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Cosenza: traffico e inquinamento in centro città, nessun dato sulla qualità dell’aria

L’unica stazione di rilevamento si trova al confine con Rende nei pressi della Città dei Ragazzi

 

COSENZA – “Che aria respiriamo a Cosenza? Vorremmo chiederlo al sindaco Mario Occhiuto, – scrive in una nota l’associazione LegittimaMente – ma sospettiamo che non ci risponderebbe. L’Arpacal invece sì, risponde alla nostra richiesta di accesso agli atti, certificando che il centro di Cosenza non è monitorato. L’unica stazione di rilevamento è tutt’ora quella situata sul confine nord, nei pressi della Città dei Ragazzi. Sappiamo tuttavia che sull’aria di Cosenza c’è un “pallino giallo”, perché le cosiddette polveri sottili vanno oltre il limite massimo stabilito. Meglio detta “materia particolata” questa roba è capace di raggiungere in 30 giorni le porzioni alveolari dei polmoni. Credevamo che la cosiddetta sperimentazione relativa alle modifiche alla viabilità fosse diventata permanente proprio grazie ai monitoraggi sull’incidenza dei flussi veicolari sulla qualità dell’aria. Sarebbe stato quanto meno opportuno, se non obbligatorio. Invece no.

 

 

Eppure non sarebbe costato nulla al Comune di Cosenza, e quindi a ciascuno di noi, ottenere più stazionamenti dell’Arpacal in centro città. Cosenza (altro che «green») e i cosentini devono capire che un sindaco non può decidere di ignorare un aspetto tanto cruciale per la salute di tutti. È evidente che sia interessato ad altro. Chi certifica il superamento di quel limite è l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e le rilevazioni che ci riguardano sono preoccupanti, perché simili a quelle prodotte nelle città metropolitane del nord Italia. La fuliggine urbana aumenta non solo negli ingorghi che si creano ogni giorno su vaste aree della città, a causa dello scriteriato labirinto viario concepito da questa amministrazione. Scriteriato e irresponsabile perché attuato in assenza del Piano Urbano del Traffico, per esempio. Il particolato che respiriamo aumenta pure a causa delle tante, inutili, brutte e dispendiose operazioni di grande e media edilizia con cui si sta massicciamente deturpando la città.

 

 

In definitiva al deterioramento istituzionale, amministrativo, urbanistico, viario, culturale, finanziario, aggiungiamo quello atmosferico. Ci chiediamo quale scommessa abbia perso Cosenza con il proprio destino, per aver scelto di precipitare in siffatta voragine. Una voragine che altro non può essere se non l’effetto diretto del “sistema Occhiuto”. Un sistema già oggetto d’attenzione da parte degli organi inquirenti. Non abbiamo riserve nel sostenere che costui ha inquinato l’aria, in ogni senso immaginabile, metaforico e non, favorito da una compagine istituzionale che, nel migliore dei casi, è ignava. A molti e forse a troppi è piaciuto il suo “imperial style”: questa è casa sua perciò comanda lui. E se Occhiuto sostiene che Cosenza ha la migliore aria d’Italia, non c’è dato che tenga, gli danno ragione. Si spera, da parte nostra, che rinsaviscano i cittadini e quei pochi pezzi di rappresentanti istituzionali ancora in possesso di equilibrate facoltà mentali e senso dell’onestà”.