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Scarpe antinfortunistiche: come scegliere quella perfetta per te

L’abbigliamento ideale per lavorare in sicurezza non rinunciando alla comodità

 

Quando si lavora è importante essere comodi e sicuri per poter lavorare bene e al meglio. In alcuni settori viene esplicitamente richiesto abbigliamento specifico che protegga il personale dagli infortuni, specialmente se si utilizzano macchinari particolari o sostanze pericolose. Nell’abbigliamento per il lavoro rientrano le scarpe antinfortunistiche. In base al proprio contratto può essere richiesto un diverso grado di protezione, sta al soggetto poi scegliere se vuole essere più sicuro o meno adottando una scarpa di grado superiore. Le scarpe antinfortunistiche sono di vario genere e fasce di prezzo. Trattandosi di qualcosa che bisogna indossare per lavorare, tuttavia, è importante badare più alla qualità che al prezzo, anche se ci sono negozi che riescono a coniugare le due cose. Cambiano i brand, cambiano i colori: quello che resta costante deve essere la comodità. Cosa intendiamo come comodità? Innanzitutto la flessibilità: muovendosi è bene che le scarpe seguano il piede e si adattino anche quando bisogna piegarsi. É fondamentale inoltre che la scarpa sia leggera per favorire il lavoratore e non appesantirlo. È chiaro che a volte è indispensabile utilizzare materiali un po’ pesanti, come l’alluminio. In questi casi si cerca di alleggerire il resto della struttura. In base al piede del soggetto cambieranno calzata e tomaia.

 

I MODELLI DI SCARPE ANTINFORTUNISTICHE

La scarpa antinfortunistica può essere di vario tipo in base a quanto sia indispensabile proteggere il piede e in base alle esigenze del soggetto. Ci sono le scarpe basse che proteggono il piede, quelle un po’ più alte che arrivano a coprire anche la caviglia, gli stivali fino al ginocchio. Sempre in questa categoria di scarpe possono rientrare i sandali che si aprono facilmente o gli zoccoli che sono aperti dietro, fissati al massimo da una cinghietta. Ogni modello ha caratteristiche proprie che lo distinguono e lo rendono più o meno sicuro. Un ruolo chiave è rappresentato dal puntale, cioè da quel rinforzo in punta che protegge le dita da urti e schiacciamento. Alla base corre invece una lamina antiperforazione per assicurare il piede nella parte inferiore. Nell’uso della scarpa un ruolo non da poco lo ha anche la stessa suola esterna che può avere diverse caratteristiche in base all’ambiente di lavoro: ci sono suole antiscivolo, antiacido, antistatiche, antiabrasive. Normalmente la suola è di poliuretano compatto, raramente di gomma nitrilica.

 

È LA SCARPA GIUSTA? COME AVERNE CERTEZZA

Sotto il punto di vista legale per essere certi di essere a norma è sufficiente controllare sulla scarpa il grado di protezione e vedere se corrisponde a quello indicato sul proprio contratto di lavoro. Il livello di sicurezza è indicato da una sigla di poche lettere preceduta dalla lettera S che sta per Security. Il grado minore è il B, base e prevede essenzialmente la punta d’acciaio. Il grado 1 aggiunge a quest’ultimo la suola antistatica. Il grado S1P ha anche la suola antiperforazione. Passando all’S2 si hanno tutte la caratteristiche di S1, con in più una tomaia e materiali che impediscono all’acqua di entrare per un’ora. S3 ha le qualità di S1, S2 e S1P. I gradi S4 e S5 sono i massimi gradi di sicurezza, impermeabili in qualunque situazione.




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