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Assunti al Nord, lavorano al Sud. Disagi e sprechi per gli insegnanti cosentini

Se venissero colmati i posti vacanti al Sud, la sola provincia di Cosenza si ritroverebbe con 58 milioni di euro di stipendi in più sul territorio

 

COSENZA – Hanno un posto ‘fisso’, ma sono precari. Non sanno in quale città dovranno lavorare l’anno successivo. Per settimane costretti a fare la spola tra la Calabria e il Nord – Centro Italia. Sono gli insegnati in mobilità della provincia di Cosenza. Circa 200 persone che vivono in un limbo di ‘precariato contrattualizzato’ che comporta disagi per gli studenti, per le famiglie dei docenti e un enorme spreco di denaro. Nei giorni scorsi per far sentire la propria voce si sono incontrati nella Biblioteca Nazionale di Cosenza in piazza Toscano insieme ai sindacati per proporre la soluzione che consentirebbe a costo zero il rientro di tutti gli insegnanti fuorisede. Le affermazioni meno clementi che hanno irritato gli insegnanti sono state espresse da Francesca Guarasci della Uil che durante il suo intervento senza tenere conto delle particolari situazioni delle graduatorie e delle drammatiche anomalie del ‘sistema istruzione’ ha affermato “avete scelto voi di andare al Nord”. Francesco Gaudio della Cgil ha invece chiarito in maniera velata che non sosterrà la causa dei Docenti in Mobilità affermando: “non vi aspettiate che io mi schieri da una parte o dall’altra”.

 

Dichiarazioni che hanno acceso gli animi degli insegnanti cosentini a cui Pietro Falcone ha tentato di dare la parola per capire come risolvere il problema partendo da un’azione semplice: contare quanti siano i posti disponibili (in deroga e sull’organico di fatto) al Sud e valutare le percentuali da destinare alla mobilità e alle nuove immissioni. La Buona Scuola infatti si accanisce contro gli insegnanti meridionali senza però colmare i vuoti dell’offerta scolastica al Sud. Denunciato il mancato reinvestimento delle cifre recuperate dai tagli sulla scuola per stabilizzare i docenti. Nonostante una circolare ministeriale indichi come tempo utile per espletare le procedure della mobilità di fatto, il 31 agosto quest’anno ancora non sono del tutto completate quelle di assegnazione provvisoria con drammatiche ripercussioni per quanto riguarda i docenti che non si trovano in classe, problematiche per quanto riguarda le famiglie dei docenti costretti ad andare per 15-20 giorni a prendere servizio nelle sedi di titolarità del centro nord per poter poi rientrare e, perdere l’inizio dell’anno scolastico.

 

 

Ritardi che producono un doppio danno, per il sud in quanto ancora molti colleghi non hanno ottenuto l’assegnazione provvisoria pur essendo disponibili molti posti, sia per gli studenti del nord che si vedranno affiancati temporaneamente da docenti per 15-20 giorni e che poi spariranno perché trasferiti nelle province di provenienza e di residenza Il disagio investe tutta la penisola da nord a sud e colpisce la scuola sotto ogni punto di vista, da quello dei docenti, dei dirigenti scolastici, dalle famiglie ma soprattutto dagli studenti che si vedono più volte negate il diritto allo studio alla formazione in diritto ad avere un docente che lo affianchi con “continuità”. Paradossale come ciò accada pur essendo presenti al Sud centinaia di posti sull’organico di fatto, costringendo molti docenti titolari nelle sedi del centro nord ogni anno a subire disagi economici e violenze psicologiche per colpa di una macchina burocratica ed amministrativa sorda ed incapace di cogliere quali sono i reali bisogni della scuola italiana.

 

 

I MOSTRI DELLA BUONA SCUOLA

L’abolizione delle supplenze è un punto cardine della Buona Scuola di Renzi. L’assunzione di 100mila docenti però non ha comportato alcun risparmio. Anzi. Dal 2015 fino ad oggi, l’incidenza delle supplenze è addirittura aumentata rispetto a quella degli anni precedenti, in quanto oltre ai docenti titolari, ai docenti presenti nelle varie graduatorie tipo GAE, spesso si trovano a ricevere incarichi e supplenze per periodi più o meno lunghi, docenti presenti nelle terze fasce, nelle graduatorie d’istituto e paradossalmente, in alcune province anche docenti semplicemente laureati con le cosiddette Mad messe a disposizione. Il tutto mentre le graduatorie ad esaurimento esplodono e si continuano ad indire, senza alcun senso, nuovi concorsi in tutte le Regioni d’Italia violando la legge in cui sulle nuove assunzioni la mobilità volontaria ha la precedenza. Regola valida sia sui nuovi concorsi e sia sullo scorrimento delle graduatorie. A stabilire dove i Docenti in Mobilità debbano prendere servizio inoltre è un sistema informatico che non funziona. Un algoritmo che ha prodotto migliaia di ricorsi contro il ministero, che hanno dimostrato sicuramente l’inutile complicazione informatica.

 

LA SITUAZIONE DELLA PROVINCIA DI COSENZA

Una considerazione economica sulla situazione della provincia di Cosenza è sicuramente doverosa. Ogni anno circa 3.000 domande vengono presentate per le assegnazioni provvisorie da docenti titolari di cattedra fuori dalla provincia di residenza. Considerato il salario medio di ogni docente di circa 1.500 euro al mese si otterrebbe una cifra di circa 4 milioni e 500mila euro al mese di stipendi. Soldi che rimarrebbero nella nostra provincia e che rappresenterebbero una notevole “boccata d’ossigeno” per l’economia calabrese. In un anno sarebbero oltre 58 milioni di euro con un effetto a cascata per tutte le altre attività presenti sul territorio. “Evidentemente queste risorse – spiega Pietro Falcone del gruppo Docenti in Mobilità – non graverebbero sul bilancio dello Stato in quanto noi tutti siamo già docenti di ruolo (quindi già pagati) e consentirebbero di poter pianificare al meglio le nuove immissioni dove sono effettivamente necessarie con concorsi regionali e garantire continuità didattica agli alunni”.

 

All’incontro del Gruppo Docenti in Mobilità, costituitosi all’indomani delle immissioni in ruolo ai sensi della Legge 107/2015 cosiddetta ‘Buona Scuola’, hanno aderito Anief, Gilda, Cgil, Cisl, Uil, Confintesa, Sab e l’Associazione Nazionale Docenti. Sindacati che hanno informato i docenti degli incontri che si stanno effettuando con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca cercare di portare al 50 % (40% per la mobilita interprovinciale e 10% per quella professionale) la quota dei trasferimenti per consentire una mobilità intercompartimentale con la possibilità per un docente di essere assorbito in altri settori della pubblica amministrazione. Intanto i Docenti in Mobilità hanno già incontrato dei parlamentari e rappresentanti locali dell’attuale governo che si sono dimostrati disponibili al confronto ed al dialogo e sensibili alla problematica dei docenti fuori sede avviando un tavolo tecnico in cui verrà analizzata la proposta formulata per risolvere parte delle tragiche anomalie della Buona Scuola.

RIENTRO DI TUTTI I DOCENTI FUORI SEDE (PROPOSTA)

1) Piano straordinario di mobilità sul 100% dei posti disponibili, trasformare tutti i posti attualmente occupati dalla mobilità annuale (assegnazione provvisoria su posti comuni e di sostegno) in organico di diritto e destinarli solo per il piano di rientro straordinario. A questi ovviamente dovranno essere aggiunti quelli che ogni anno sono in organico di diritto.

 

2) La priorità dei trasferimenti deve essere data ai docenti residenti nella provincia di riferimento (ad esempio se la richiesta è per la provincia di Cosenza, dovranno essere soddisfatte dapprima tutte le richieste dei residenti nella provincia di Cosenza e successivamente tener conto dei residenti di altre province).

 

3) Blocco della mobilità professionale provinciale (per almeno un anno);

 

4) Abolizione del vincolo per il passaggio da sostegno a posto comune (attualmente 5 anni) e di permanenza nell’ambito (3 anni) in quanto con la L. 107/2015 siamo stati obbligati ad indicare tutte le abilitazioni in possesso indipendentemente dalla nostra volontà e/o competenza e, nella domanda di mobilità 2016-2017 siamo stati obbligati ad un trasferimento di fatto d’ufficio, sulla scorta del criterio della vicinorietà senza conoscere i posti a disposizione, anzi con una sensibile riduzione degli stessi rispetto a quelli indicati al momento dell’invio della domanda di assunzione a tempo indeterminato e, non sulla base della libera scelta di quale disciplina volere insegnare ed addirittura la mancata scelta tra posto comune e sostegno;

 

5) Rimodulazione delle classi di concorso per insegnamenti affini, prevedendo la possibilità per le classi di concorso di ordine/grado “superiore” di insegnare anche in quelle “inferiori” [per esempio chi è titolare sulla classe di concorso “matematica e fisica” qualora non sia stato soddisfatto nella scuola secondaria di secondo grado possa essere collocato nella classe di concorso “matematica e scienze” nella scuola secondaria di primo grado etc.]; di fatto ciò avviene già per gli incarichi direttamente dai dirigenti scolastici e per le graduatorie d’istituto in virtù del titolo di accesso;

 

6) Il sud Italia e la Calabria specialmente, possiede il tasso di dispersione scolastica, di disoccupazione e di presenza delinquenziale più alto d’Italia; la scuola e l’attività dei docenti rappresentano spesso uno dei pochi presidi di legalità per il nostro territorio e per i nostri giovani. Per tale motivo sarebbe opportuno istituire il tempo prolungato nelle scuole affinchè i nostri studenti possano essere coinvolti in attività e progetti che li tengano il più lontano possibile dai “pericoli della strada” e li aiutino ad acquisire competenze e professionalità spendibili nel modo del lavoro aiutandoli ad inserirsi con più facilità;

 

7) L’istituzione di docenti potenziatori, già previsti nell’organico dell’autonomia, affiancati ad ogni classe con il compito di mediare, approfondire, sviluppare i punti di forza degli apprendimenti e colmare e superare i punti di criticità e di debolezza (tali docenti potrebbero eccezionalmente essere utilizzati per colmare temporaneamente carenze nell’organico, o per attività e/o progetti pomeridiano, corsi di recupero, corsi di specializzazione e certificazione delle competenze informatiche-linguistiche-laboratoriali etc, attività di tutoraggio nelle ore di Alternanza Scuola-Lavoro);

 

8) Prevedere le nuove immissioni da Concorsi Abilitanti Regionali/Provinciali e/o da Graduatorie ad Esaurimento solo dopo aver completato le operazioni di mobilità e, quindi sul reale fabbisogno di docenti nelle aree geografiche effettivamente con carenze.

 

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