Assolto l’ex calciatore Modesto dall’accusa di usura

L’ex calciatore di serie A era finito in manette il 30 agosto del 2016 con l’accusa di usura aggravata dal metodo mafioso

 

COSENZA – E’ stato assolto con formula piena per non avere commesso il fatto Francesco Modesto, l’ex calciatore della Reggina, oggi allenatore del Rende. Su di lui pendeva l’accusa di usura aggravata dal metodo mafioso. Modesto aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato. La Procura Distrettuale rappresentata dal pubblico ministero Antonio De Bennardo al termine della requisitoria aveva chiesto una condanna ad otto anni di carcere. Ma i giudici del Tribunale di Catanzaro hanno accolto la tesi della difesa, gli avvocati Pasquale Marzocchi e Leo Sulla, con una sentenza di piena assoluzione.

Modesto era finito nell’inchiesta  “Laqueo” della Dda di Catanzaro che aveva portato all’arresto, il 30 agosto del 2016, di 14 persone per i reati di usura e minacce nel territorio cosentino. Genero di Luisiano Castiglia, ad incastrarlo sarebbero state le dichiarazioni del pentito Calabrese. Dichiarazioni smontate dalla difesa che ha “raccolto” una piena assoluzione.

La posizione di Modesto, scarcerato dopo 16 giorni di detenzione presso il carcere di Cosenza, fu stralciata dall’inchiesta oggi finita in un processo che si sta celebrando nelle aule del Tribunale di Cosenza che vede imputati, con rito ordinario, Luisiano Castiglia, Giovanni Guarasci, Danilo Magurno, Francesco Magurno, Ariosto e Francersco Mantuano, William Sacco. Per gli inquirenti della Distrettuale antimafia si tratta di un’organizzazione criminale responsabile di usura ed estorsione aggravate dalle modalità mafiose e tentato omicidio, in riferimento al caso del fratello di Roberto Violetta Calabrese vittima di un attentato all’interno dell’esercizio commerciale che all’epoca gestiva in via XXIV Maggio, a Cosenza.

 

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