Cosenza, racket in città, continuano le intimidazioni

Presa di mira una officina per la lavorazione dell’alluminio. Dato alle fiamme il furgone aziendale ma il proprietario aveva già ricevuto un altro “avviso” con bottiglia e proiettile

 

COSENZA – Incendio doloso a Cosenza, presa di mira una officina per la lavorazione dell’alluminio. Ad essere dato alle fiamme, poco dopo le 11 di ieri sera in una traversa di via Popilia, un furgone, un Fiat Ducato. Nonostante l’intervento celere dei vigili del fuoco le fiamme avevano già divorato la cabina guida. Il mezzo, era parcheggiato all’interno di una piccola recinzione, attigua all’officina chiusa da un cancello in ferro.

A dare l’allarme alcuni residenti che hanno visto le fiamme. Dopo avere terminato le operazioni di spegnimento, evitando il propagarsi delle fiamme alla struttura, i vigili del fuoco hanno effettuato un sopralluogo verificando l’esistenza del dolo nonostante non sia stata rinvenuta alcuna tanica o altro materiale. Inoltre secondo quanto avrebbe dichiarato il proprietario il furgone era fermo dalle sette di sera. Sempre il proprietario, 54 anni, avrebbe poi dichiarato alle forze dell’ordine che i primi mesi di novembre avrebbe rinvenuto davanti all’ingresso dell’officina una bottiglia di plastica contenente benzina ed un proiettile attaccato a quest’ultima mediante nastro adesivo. L’uomo avrebbe pensato ad uno scherzo buttando via la bottiglia e decidendo di non denunciare il fatto. Le indagini si diriggono verso la pista del Racket.

Negli ultimi mesi insistenti sono stati gli episodi intimidatori denunciati ai danni di imprese edili ed esercizi commerciali senza purtroppo avere contezza di quelli non denunciati a causa della paura che blocca le vittime nel collaborare con le forze dell’ordine preferendo pagare