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Sondaggio nell’area urbana di Cosenza, cittadini preoccupati da malasanità e disoccupazione

Lo studio promosso dalla Fondazione Giuliani ha rilevato come i cosentini siano consapevoli della vivacità culturale presente in città e considerino Villa Rendano come punto di riferimento per l’intero territorio

 

COSENZA – Una ricerca condotta su 451 persone rivela cosa pensano i cittadini che gravitano nell’area urbana di Cosenza. Lo studio promosso da Franco Pellegrini, direttore della Fondazione Giuliani con la collaborazione dell’amministratore della Metis Ricerche Flavio Bonifacio e dall’esperta in marketing territoriale Anna Martina è stato presentato oggi pomeriggio a Villa Rendano, nel cuore del centro storico di Cosenza. I due esperti in materia di analisi sociale, entrambi torinesi, sono riusciti a raccogliere le testimonianze di un campione di cittadini che rispecchia la popolazione del territorio al fine di potenziare il rapporto tra le attività di Villa Rendano e il territorio. Il 57% degli intervistati risiede a Cosenza, il 26% a Rende, il 7% a Castrolibero e il 7% nella provincia. Il 52% sono donne, mentre il 28% ha un’età tra i 51 – 65 anni, il 21% tra i 18 e i 30 anni, il 20% ha più di 60 anni e il 14% tra i 31 e i 40 anni. Il 64% non lavora (19% pensionati, 18% studenti, 15% disoccupati, 12% casalinghe) e tra gli occupati due terzi sono imprenditori, insegnanti e liberi professionisti. Un vasto ventaglio di soggetti che nonostante le differenze è accomunato dalle stesse preoccupazioni individuando tra i problemi principali dell’area urbana: malasanità, disoccupazione, disagio giovanile, criminalità e abbandono del centro storico. Criticità sulle quali, da quanto affermano i cittadini intervistati, nessuno interviene da almeno venti anni.

A fronte di ciò emerge un giudizio positivo della città nel 66% dei casi su immagine, iniziative culturali e tempo libero. Le persone intervistate conoscono i principali siti di interesse storico artistico quali il Duomo, il Teatro Rendano, il Museo all’Aperto Bilotti, il Castello Svevo, la Galleria Nazionale e la Biblioteca nazionale. Particolare attenzione è stata rivolta alla percezione di Villa Rendano riconosciuta dai partecipanti all’indagine (il 49% ha visitato la struttura) come luogo di primaria importanza per la diffusione e la fruizione della Cultura a Cosenza. Ruolo che il direttore della Fondazione Giuliani Franco Pellegrini ha confermato con questa ricerca che «è servita a capire le criticità e necessità di Cosenza». Villa Rendano viene considerata come una realtà estremamente utile, interlocutore per le istituzioni, partner per l’Università, per la ricerca, l’innovazione, la scuola. Dalle indicazioni dei cittadini intervistati infatti appare una richiesta unanime, un sollecito per Villa Rendano ad assumere il compito di “far conoscere i progetti della città, raccontarne il passato, elaborare una politica che parta dalla società civile, essere motore di riflessione, luogo di incontro tra professionisti (urbanisti, architetti, sociologi, storici), destabilizzare, rompere, ricostruire circuiti nuovi, smuovere le acque, scuotere l’albero”. Proposte che il direttore Pellegrini ha accolto «perché Villa Rendano è e deve continuare ad essere la ‘casa delle idee’».