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Consiglieri di minoranza: “presenteremo denuncia alla Procura sui debiti di Occhiuto”

Continua a tenere banco la vicenda riguardante la cartella esattoriale del sindaco di Cosenza. I consiglieri di minoranza, dopo il rifiuto di discutere la questione in via preliminare nel consiglio comunale di oggi, hanno abbandonato l’aula “presenteremo esposto-denuncia alla Procura della Repubblica e alla corte dei Conti”

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COSENZA – E’ un consiglio comunale molto importante quello di oggi, visto che dovrà essere discusso e approvato il bilancio di previsione 2019-2021 e tutte le pratiche finanziarie ad esso collegate. Ma il realtà a tenere ancor banco a Cosenza è la vicenda relativa al pignoramento di Equitalia e la cartella esattoriale di un milione e 700mila euro del sindaco Occhiuto. Dopo il botta e risposta tra Guccione e l’ufficio legale del comune di Cosenza sull’eventualità che sia Palazzo dei Bruzi, e quindi tutti i cittadini, a dover corrispondere la cifra, per i consiglieri di minoranza la questione non si è affatto chiusa, anzi proseguirà con un esposto querela in Procura e alla Corte dei Conti di Catanzaro, dopo il no del Presidente del consiglio comunale di discutere in via preliminare la questione che ha portato la minoranza ad abbandonare l’aula per protesta.

All’inizio dei lavori del consiglio comunale, a nome di tutta la minoranza e compreso il consigliere Massimo Lo Gullo – si legge nella nota dei consiglieri di minoranza – “avevamo chiesto di  discutere in via preliminare della vicenda riguardante la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro in riferimento ai debiti personali del sindaco Mario Occhiuto. La città deve essere informata e sapere se la cartella esattoriale di un milione e 700mila euro del sindaco Occhiuto, dovrà essere pagata dai cosentini visto che emerge una evidente negligenza del dirigente comunale preposto per non aver accantonato le somme pignorate da Equitalia. È evidente – continua la nota dei consiglieri di minoranza –  che risulta paradossale l’attività dell’amministrazione comunale che stranamente si è costituita nei due procedimenti, visto che le parti in causa sono Equitalia e il sindaco Occhiuto, l’unico legittimato a costituirsi in giudizio. Ecco perché non capiamo per quale motivo il Comune si sia costituito in giudizio, spendendo energie e soldi pubblici, per un procedura che non gli apparteneva. Tra l’altro per altri amministratori gli uffici comunali hanno messo in essere procedure diverse, accantonando somme delle indennità. Di fronte alla protervia del presidente del Consiglio – conclude la nota – che non ha accolto la nostra legittimità richiesta di discutere, in via preliminare, della questione abbiamo ritenuto opportuno abbandonare per protesta la seduta, annunciando di proporre formale atto di querela-denuncia alla Procura della Repubblica competente e altresì di depositare un esposto alla Procura della Corte dei Conti di Catanzaro.