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Cosenza: ‘schiavi’ del traffico pronti a riaprire viale Parco

Appuntamento domani alle 18:00 in piazza dei Bruzi la protesta indetta per riaprire viale Mancini interdetto da mesi al transito nonostante i lavori per la metrotramvia non siano mai iniziati

 

COSENZA – “Siamo cosentini e cosentine stanchi di vivere in una cittĂ  diventata una sorta di prigione di traffico, siamo i commercianti di Viale Parco a cui avete deciso di distruggere la vita e che da qualche mese abbiamo visto precipitare i nostri affari in un momento giĂ  duro, alcuni di noi – si legge in una nota firmata cosentini e cosentine contro la metro – sono stati elettori dell’attuale sindaco che ci aveva promesso di opporsi ad unopera inutile e insostenibile come la metro per poi cambiare idea una volta vinte le elezioni.

 

 

Non solo hanno cambiato idea in barba al volere della cittadinanza ma giocano sulla nostra pelle, ci avevano spiegato che i tempi dei lavori sarebbero stati tempi record e invece nemmeno il tempo di iniziare che abbiamo il Viale chiuso da mesi senza nessun lavoro! Come se non bastasse, hanno chiuso il viale senza un’alternativa con enormi rischi per la sicurezza dei cittadini. Basta! Siamo stanchi di una campagna elettorale per le prossime regionali che Occhiuto e Oliverio giocano sulla pelle dei cittadini. Che vergogna questi ultimatum periodici (saranno stati giĂ  3 o 4) da parte del sindaco che alza il prezzo e poi si adegua, mentre tutti i problemi rimangono a noi”.

 

 

Un’amministrazione che ignora anche la richiesta di consultazione che viene da 3.500 cittadini perchĂ© ha paura che il giocattolo salti, che la gente possa esprimere in massa la contrarietĂ  a quest’opera inutile e dannosa. Domani alle 18:00 ci ritroveremo in Piazza dei Bruzi perchĂ© questa cittĂ  e le nostre vite non sono lo strumento elettorale di Mario Oliverio e di Occchiuto, perchĂ© vogliamo che riapra il viale e che vengano sospesi i lavori di questa truffa colossale che si chiama metropolitana leggera. La democrazia dei cittadini è una cosa troppo seria per affidarla ai balletti di palazzo di gente che cambia idea ogni due giorni a seconda dei sondaggi elettorali”.