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Blitz “Corsia preferenziale”, così vendevano le patenti per 2.000 euro – VIDEO

Patenti facili al costo di duemila euro, a Roma, Cosenza e Salerno. Tra gli arrestati il titolare di alcune autoscuole della provincia di Cosenza di 64 anni. Avrebbe sia gestito le sedute d’esame presso le Motorizzazioni che di trovare candidati che intendevano superare illecitamente prove d’esame

 

ROMA – Sono coinvolte anche alcune autoscuole di Praia a Mare e di altri comuni della provincia di Cosenza  nell’operazione denominata “Corsia preferenziale che ha portato all’arresto di 15 persone per l’ottenimento di patenti facili soprattutto a cittadini stranieri che non sapendo parlare la lingua, venivano ‘seguiti’ nei test e aiutati, dietro pagamento di somme di denaro, ad ottenere il rilascio della patente, non solo di tipo B ma anche quelle per trasporto merci o persone.

L’associazione a delinquere sarebbe composta da 22 persone e garantiva patenti facili a soggetti stranieri che a stento parlavano la lingua italiana. Numerose le persone indagate a vario titolo nell’indagine che ha portato alla scoperta anche di un giro di marche da bollo false. Tra gli arrestato c’è un dipendente della Motorizzazione Civile di Roma, accusato di peculato, in accordo con un pregiudicato romano. L’accusa è anche di riciclaggio di valori bollati che sarebbero stati rubati negli archivi della motorizzazione capitolina e rivenduti ad alcune autoscuole della Capitale.

Tra gli arrestati un calabrese

Le persone finite in manette sono  di etĂ  compresa tra i 33 ed i 72 anni, tutti di Roma, tranne cinque campani ed un calabrese, e sono ritenuti responsabili di far parte di un’associazione a delinquere ramificata sul territorio nazionale e finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti tra i quali il fraudolento conseguimento di titoli abilitativi alla guida, mediante l’uso di congegni elettronici, la falsitĂ  ideologica commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici, la truffa, il riciclaggio oltre alla falsificazione e messa in circolazione di valori in bollo, attraverso la predisposizione di una sofisticata e stabile organizzazione volta a far conseguire in modo illecito – per lo piĂą a cittadini stranieri – la patente di guida di veicoli, nonchĂ© volta alla sottrazione e riutilizzazione di marche da bollo apposte su pratiche dalla Motorizzazione di Roma Nord.

Le indagini hanno spaziato da nord a sud della Capitale con le Motorizzazioni Civili di Roma in via Laurentina ed in via Salaria, ma hanno interessato anche la Campania e la Calabria ed in particolare le province di Salerno e Cosenza. Una quindicina le autoscuole dove avveniva il conseguimento fraudolento della patente B e di quella per i mezzi pesanti, la cosiddetta “CQC” – Carta di Qualificazione Conducenti, finalizzata a qualificare i conducenti per la guida professionale di veicoli adibiti al trasporto di persone o di merci.

IL VIDEO DEGLI ARRESTI

Patenti, dai 2.00 ai 3.500 euro. I test con i ‘suggeritori auricolari’

La concessione dell’abilitazione alla guida avveniva dietro il pagamento di somme di denaro che oscillavano tra i 2.000 ed i 3.500 euro, grazie al quale i candidati, assolutamente impreparati per il test e molto spesso di nazionalità straniera, di provenienza africana ed asiatica, o che erano in grado di comprendere almeno grossolanamente la lingua italiana, ad esempio di capire i suggerimenti “vero/falso” che gli venivano trasmessi attraverso delle sofisticate apparecchiature elettroniche (telefoni cellulari dotati di videocamera e di auricolare wireless) fornite dalla scuola guida, a comunicare con persone appartenenti all’associazione all’esterno delle sale d’esame, ricevendo così le soluzioni ai quesiti della prova.

In pratica ai candidati, versando le somme di denaro richieste agli associati, veniva garantito il passaggio della prova d’esame seguendo un modus operandi ben preciso: gli aspiranti, prima di fare ingresso nelle sale della Motorizzazione, venivano presi in carico da alcune persone dell’associazione appositamente preposte che provvedevano alla loro vera e propria “vestizione” installando un “kit” di apparecchiature ben occultate negli abiti.

Attraverso tali strumentazioni elettroniche i promotori dell’organizzazione prendevano fraudolentemente cognizione dei quesiti che comparivano sul monitor della Motorizzazione per il test, per poi suggerire loro le risposte corrette mediante apparati telefonici portatili, falsificando così l’esito dell’esame ed il relativo verbale, inducendo in errore i Pubblici Ufficiali della Motorizzazione Civile  che attestavano nei verbali informatici la regolarità dello svolgimento della prova.

Indagini partite a marzo 2017

Le indagini sono state avviate dopo un semplice controllo amministrativo presso un’agenzia di pratiche auto di Roma, con l’arresto del titolare perché  trovato in possesso di oltre 1.000 marche da bollo (ognuna da € 16,00) di provenienza illecita, pronte per essere applicate sulle autentiche di firme per il rilascio di patenti di guida e trasferimenti di proprietà dei veicoli, hanno consentito, anche attraverso perizie tecniche eseguite presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che hanno evidenziato l’originalità dei titoli bollati, di individuarne la provenienza dagli Uffici della Motorizzazione Civile di Roma Nord. Con i successivi approfondimenti investigativi si appurava come B.B., 55enne di origini abruzzesi ma stabilmente a Roma, a cui è contestato anche il reato di riciclaggio, rimettesse sul mercato le numerose marche da bollo asportate da un dipendente della citata MCTC, S.C., romano di 55 anni, tratto in arresto per peculato, rifornendo numerose autoscuole della Capitale dietro ingenti corrispettivi di denaro.

Le agenzie di pratiche auto monitorate

Attraverso il monitoraggio delle numerose agenzie di pratiche auto rifornite da B.B., tra le quali quella di P.G. 59enne di Rocca di Papa (Roma) e M.A. romano dei 43 anni – entrambi in carcere insieme ad A.L., che partecipava all’associazione in quanto molto vicino al P.G., che rivestendo il ruolo di “accompagnatore” dei candidati che intendevano superare illegalmente l’esame – gli inquirenti hanno fatto luce sull’organizzazione di cui facevano parte e che era gestita da alcuni personaggi salernitani.

Due donne in manette: erano le suggeritrici delle risposte

Grazie poi alle attività di intercettazione telefonica ed ambientale sono stati scoperti ruoli e figure centrali dell’associazione che operavano nel Cilento: E.A. 44enne e C.V. 47enne con precedenti di polizia per stupefacenti – entrambi arrestati – sono ritenuti i promotori e organizzatori nelle vesti di veri e propri “capi” e le figure di organizzatori di due donne finite ai domiciliari S.S. di 38 anni, che suggeriva le risposte esatte ai candidati nel corso degli esami in collegamento da remoto, e P.M.G., 33 enne che si occupava di installare sui candidati gli strumenti tecnici necessari per svolgere gli esami teorici, ed A.M., 35enne di Portici (NA), militare, anch’egli deputato alla vestizione dei clienti.

I vertici dell’organizzazione, quindi, da Salerno si espandevano “in trasferta” sino a Roma ed in Calabria, portando al seguito i loro kit per gli esami, mettendo a disposizione delle autoscuole degli altri associati tutti i dispositivi elettronici necessari per consentire ai candidati il fraudolento conseguimento delle patenti.

Nel territorio romano il principale referente era senz’altro P.G., che in qualità di punto di riferimento su Roma dell’intera organizzazione in quanto catalizzava tutti i clienti delle Agenzie di pratiche auto della provincia capitolina, si occupava, unitamente a F.S., 33enne di Rocca di Papa (Roma), V.G.72enne di Ciampino (Roma) e R.S., romano di 32 anni, tutti sottoposti agli arresti domiciliari, di raccogliere le richieste avanzate dai titolari di alcune Autoscuoleanche di fuori Roma come quella di Santa Marinella gestita da M. R., 56enne romana anche lei ai domiciliari, che presentavano candidati intenzionati ad ottenere titoli abilitativi alla guida in maniera illecita.

Da Roma a Cosenza

Dall’attivitĂ  investigativa espletata è emerso ancora che i promotori dell’associazione per delinquere avevano diramato i propri interessi sia a Roma che a Cosenza, luoghi presso i quali si avvalevano della stretta collaborazione di altri sodali, tra i quali l’arrestato M. G. della provincia di Cosenza di 64 anni, titolare di alcune autoscuole a Praia a Mare (Cs) ed in altri comuni del cosentino, che ricoprivano il ruolo sia di gestire le sedute d’esame presso le locali Motorizzazioni Civili sia di procacciare, con l’aiuto di altri soggetti, candidati che intendevano superare illecitamente prove d’esame, senza aver acquisito le conoscenze necessarie per portelo fare autonomamente, ovviamente previo il pagamento di cospicue somme di denaro.

Sofisticati equipaggiamenti elettronici

Molti i dispositivi per truccare gli esami sequestrati in occasione di alcune perquisizioni effettuate nel corso delle indagini, costituite da una micro telecamera che veniva opportunamente celata tra gli indumenti indossati dal candidato, necessaria per intercettare le domande proiettate sul monitor del computer posto nella sala esami della Motorizzazione, un router ed un micro auricolare che era invece inserito nell’orecchio del candidato.

In particolare, la  micro telecamera consentiva ad uno o più soggetti posti a distanza, rispetto agli Uffici della Motorizzazione, di inquadrare e leggere da remoto le domande esposte sul monitor in uso al candidato, per poi suggerire le relative risposte mediante il micro auricolare che era stato precedentemente inserito nell’orecchio del soggetto sottoposto ad esame. Tra i candidati, vi erano anche cittadini extracomunitari, provenienti da India, Bangladesh, Egitto ed Etiopia, che comprendevano a stento la lingua italiana, risultati privi di qualsivoglia cognizione teorico/pratica riguardo le norme sulla circolazione stradale, alcuni identificati nel corso delle attività presso le Motorizzazioni Civili di Roma Sud e Roma Nord, indosso ai quali venivano rinvenute e sequestrate le apparecchiature tecniche direttamente riconducibili agli stessi arrestati.

L’articolata attività, principalmente improntata sul fronte del riciclaggio di marche da bollo, è sfociata quindi anche nel campo dell’illecito conseguimento dei titoli abilitativi alla guida, consentendo di individuare, oltre agli organizzatori e conniventi titolari di ben sei autoscuole nella Capitale, sei nella provincia di Cosenza ed una in quella di Salerno, anche numerosi candidati che hanno conseguito illecitamente detti titoli, denunciati per presunte responsabilità in merito ai reati di truffa, induzione in errore e falsità ideologica in documento informatico, in concorso con gli arrestati. L’esecuzione dei provvedimenti restrittivi è stata effettuata alle prime ore della mattinata odierna associando otto persone alle Case Circondariali di Regina Coeli, Velletri, Salerno e Cosenza, sottoponendone altre sette alla misura degli arresti domiciliari, mentre nel corso delle perquisizioni effettuate presso le abitazioni degli arrestati, è stato possibile porre in sequestro ulteriore materiale probatorio.