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Guida in stato di ebbrezza, assolto un 25enne: misurazione falsata per eccesso

Al 25enne, denunciato penalmente era stata ritirata la patente di guida con una sospensione di sei mesi. Ma il giovane ha sempre sostenuto di non avere bevuto. La difesa ha dimostrato come l’etilometro abbia fornito misurazioni falsate per eccesso

 

COSENZA – In data odierna, il Tribunale Penale di Cosenza nella persona del Giudice Fulvia Piro ha assolto dall’accusa di guida in stato di ebbrezza un 25 enne di Rogliano,  R.J.O., difeso dall’avvocato Antonella Rizzuto.

Il giovane era stato fermato a bordo della propria autovettura, insieme a due amici, la notte del 20 marzo 2016 e, risultato positivo al cosiddetto alcol test, era stato denunciato penalmente con immediato ritiro e sospensione della patente di guida per sei mesi. Lo stesso, tuttavia, ha sempre sostenuto di non essersi messo alla guida in stato di ebbrezza. Eppure, dopo poco tempo dalla denuncia, si vide recapitare un decreto penale di condanna in cui gli veniva contestata anche, ed erroneamente, l’aggravante di avere provocato un incidente stradale; decreto prontamente opposto dalla Difesa, con richiesta che venisse celebrato un regolare processo.

Ebbene, dopo una lunga e articolata istruttoria dibattimentale, l’avvocato Antonella Rizzuto ha dimostrato come la modalità di espletamento del test etilometrico sul proprio assistito evidenziasse un’anomalia dei risultati ottenuti e, dunque, l’ inattendibilità degli stessi.

A tale conclusione, la Difesa è giunta grazie alla valida consulenza specialistica fornita dalla  Dott.ssa Caterina Iorio, la quale ha spiegato come il metodo di verifica con etilometro prescinda gravemente da ogni elemento della scienza di fisiologia umana che, attraverso i meccanismi di assorbimento, distribuzione e metabolismo all’interno del corpo umano, è in grado di accertare in modo certo e univoco se un soggetto sia in stato di ebbrezza o di ubriachezza e i relativi stadi ancorché di non evidente sintomatologia.

Peraltro, le misurazioni spirometriche, basate sulla concentrazione alcolica presente nell’area alveolare espirata dal soggetto, possono essere influenzate da più fattori. Senza tacere sul fatto che tale strumento, di fatto, misura non solo l’aria valvolare espirata, ma anche i vapori d’alcol presenti del tratto orale-esofageo, fornendo misurazioni falsate per eccesso. Dinanzi a tali  evidenze processuali, anche la Procura impersonata dalla D.ssa Angelina De Luca ha giustamente convenuto per l’assoluzione dell’imputato, assolto perchè il fatto non costituisce reato.