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Jolly-Museo Alarico, Occhiuto denuncia: “c’è un comitato corruttivo politico-ideologico”

Dopo la diffida nel procedere ai lavori per il Museo di Alarico sulle macerie dell’ex hotel Jolly il sindaco convoca la stampa e annuncia “è un atto illegittimo e sono partite le denunce”

 

COSENZA – Se Alarico sapesse quanto sta accadendo intorno alla sua figura si rivolterebbe in quella tomba mai scovata nella confluenza tra il Crati e il Busento. Dalla demolizione dell’ex hotel Jolly e dunque dalle sue macerie sarebbe dovuto nascere il Museo di Alarico, bloccato però “dall’annullamento in autotutela, da parte della Direzione generale Abap, della nota n. 9749 del 7 agosto u.s. a firma del soprintendente Abap per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone”.

Il sindaco di Cosenza, nel pomeriggio, ha convocato la stampa per annunciare di avere pronte le denunce contro quello che lui stesso ha definito un “comitato d’affari politico e ideologico” composto da politici e anche accademici che avrebbe influenzato le decisioni del Mibact a danno delle politiche turistico-culturali della cittĂ  di Cosenza.

Tutto è nato dunque dall’esultanza della senatrice del M5S Margherita Corrado, archeologa e componente della Commissione Cultura del Senato e da due missive della dirigente Elena Calandra che non sarebbero concordanti. E così il mito di Alarico finisce in Procura. Mario Occhiuto, nella premessa cita tutti quelli che ritengono fondata la storia di Alarico seppellito con il suo tesoro alla confluenza tra il Crati e il Busento, dagli storici agli archeologi: “ci hanno ripreso tutti i giornali del mondo, favorendo anche un’attivitĂ  di marketing territoriale che è stato fatto dall’Amministrazione Comunale senza nessun costo e riprendendo tutta questa storia”.  Una possibilitĂ  di utilizzare in chiave turistica il mito del Re dei Goti.

“Ma un comitato che fa capo alla politica e al mondo accademico si oppone, per motivi politici e ideologici, e crea problemi e pressioni ai funzionari della Soprintendenza. Come tale funzionario Bianchini che dalla Provincia avrebbe chiamato il responsabile che rilascia l’autorizzazione per il nulla osta paesaggistico per fare pressioni ed evitare il rilascio. E’ un’attivitĂ  molto grave, una sorta di corruzione in atti politici. Un’azione che vede l’utilizzo di funzionari dello Stato per un interesse ideologico”.

Occhiuto punta il dito in primis contro la senatrice Margherita Corrado del Movimento 5 Stelle che ha esultato diramando la notizia della revoca. “Si tratta di un nulla osta paesaggistico per un progetto finanziato dal Cipe e approvato dalla Regione Calabria e anche per questo siamo stati votati dai cittadini di Cosenza. Un’azione sciagurata che cerca di piegare pareri che nulla hanno a che vedere con il museo di Alarico”.

E poi c’è la questione Sorbona: “c’è stata una richiesta da parte di un’associazione che attraverso delle indagini non invasive avrebbe fatto ricerche sulla tomba di Alarico individuando masse metalliche senza neanche scavare, con un georadar magnetico. E’ un’attivitĂ  che si fa da fuori e non è invasiva, non serve scavare o muovere la terra. Per questo riteniamo sia un atteggiamento di tipo ideologico e anche contrario all’amministrazione comunale. Se le indagini non sono invasive, ciò dimostra che qualunque azione noi proponiamo è osteggiata. Questo diventa un problema soprattutto per i cittadini che devono subire rallentamenti e disagi. Ed è successo così anche per il centro storico”.

“In pratica c’è una lettera ufficiale della Calandra a Pagano in merito, si presuppone alle sollecitazioni della senatrice Corrado, in merito a queste indagini non invasive. E poi invece è stata pubblicata su un blog una revoca-diffida e allora non so dove sia la veritĂ ”. E’ strano che ci sia un atto a favore e uno contro. La lettera che abbiamo e che Pagano ha ricevuto non ha alcun problema. Non so – spiega Occhiuto – se è un atto perciò, successivo che deve arrivare e ho chiesto anche alla Sovrintendenza oppure è un atto che era stato pensato e non era stato prodotto. La nostra denuncia serve per chiarire questa situazione che fa emergere una sorta di comitato di corruzione politica e ideologica e che sono mirate a bloccare le opere dell’amministrazione comunale”.

La figura attorno alla quale ruota il discorso di Occhiuto è quella di Elena Calandra della Direzione generale che avrebbe firmato una doppia missiva, una con l’ok e l’altra di diffida e revoca: “una cosa assurda, ed è per questo che presenteremo denunce nei prossimi giorni alla Procura della Repubblica. Io sono esperto di questa materia e il Comune deve richiedere un nulla osta paesaggistico. Ma l’autotutela si può fare per un atto, non dopo che questo è stato fatto e senza nessun motivo. E’ illegittimo. Questo dimostra un atteggiamento persecutorio e che la corruzione esiste anche nella politica. Qua c’è qualcuno che corrompe dirigenti che devono essere terzi e noi siamo qui per difenderci”. 

Parla anche il comandante della Polizia Municipale De Rose: “Noi raccontiamo una serie di questioni, poi sarĂ  il procuratore ad identificare le persone e le condotte penalmente rilevanti, tra Cosenza e Roma. Ma le questioni sono palesemente erronee e quindi dolose, eclatanti, irrituali ed abnormi per le quali pensiamo ci sia un disegno politico dietro. SarĂ  la magistratura ad accertarlo”.

“La nostra attivitĂ  va avanti in ogni caso – conclude Mario Occhiuto – e confidiamo di risolvere questi problemi che non esistono e, per fortuna, abbiamo trovato una leale collaborazione del sovrintendente Pagano. Noi siamo qui per realizzare il nostro programma. Vogliamo costruire per produrre ricchezza sul territorio, mentre c’è chi lavora in segreto e per distruggere. Esiste nella nostra cittĂ  e nella nostra regione chi fa politica in questo modo, assolutamente negativo. Oggi ci difendiamo e produciamo questa denuncia”.

 




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