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Metrotramvia: disagi al traffico e periferie abbandonate, cittadini chiedono ascolto

La chiusura di Viale Parco ha reso insostenibile la viabilitĂ  di Cosenza e peggiorato le condizioni dei servizi di trasporto pubblico locale

 

COSENZA – “A seguito delle polemiche sulla costruzione della metro e sulla difficile viabilitĂ  che stanno infiammando il dibattito cittadino nelle ultime settimane, come Cgil di Cosenza  – afferma in una nota Pino Assalone Segretario Confederale della Camera del Lavoro cosentina – vorremmo riflettere sui problemi che i cittadini vivono nella quotidianitĂ , senza, tuttavia, voler minimizzare la questione della mobilitĂ , ormai resa insostenibile, decisa dal sindaco Mario Occhiuto, e subita dai cosentini senza un minimo giovamento. DifficoltĂ  che, sommate a quelle ormai secolari della rete dei trasporti cittadini, non si risolvono con delle scuse che lo stesso sindaco ha inteso rivolgere alla cittadinanza.

 

Riteniamo che sia stato oltremodo svilito il diritto alla partecipazione alle scelte collettive che rendono i gruppi di persone comunità democratiche parte integrante di un progetto comune in una dimensione partecipata. La nostra città resta ancora crocevia di troppe contraddizioni. Un viale Parco ammirato e salutato, solo pochi anni fa, come un progetto avveniristico ed oggi, invece, destinato ad una selvaggia espropriazione della sua funzione, attraverso un disegno architettonico, ma soprattutto politico, che ne trasformerà la sua oramai consolidata identità. Non vi è dubbio che le forme urbane di questi decenni hanno registrato profondi cambiamenti dai quali non è possibile prescindere. Le piazze ed i luoghi di incontro e di socializzazione sono messi in discussione dai nuovi centri commerciali e rivoluzione telematica. Le periferie vivono disagi ambientali, sociali culturali ai quali, ad oggi, non si è data la possibilità di una integrazione veramente democratica.

 

 

Il nostro centro storico assolve al ruolo di una contraddizione permanente: a tratti una funzione estetica e di rappresentanza durante il giorno e di assoluto luogo di abbandono durante le ore notturne. Nel contempo constatiamo, da un lato, l’affievolimento di tutta una serie di riferimenti culturali e valoriali che si erano consolidati nel corso del tempo e dall’altro lato l’emergere prepotente di molte chiusure identitarie, spesso sostituite da prodotti tendenti ad una  commercializzazione effimera e ripetitiva. Questa è una città che continua a costruire, cemento su cemento, e non guarda a quanti vivono la città in modo distratto, privi di consapevolezza, privi di cittadinanza attiva, a volte in condizioni di emarginati o peggio ancora di sradicati. La democrazia va alimentata e la richiesta di un consiglio aperto sulla metro, aldilà delle singole posizioni, va recepito dall’amministrazione come momento di confronto e discussione e non può essere liquidato in modo formale. Questa è una città emblema di letture delle molte crisi del nostro tempo, al di la delle sperimentazioni architettoniche prodotte durante questi anni.

 

 

Si ha bisogno di un welfare urbano rispetto al quale le istituzioni locali debbono porsi in una posizione di servizio, di promozione e di regolazione. Il modello semplificativo del decisionismo adottato dalla amministrazione comunale si rivela del tutto inadeguato di fronte alla complessitĂ  e alla interdipendenza degli interessi in gioco. Il rapporto, non solo con i cittadini, ma soprattutto con le parti sociali deve essere costante e non può apparire risolutiva l’idea che chi manifesta contrarietĂ  ed opposizione sia ideologicamente e culturalmente il nemico da cui bisogna tenere le debite distanze, non tanto per ricercare un reale confronto ma per opportunistiche logiche e metodi ormai consolidati nella cultura amministrativa di questa cittĂ . Riteniamo che sia invece indispensabile un protagonismo concertativo ormai da molto tempo assente dalla politica di questa cittĂ  e da questa amministrazione. Il confronto che chiediamo al sig Sindaco – conclude il segretario Assalone della Cgil – nasce dall’auspicio che si possa cambiare prospettiva mirando a coinvolgere in modo adeguato, e sistematico, nei processi decisionali, tutte le forze sane di questa cittĂ ”.

 

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