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Occhiuto: “maresciallo e procuratore agli ordini di Morra, indegni di rappresentare lo Stato “

Le durissime accuse di Roberto Occhiuto e Jole Santelli contro il presidente della Commissione Antimafia Morra, il maresciallo della Guardia di Finanza Portella e il procuratore aggiunto di Cosenza Manzini “lo denunceremo pubblicamente perchĂ© è giusto che non solo i cittadini, ma tutta la comunitĂ  nazionale sappia cosa succede in Calabria e a Cosenza”

 

ROMA – La vicepresidente della Commissione parlamentare bicamerale, Jole Santelli contro il presidente della stessa commissione Nicola Morra. Nella sala stampa della Camera dei deputati in Via della Missione a Roma, la conferenza stampa con Roberto Occhiuto, vice presidente vicario di Forza Italia e Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, «per denunciare – era stato annunciato – fatti gravi relativi al comportamento del Presidente della Commissione antimafia Nicola Morra».

GiĂ  nei giorni scorsi il riferimento ad un “dirigente politico” era stato avanzato da Roberto Occhiuto a proposito delle indagini sul fratello, Mario coinvolto negli ultimi giorni nell’inchiesta Passepartout insieme a Mario Oliverio e nell’inchiesta della Procura di Cosenza relativa alla bancarotta fraudolenta della Orfin Srl, di cui Occhiuto è stato amministratore. E proprio su quest’ultima inschiesta che Roberto Occhiuto aveva detto «sono andati a trovare una societĂ  vecchia con cui operava mio fratello, per fatti risalenti dal 2006 al 2009. Hanno aperto un’inchiesta, l’hanno chiusa e adesso l’avviso di garanzia. Su questa ci sono le impronte digitali di un dirigente politico e noi lo denunceremo pubblicamente perchĂ© è giusto che non solo i cittadini, ma tutta la comunitĂ  nazionale sappia cosa succede in Calabria e a Cosenza».

IL VIDEO DELL’INTERVENTO ALLA CAMERA

Ed oggi le acque agitate sono diventate tempestose con la vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia, Jole Santelli e il parlamentare Roberto Occhiuto che hanno lanciato durissime accuse contro il presidente della stessa commissione, Nicola Morra e non solo, visto che si parla anche del maresciallo Portella della Guardia di Finanza e del procuratore aggiunto di Cosenza Marisa Manzini. Ad aprire la ‘rovente’ conferenza stampa Giorgio Mulè che nell’introdurre l’intervento di Roberto Occhiuto ha parlato del senatore Morra, oggi presidente della Commissione Parlamentare Antimafia come “protagonista del gioco a fare i poliziotti”. “E le accuse sono – spiega Mulè – acclarate da documenti giudiziari”-

“L’intercettazione ambientale nel soggiorno di casa sua”

Occhiuto durissimo non usa mezze misure: “non è una conferenza stampa che ha per oggetto il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, ma il senatore Nicola Morra, oggi presidente della Commissione antimafia. Nella documentazione allegata ad alcuni provvedimenti penali che vedono indagati soggetti, tra cui  il sindaco, abbiamo rintracciato un verbale della Guardia di Finanza che dice come il senatore Morra, il 20 febbraio 2018 si è recato presso il comando della Guardia di Finanza di Cosenza, alle 22 di sera, e dunque in un orario assai insolito, per depositare un DVD-Rom, con dentro un’intercettazione ambientale, avvenuta nel soggiorno di casa sua, dove lui stesso aveva invitato un indagato (l’ex segretario del sindaco di Cosenza Giuseppe Cirò), denunciato dallo stesso Occhiuto per aver fatto la cresta sui rimborsi elettorali”.

“A questo incontro – spiega Roberto Occhiuto – c’era oltre a Cirò, il candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle Gustavo Coscarelli ed un perito della Procura di Cosenza, in un procedimento connesso, oltre al senatore Morra che a loro insaputa, registra un’ora e mezza di conversazione. Questo accadeva il 15 febbraio. E Morra aspetta 5 giorni per recarsi poi il 20 febbraio alla Guardia di Finanza e consegnare al maresciallo della Finanza il DVD. Lo stesso maresciallo – spiega Occhiuto – che poi Morra distacca presso la propria segretaria come segretario del presidente della Commissione Antimafia“.

Occhiuto: “soggetti indegni di rappresentare lo Stato”

“Qualche ora dopo – accusa Roberto Occhiuto – il procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini, apre un fascicolo e ordina alla Guardia di Finanza di sbobinare il contenuto di questa conversazione. Possiamo dire in tal caso – dice il parlamentare forzista – che la giustizia è stata veloce ma guarda caso il procuratore Manzini, viene chiamato da Morra come consulente alla commissione antimafia che apre un fascicolo sulla questione. Non ci fermeremo a questa denuncia e abbiamo chiesto tramite le vie consentite dalla legge al Consiglio Superiore della Magistratura, di attivare la procedura disciplinare nei confronti di questo magistrato. Lo denunceremo anche nelle Procure competenti per accertare se si sia configurato il traffico influenze illecite, la corruzione, la concussione o altre fattispecie di reato. Ed è singolare che un maresciallo ed un procuratore siano agli ordini di Morra. Un presidente della Commissione Antimafia, un maresciallo ed un magistrato si sono organizzati per mettere in piedi una struttura inquirente parallela allo Stato. Hanno agito come un’associazione a delinquere. Non è ammissibile che questi tre soggetti si trovino insieme a lavorare nella Commissione antimafia e che nelle stanze di casa di Morra hanno creato questo verminaio. Ciò che abbiamo scoperto ci ha stupito e lo riteniamo allucinante. Hanno agito senza vergogna, hanno lasciato le loro impronte digitali, evidentemente convinti di godere di impunitĂ . Il presidente della commissione antimafia e gli altri sono moralisti senza morale, con un delirio di onnipotenza e non possono svolgere queste funzioni delicate”.

“Uso criminogeno dei fatti giudiziari”

Conclude intervento l’onorevole Jole Santelli, vicepresidente della stessa Commissione presieduta da Morra: “Sono inorridita da quello che ho letto e quando ho visto le carte ho stentato a credere che fossero vere. A nessuna persona che abbia il minimo senso della Giustizia e delle Istituzioni verrebbe in mente di incontrare un indagato; a maggior ragione se questo è stato denunciato dal tuo avversario politico. Quindi non solo il senatore Morra chiede un incontro ma è lui stesso a dire di averlo incontrato piĂą volte. Morra riferisce prima di due incontri, e giĂ  sarebbe tantissimo e in altri verbali invece, che lui e il dott. Cirò, si sarebbero conosciuti dopo che questi era stato denunciato. Nel momento in cui il sindaco denuncia il capo di segreteria, il senatore Morra ritiene di doverlo incontrare”.

“A noi non interessa rimestare nel torbido – conclude la Santelli – giocare con la magistratura e tentare di pilotare le indagini, ma il rispetto delle Istituzioni della Repubblica e in questo momento la Presidente e la stessa commissione antimafia, fanno una figuraccia. Rimpiango i tempi di violante e di Pisano”.