Intercettazioni su piazza Bilotti, l’ingegnere sotto pressione: “Questi sono come i delinquenti”

Seggiovia killer uccide operaio, mentre una cabina a velocità folle ‘sfiora’ l’ingegnere. L’utilizzo di materiali scadenti per risparmiare provoca il cedimento della nuova strada che porta alla statale 18. Intanto la figlia del governatore Oliverio assunta come funzionaria del Ministero delle Infrastrutture si adopera per i lavori in Sila

 

COSENZA – Politica, imprenditoria e ‘ndrangheta unite dal business dei lavori pubblici. L’operazione Lande desolate della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro che ha portato nei giorni scorsi alla notifica di 16 provvedimenti cautelari a carico di imprenditori, funzionari pubblici e politici del calibro del governatore della Regione Calabria Mario Oliverio (per protesta in sciopero della fame) e del parente Marco Oliverio sindaco di Pedace. In alcune conversazioni captate dalla Guardia di Finanza risalta l’interessamento del presidente della Regione Oliverio ai lavori appaltati alla ditta Barbieri che per incassare fondi pubblici senza eseguire le opere si sarebbe avvalsa della collaborazione di una rete di pubblici ufficiali in grado di certificare il falso e permettere la liquidazione dei finanziamenti. In merito a dei lavori in Sila Arturo Veltri consulente esterno per la Regione Calabria e amministratore della Lorica Ski in palese conflitto d’interessi parla con l’imprenditore Giorgio Barbieri titolare dell’impresa aggiudicataria dell’appalto.

 

 

ARTURO VELTRI: Siamo stati là io e l’ingegnere, con la tenacia dell’ingegnere siamo riusciti a portarlo…ci ha visti, mi ha salutato, ha visto che avevo in mano qualcosa e ha detto <si,si> < vediamolo subito, vediamolo subito> ..omissis..
ARTURO VELTRI: e c’era Nicola Adamo tutti c’erano a vedere sto progettino, c’era Zinno, c’era Lo Feudo tutti quanti erano a vedere sto progetto
GIORGIO BARBIERI: ma dai?! Quindi ha detto facciamo subito, immediatamente
ARTURO VELTRI: subito, subito ha detto e poi è rientrato. Il tutto è durato assai, è stato seduto 20 minuti con noi eh! Un’altra cosa pure su Piazza Bilotti ..omissis..
ARTURO VELTRI: contentissimo, contentissimo si…ha detto che bisogna inaugurare con il nuovo Sindaco

 

 

L’esistenza di un vero e proprio patto volto ad ottenere la certificazione di lavori mai terminati in cambio di ritardi per la realizzazione di piazza Bilotti viene confermata dall’ingegnere Tucci della Barbieri group in una lunga conversazione del marzo 2016 con il direttore di cantiere dell’aeroporto di Scalea Guarnaccia cui rivela “interferenze incrociate” del mondo politico su Piazza Bilotti. L’ingegnere Tucci riferisce che Mario Occhiuto da pochi giorni dichiarato decaduto dalla carica di Sindaco di Cosenza, gli aveva chiesto di rallentare i lavori di Piazza Bilotti per evitare che l’opera potesse essere inaugurata dal Commissario Prefettizio, nominato per governare l’ente sino alle elezioni di giugno, ma non mancava di evidenziare che la stessa richiesta, per finalità politiche opposte, gli era pervenuta dal Presidente della Regione, Mario Oliverio. Non solo. Aggiunge che il rispetto dell’impegno gli era stato sollecitato sia da Nicola Adamo, con cui era stato costretto a “giustificare” il procedere dei lavori “fotografato” da Veltri che afferma come dovevano andare avanti per incassare la tranche di pagamenti che avvenivano per stati di avanzamento dei lavori.

 

 

“Il dinamismo in cantiere serve per arrivare al minimo dello stato di avanzamento Poi si fa come detto…già concordato. A presto”. Questo il testo di un sms intercettato che lascia pochi dubbi. L’onorevole Enza Bruno Bossio nel suo intervento sugli affari del gruppo Barbieri, che secondo la Dda sarebbe in stretto legame con il clan Muto di Cetraro, gli aveva chiesto di non far entrare su piazza Bilotti in cantiere l’ex Sindaco Occhiuto e l’ex assessore Fresca. L’ingegnere Tucci responsabile del progetto di piazza Bilotti nelle conversazioni captate dagli investigatori ammette di aver già dato disposizioni per rallentare i lavori ordinando al subappaltatore Franco Rubino (noto per i lavori degli appalti ‘spezzatino’ del Comune di Cosenza) di inviare solo una squadra di operai sul cantiere di Piazza Bilotti e di dedicarsi al rifacimento di una strada laterale giusto per arrivare al primo stato di avanzamento lavori, ma confida di sentirsi pressato, quasi “costretto” ad assecondare la richiesta “bipartisan” e i ‘pressing’ della politica. Questo lo sfogo di Tucci con Guarnaccia.

 

 

Francesco Tucci: cioè Occhiuto non vuole che si finisce, no dice…ha detto Occhiuto ehe, e allora dobbiamo decidere una c..zo di strategia, glielo sto dicendo a Barbieri, anche perché in questo momento che tu ti rallenti un poco Occhiuto, gli dici non tengo soldi, cioè lui ora vuole
semplicemente che tu togli questa recinzione e che la gente comincia a vedere che più o meno ha…non è che ti devi fermare no, però a coso digli di mettere una sola squadra, a come si chiama?
Guarnaccia: a Rubino
Tucci: a Rubino, fagli fare questa strada, ora sulla piazza siete fermi? Fagli fare la strada, perché la strada la dobbiamo aprire al traffico no? Gli ho detto Fresca non deve più entrare in cantiere, gli ho detto ad Enza, come glielo dico? Sentiamo? Come c..zo glielo dico?
Guarnaccia: eh, ehe
Tucci: ma guarda che questa è curiosa, pure questa, questi sono come i delinquenti, ti ricattano, tu ci chiedi un favore a loro e loro subito ti ricattano, dimmi io che c..zo devo…tiè (ndr: Tucci legge a Guarnaccia un messaggio sul suo telefono) che c..zo. Cioè di che stiamo parlando? Ma questo per farti capire che questa qua mi stanno pressando davvero.

 

 

In serata, Tucci discute al telefono con Barbieri della necessità di chiedere una proroga del termine finale dei lavori di piazza Bilotti, fissato a fine marzo 2016, rispetto al quale erano già in ritardo. Situazione gradita sia ad Occhiuto sia ad Oliverio.

Tucci: Però già tenendo questo ritmo sono tutti felici e contenti… viene l’ex Sindaco, in cantiere, e mi dice “Ahh – dice – ma ormai, io sono contento che state andando avanti, però, sai, io non ho più l’interesse che voi finiate presto…perché…a questo punto perché deve inaugurare il commissario…?!
Barbieri: Il commissario…
Tucci: …“inaugurerà il primo Sindaco!!”…il Sindaco è giusto che inauguri l’opera!
Richiesta che gli era stata formulata anche dal Pd attraverso, Adamo, Oliverio e Bruno Bossio.

Tucci: E me l’ha detto, “ti devi fermare!!”
Barbieri: Ok…e…
Tucci: …ho detto vabbè, tant’è che gli ho mandato…la lettera, ho detto guarda, fammi arrivare allo stato d’avanzamento dopodiché vado lentamente avanti!!
Barbieri: Si…
Tucci: Però a questo perché gli ho detto sì, perché lo vuole anche l’ex!!, sono tutti e due che lo vogliono!!

 

 

LA NUOVA STRADA CHE PORTA ALLA SS 18 CROLLA

Corruzione e collusione portano all’utilizzo di materiali scadenti rispetto a quelli pattuiti in contratto. Le conversazioni intercettate tra Barbieri, Tucci, Trozzo e Cittadini (quest’ultimo quale titolare dell’impresa subappaltatrice dell’opera) nella realizzazione del collegamento stradale alla statale 18. Il sottofondo stradale doveva essere di 30 centimetri. Per risparmiare almeno 80mila euro si sceglie di costruirlo con uno spessore inferiore ai 10 centimetri. Il terreno argilloso però potrebbe far cedere la strada. Non importa, bisogna risparmiare. Così prima ancora del collaudo il piano viabile frana sulla condotta d’acqua creando una crepa con copiose perdite. Rischio presente su l’intero tracciato della nuova strada.

 

LE ‘CARTE’ DELLA FIGLIA DI OLIVERIO

I lavori per la nuova seggiovia non erano stati autorizzati dall’ente Parco Nazionale della Sila. Nonostante ciò negli ultimi mesi del 2016 si assiste ad una vera e propria corsa al collaudo degli impianti di Lorica, caratterizzata da continue sollecitazioni ed interferenze della parte politica per accelerare le operazioni. In questo contesto si colloca, da parte dei direttori dei lavori Tucci e Guido, su istigazione di Zinno, l’ennesima condotta di falso, consistita nella certificazione della “corretta esecuzione dei lavori previsti” ai fini antincendio con dolosa omissione del mancato trattamento ignifugo delle pareti in legno delle strutture ricettive.

VELTRI: Si, si…mercoledì (Oliverio ndr) si vede con Del Rio (ex ministro delle Infrastrutture)…e porterà di persona la nota per il collaudo…
BARBIERI: Quindi questa vabbè, questa è una cosa che ci dà un vantaggio spaventoso a noi!!
VELTRI: Si, si, se la vede lui personalmente, ha detto “no, no, me la vedo personalmente io, anzi mercoledì ho appuntamento con Del Rio…” e
la consegna a lui…

 

Il 15.12.2016 è lo stesso Presidente Oliverio a rappresentare a Zinno la grave carenza documentale riscontrata dalla figlia Laura Oliverio, in servizio presso il Ministero delle Infrastrutture, che aveva visionato la relazione di collaudo statico, inviata senza neppure il prescritto deposito al Genio Civile, la quale risultava talmente scarna da apparire ‘irricevibile’. Per questo motivo, la sera stessa Zinno contatta Mimmo D’Ambrosio, dipendente del Genio Civile chiedendogli aiuto (“mi devi salvare solo tu..”) ed ottenendone l’immediata e riservata disponibilità (“senza parlare più!”). Il 27.12.2016 Zinno va a Roma per incontrare al Ministero il funzionario Di Giambattista, alla presenza di Laura Oliverio, al fine di ottenere la massima collaborazione da parte dell’Ustif. Al ritorno da Roma, Zinno è atteso da Oliverio alla stazione di Cosenza. Il presidente vuole che il business della Sila non si fermi. Lo conferma anche a Tucci: “Ingegnè, io tengo molto a Lorica!! Noi dobbiamo risolvere Lorica e io ci investirò, tu non puoi immaginare quanti soldi!!, ha detto lui…però tu mi devi spianare la strada!!” .

 

LA SEGGIOVIA PERICOLOSA E L’OPERAIO MORTO

Nel cantiere muore un operaio a dicembre del 2016. Enzo Bloise di soli 31 anni perde la vita mentre sta lavorando ad un cestello che improvvisamente si è staccato dal cavo portante. L’uomo è precipitato nel vuoto per una ventina di metri schiantandosi violentemente al suolo. Dopo un mese anche l’ingegnere Tucci il 2 gennaio 2017 si rende conto che l’impianto è pericoloso. Riferisce a Balada, rappresentante della Bartholet, di aver visto “una cabina stava urtando il pilone e all’ingresso si sbattono tra loro e non sono riusciti a fare le prove”. Poi Veltri riferisce a Barbieri che “la cabina va spesso in blocco e si ferma la linea ed entra il freno di sicurezza…poi ci sono molte cabine e non sempre la stessa cabina e mo ti spiego il perché…quando entra nella stazione di arrivo e di partenza oscilla in entrata…questo è un altro problema…poi non sempre funziona il freno di entrata in stazione…quindi spesso la cabina entra troppo veloce in stazione e quindi oscillando c’è il rischio che esce fuori dalla guida”.

 

 

“Siccome ieri hanno già fatto questa prova e si pensava fosse una…diciamo…anomalia della singola cabina..[..]…oggi quest’anomalia si è verificata anche su altre cabine quindi si è legato il problema non alla cabina, ma forse all’intero impianto. Tu ti rendi conto – urla Tucci – che eravamo nella stazione e na cabina mi stava venendo addosso perché non si è fermata…ma che cosa stai dicendo gli ho detto…ma come ti permetti di dire che l’impianto è collaudabile e meno male che non è venuta Ustif!. Le cabine entrano in stazione a velocità folle, slittano, ci sono anomalie in linea a due piloni…ho visto…ma dimmi una cosa…in una frenata di emergenza ho visto che la cabina proprio non ha toccato il pilone per 5 cm…è una cosa che può accadere questa?”. In data 19.1.2017 finalmente interviene il sequestro penale preventivo dei beni del Barbieri, ivi compresi gli impianti di Lorica, con conseguente interruzione della procedura di collaudo.

 

L”UOMO DI OLIVERIO’ PIANGE AL TELEFONO

Le cifre degli impianti Valle dell’Inferno e innevamento artificiale, allocati in bilancio regionale per 4 milioni e 200 mila euro, vanno liquidate per avere denaro per proseguire l’opera del Lorica Ski. Si ottiene il sostegno di Oliverio, ma ma l’avidità di Barbieri porta a ‘lesionare’ i rapporti con la Regione Calabria. Il 30.5.2016 il funzionario regionale Luigi Zinno riferisce all’ingegnere del gruppo Barbieri Francesco Tucci che il sub-appaltatore Iaquinta in lacrime, gli aveva rivelato che gli era stato pagato solo l’1% delle spettanze. “Quello così fallisce, – dice Zinno – cioè insomma non è possibile, guarda che lui farà una figura di merda, te lo dico, a parte con me, glielo devi dire proprio come te lo sto dicendo io, è una cosa vergognosa, perché tu mi avevi assicurato una cosa, ora posso capire che non gli dà il 100% e gli dà il 90, ma no che…lui piangeva questa mattina al telefono”. Significativo il fatto che, a distanza di qualche giorno, commentando con terzi le difficoltà economiche di Barbieri, Tucci affermi che i rapporti con Zinno si erano incrinati “ad un passo dal grande successo con il Presidente” a causa del mancato pagamento di Iaquinta, definito “un uomo del Presidente”.

 

 

Tale circostanza rafforza la prova della consapevolezza di Oliverio circa la scarsa affidabilità finanziaria del concessionario in quanto proprio Iacquinta aveva approfittato di un evento a Lorica per avanzare le proprie rimostranze direttamente al Presidente della Regione. Nel luglio del 2016, è direttamente Iacquinta a chiamare Tucci per lamentare il mancato saldo delle sue spettanze e questi, al termine della conversazione, esprime tutto il proprio disappunto per la condotta di Barbieri, che aveva utilizzato diversamente gli oltre 100mila euro da poco liquidati dal Rup Mele “per Iaquinta il quale che avrebbe potuto creare problemi con il Presidente”. L’ingegnere intercettato sbotta: “Niente…ma, dico, non pagare i 20mila euro a Iaquinta dopo queste cose…oggi, quando tu mi hai chiamato, non te l’ho detto perché avevo in macchina Mele!!, e non è che gli potevo far sentire che non avete pagato a Iaquinta se quello ti ha fatto un mandato di 100mila euro per Iaquinta!!…cioè, qua siamo nel campo del banditismo!!”.

 

 

I NOMI DEGLI INDAGATI

In carcere:
Giorgio Ottavio Barbieri, 42 anni

Ai domiciliari:
Vincenzo De Caro, 66 anni
Gianluca Guarnaccia, 43 anni
Carmine Guido, 58 anni
Marco Trozzo, 46 anni
Francesco Tucci, 63 anni
Luigi Zinno, 64 anni

Obbligo di dimora:
Gerardo Mario Oliverio, 65 anni
Marco Oliverio, 44 anni

Sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio per:
Rosaria Guzzo, 63 anni
Pasquale Latella, 54 anni
Damiano Francesco Mele, 52 anni
Paola Rizzo, 49 anni

Divieto temporaneo di esercizio di attività professionale e/o di impresa per:
Carlo Cittadini, 43 anni
Ettore Della Fazia, 58 anni
Gianbattista Falvo, 62 anni

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