Lande Desolate, confermato obbligo di dimora per Mario Oliverio

La Vigilia di Natale il governatore della Regione Calabria è stato raggiunto da un altro avviso di garanzia in cui risulta indagato per corruzione, secondo gli inquirenti avrebbe chiesto di ritardare i lavori su piazza Bilotti in cambio di documenti per liquidare parte delle somme dell’appalto per la realizzazione della sciovia di Lorica

 

CATANZARO – Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha confermato l’obbligo di dimora a carico del presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. I giudici hanno rigettato l’istanza di revoca della misura cautelare che era stata presentata dal difensore di Oliverio, l’avvocato Vincenzo Belvedere, e che era stata discussa ieri davanti il Tribunale. Oliverio, accusato di abuso d’ufficio, é sottoposto all’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore, il centro del cosentino in cui risiede, dal 17 dicembre scorso, nell’ambito dell’operazione “Lande desolate”, condotta dalla Guardia di finanza con il coordinamento della Dda di Catanzaro, diretta da Nicola Gratteri. La misura cautelare é stata emessa dal Gip di Catanzaro, Pietro Carè. La Dda aveva chiesto per Oliverio gli arresti domiciliari. Il reato contestato ad Oliverio fa riferimento a degli appalti gestiti dalla Regione per la realizzazione della sciovia di Lorica e dell’aviosuperficie di Scalea, affidati entrambi all’impresa di costruzioni “Barbieri srl” ritenuta vicina al clan Muto di Cetraro. Nell’ambito della stessa inchiesta la misura degli arresti domiciliari era stata disposta nei confronti del dirigente del dipartimento Programmazione nazionale e comunitaria della Regione Calabria, Luigi Zinno, mentre un’altra dirigente regionale, Paola Rizzo, responsabile del Settore di coordinamento e sorveglianza Por Fesr, era stata sospesa.

 

Nei giorni scorsi dopo la notifica della custodia cautelare emessa a carico dei 16 indagati, Oliverio è stato raggiunto da un altro avviso di garanzia nell’ambito della stessa inchiesta. Il provvedimento riguarda l’ipotesi del reato di corruzione in merito ad una sorta di baratto che sarebbe avvenuto tra Mario Oliverio (con il contributo di Nicola Adamo ed Enza Bruno Bossio) e l’imprenditore Barbieri. Il Governatore avrebbe, da come si evince dalle intercettazioni captate, promesso di liquidare il denaro dello stato di avanzamento di lavori (in realtà non eseguiti) sulla sciovia di Lorica. In cambio l’imprenditore Barbieri aggiudicatario dei lavori di riqualificazione di piazza Bilotti avrebbe dovuto ritardare la consegna dell’opera per danneggiare l’immagine del sindaco Mario Occhiuto. A rappresentare la pubblica accusa sono il procuratore  aggiunto Vincenzo Luberto e i pm antimafia Camillo Falvo e Alessandro Prontera.

 

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