Infuriati i senzatetto a rischio sgombero dopo la Prefettura ‘occupano’ Viale Parco

La protesta di stamattina degenera in un blitz del manifestanti all’interno del cantiere della metrotramvia. Oltre cento persone tra donne, bambini, disoccupati, precari e pensionati potrebbero nei prossimi giorni tornare a vivere in strada a causa del mancato intervento delle istituzioni

 

COSENZA – Disattese le ‘promesse’ i senzatetto delle occupazioni cosentine rischiano di tornare a vivere in strada. Si tratta di oltre 100 persone, tra donne, bambini, disoccupati, precari e pensionati. Persone che hanno deciso di reagire all’immobilismo delle istituzioni appropriandosi di due edifici da anni abbandonati al degrado: l’Hotel Centrale e l’ex sede Aterp di via Savoia. Stabili che sono stati bonificati autonomamente e trasformati in abitazioni su cui ora pende la scure degli sgomberi. Ad ottobre, dopo una forte presa di posizione del comitato Prendocasa Cosenza attraverso l’occupazione simbolica dell’ex Hotel Jolly di Cosenza Vecchia ottennero un incontro in Prefettura con Comune, Regione e Aterp. In quell’occasione il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto garantì di attivare per loro la misura dell’emergenza abitativa pubblicando una manifestazione di interesse rivolta ai titolari di immobili sfitti volta alla ricerca di appartamenti in cui collocare gli occupanti da sgomberare.

L’iniziativa però non ha portato ad alcun esito. Anzi. Nei giorni scorsi è stata definitivamente annullata lasciando naufragare anche l’ultima possibilità di tutelare le decine di famiglie e singoli che verranno costrette a tornare a vivere in auto, sotto i portici dei fiumi o nei casi più fortunati ospiti da conoscenti e amici. Un atteggiamento che a distanza di quattro mesi ha rinforzato negli occupanti il sentimento dell’essere beffati e ignorati dalle istituzioni. Per questo motivo circa 50 persone questa mattina hanno fatto irruzione negli uffici della Prefettura di Cosenza in piazza XI Settembre. Chiedono l’intervento urgente del prefetto Paola Galeone «per trovare soluzioni abitative dignitose ed evitare gli sgomberi coatti dell’Hotel Centrale e dello stabile di via Savoia». Urlando a testa alta “basta parole e bugie, ora le case” i manifestanti affermano che resteranno in presidio nell’atrio e sulle scalinate interne di Palazzo degli Uffici finché non avranno risposte concrete in merito alla situazione delle occupazioni abitative, prossime allo sgombero. Un’azione posta in essere per ottenere chiarezza sul destino di decine di famiglie. Attualmente però pare che non vi sia la possibilità di interloquire con il Prefetto oggi assente, mentre una delegazione è stata ricevuta dal capo di gabinetto Eufemia Tarsia.

«Non possiamo pagare le inadempienze gravissime degli uffici comunali. E’ evidente – spiega uno degli attivisti del comitato Prendocasa – che la ricerca degli alloggi disponibili nell’area urbana non sia stata effettuata a dovere e la Prefettura è quindi pronta ad eseguire l’ordine di sgombero ignorando le esigenze di un centinaio di persone che resteranno senza un tetto. Siamo noi a sopperire alle mancanze dei servizi sociali cosentini intervenendo nelle emergenze e siamo determinati a non andare via senza rassicurazioni precise». Le risposte fornite dagli uffici della Prefettura in un incontro ‘lampo’, con il quale in pochi minuti è stata liquidata la questione mostrando il totale disinteresse per la risoluzione del problema abitativo degli oltre cento senzatetto a rischio sgombero, sono state ritenute insoddisfacenti. I manifestanti si sono quindi mossi in corteo prima verso il Comune e poi verso Viale Parco dove dopo aver divelto le transenne hanno occupato il cantiere per sollecitare l’intervento del sindaco affermando: «I soldi per le grandi e inutili opere li trovate, quelli delle case, invece, ve li mangiate.

Il prefetto Galeone, il sindaco Occhiuto e il dirigente Nardi giocano sulla pelle di uomini, donne e bambini venendo meno agli impegni presi nei tavoli inter-istituzionali. Una sola grande opera: casa, reddito e dignità». Con il passare delle ore sono sempre più le persone accorse nel cantiere per sostenere la protesta dei senzatetto. L’occupazione di viale Giacomo Mancini proseguirà finché non verrà calendarizzato un nuovo incontro interistituzionale tra Prefettura, Aterp, Regione, Comune e occupanti. Il fallimento della ricerca di alloggi per l’emergenza abitativa viene dai manifestanti attribuita al dirigente del settore Patrimonio e Welfare Giuseppe Nardi noto per essere stato allontanato dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Cosenza per dei ‘problemi’ con la Corte dei Conti. Non si registra alcuna tensione con le forze dell’ordine.

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