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Dentista condannato, “favoriva” la professione illegale

Avrebbe omesso il controllo sul collega che operava senza abilitazione. Il giudice lo condanna e dispone l’immediato risarcimento delle parti civili in oltre 50 mila euro

 

COSENZA – Finirono indagati in quattro a novembre del 2012 dopo un blitz da parte dei Nas: il medico odontoiatra titolare dello studio medico dove operava un “finto” collega che non aveva l’abilitazione o meglio, il pezzo di carta era stato “conquistato” in Ucraina per cui in Italia non era mai approdato all’ordine dei medici odontoiatri perchè non riconosciuto; il finto collega che non era nuovo a questi piccolo imbrogli, la segretaria e un odontotecnico. In particolare i quattro furono accusati in concorso tra loro di esercitare una professione medica, nella specie quella odontoiatrica senza averne la speciale abilitazione dello Stato. R.G.A. titolare dello studio in corso Mazzini, a Cosenza, concedeva in uso l’immobile a N.I., privo del necessario titolo abilitativo al fine di consentirgli l’esercizio dell’attivitĂ  odontoiatrica abusiva. R.S. in qualitĂ  di odontotecnico coadiuvava il falso dentista nello svolgimento dell’attivitĂ  odontoiatrica abusiva e F.R. la segretaria coadiuvava sempre il falso dentista svolgendo mansioni di segretaria  all’interno dello studio.

Ritornando ai fatti del novembre 2012 i carabinieri Nas in un controllo sulle attivitĂ  mediche trovarono non poco difficoltĂ  ad entrare all’interno dello studio odontoiatrico, probabilmente perchè il falso dentista non voleva essere scoperto. Una volta all’interno dello studio partirono le indagini e i quattro vennero iscritti nel registro degli indagati.

Durante l’iter giudiziario, il falso dentista N.I. non si oppose al decreto penale che divenne esecutivo. L’uomo in realtĂ  era giĂ  stato condannato in precedenza per l’esercizio abusivo della professione e allo stato attuale risultano in corso altri procedimenti penali. L’odontotecnico R.S. scelse di essere giudicato con il rito abbreviato venendo prosciolto in quanto i Nas in sede di controllo non poterono accertare che da odontotecnico coadiuvasse il falso dentista al di lĂ  delle sue mansioni.

Il titolare dello studio, R.G.A., noto professionista della cittĂ  bruzia, insieme alla segretaria, si oppose al decreto penale finendo in dibattimento davanti al giudice monocratico. Ieri dopo la requisitoria e le arringhe difensive il giudice ha assolto la segretaria perchè non è stata provata la responsabilitĂ  penale al di lĂ  di ogni ragionevole dubbio, mentre ha condannato a due mesi, pena sospesa, l’odontoiatra reo di non avere effettuato le dovute verifiche verso il “finto” collega concedendogli di poter operare all’interno della propria struttura

IL RISARCIMENTO ALLE PARTI CIVILI

Una sentenza che segna uno step importante per quanto riguarda il risarcimento alle parti civili. Il giudice ha ritenuta raggiunta la prova dell’esistenza del danno, che quindi è certo, decidendone la liquidazione in via equitativa, senza rimandare al giudice civile. E’ stato, dunque, disposto in favore della Andi, Associazione Nazionale Dentisti Italiani sezione di Cosenza, rappresentata dall’avvocato Gennaro Giordano, il riconoscimento del danno in ventimila euro; stesso riconoscimento del danno anche in favore dell’ordine dei medici odontoiatri rappresentati dall’avvocato Maria Maddalena Giungato. Trentamila euro con una provvisionale di 25.500 per una paziente rappresentata dall’avvocato Fabio Bonofiglio.