grave dello statuto comunale che manca di una norma che di fatto impedisce il funzionamento di consultazioni popolari. Abbiamo chiesto di nominare un commissario ad acta che integri la norma senza la quale non è possibile indire il referendum che permetterebbe ai cittadini di scegliere: Metro Sì o Metro No. Abbiamo sottolineato l’importanza di questa norma che Cosenza non possiede. Un’assenza che vanifica la nostra raccolta firme con centinaia di cosentini che chiedono di poter esprimere il proprio parere sul futuro della città. Il Prefetto ci ha spiegato che secondo legge non ha il potere di nominare un commissario ad acta perché l’autonomia politica delle istituzioni lo impedisce, però si è fatta carico di segnalare la questa grave mancanza al sindaco di Cosenza.

 

E’ una questione di democrazia, sappiamo di avere con noi il consenso della cittadinanza, chiediamo quindi al Prefetto di attivare tutte le soluzioni che rientrano nei suoi poteri e di sottoporre al sindaco la necessità di regolarizzare al più presto lo statuto comunale. Dopo vedremo se il Consiglio comunale e tutti i suoi consiglieri continueranno a rifiutare di votare per indire il referendum trincerandosi dietro il paravento di questa ‘norma fantasma’. Ciò avviene mentre si è scatenata una bufera di tipo giudiziario sulla metro leggera. Non entriamo nel merito, ma siamo capaci di valutare come agisce la magistratura e ci sembra strano che la nostra richiesta di ricorso al Tar per un’opera così strategica è stata rinviata di un anno. Non vogliamo che prima si sventri la città realizzando la metro Cosenza – Rende – Unical e poi l’infrastruttura venga giudicata illegale. Vorremo che le questioni importanti come questa vengano trattate come tali e che chi rappresenta le istituzioni rispetti le regole come tutti noi cittadini siamo chiamati a fare».

In uno degli ultimi incontri avuti dagli attivisti No Metro in Prefettura, il 29 Aprile, si è discusso dei problemi alla sicurezza causati dal cantiere allestito su viale Parco . «A questo incontro – ricorda il comitato No Metro – si è presentato anche il sindaco Mario Occhiuto che ha ripetuto che non c’è nessun disagio in città, che per la sicurezza non ci sono problemi nonostante il rappresentante della sala operativa del 118 ha sostenuto che i tempi dilatati per il traffico complichino di molto gli interventi. Insomma, dopo aver deferito la regione, Occhiuto sostiene che non c’è nulla che vada male, che la bretella alternativa, assente in barba alle sue promesse, non è responsabilità sua e l’assenza del piano della mobilità, necessario secondo la legge prima e non dopo, non è ancora pronto».