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Errori sui voti conteggiati in Calabria, Salvini eletto ‘per sbaglio’

La situazione più paradossale in una sezione di San Fili dove tra le irregolarità nel calcolo delle preferenze i voti anziché essere aggiunti sono stati detratti (- 59) all’aspirante parlamentare che da mesi chiede chiarezza

 

COSENZA – Traballa il seggio da senatore ottenuto da Matteo Salvini con i voti dei calabresi. Preferenze su cui sono emerse numerose anomalie nei calcoli presentati dall’Ufficio elettorale regionale della Corte d’Appello di Catanzaro. Per questo motivo la Procura Generale di Catanzaro dopo i primi accertamenti aveva tentato di interrompere le proclamazioni dei neoparlamentari. Alla Camera è riuscita a ‘correggere’ parte degli errori con i quali centinaia di voti raccolti da Forza Italia erano stati attribuiti a Fratelli d’Italia nei Comuni di Africo, Taurianova, Caulonia, Cosenza e alcune sezioni di Vibo e Catanzaro. Tremilacinquecento preferenze che hanno fatto sì che al posto del candidato di Fratelli d’Italia Fausto Orsomarso entrasse alla Camera dei Deputati Maria Tripodi di Forza Italia. Al Senato invece la magistratura non ha bloccato in tempo le nomine dei parlamentari nonostante le segnalazioni dell’aspirante parlamentare Fulvia Caligiuri che ha documentato oltre 60 casi di trascrizioni di voti ambigue. Se la candidata dovesse aver ragione significherebbe che i calabresi non hanno scelto Matteo Salvini per farsi rappresentare al Senato dalla Lega Nord. Vittorioso anche in altre circoscrizioni il Ministro dell’Interno dovrebbe spodestare il senatore leghista nominato dal Lazio e prenderne il posto che in Calabria spetterebbe a Forza Italia, in particolare alla prima dei non eletti dei candidati al plurinominale di Forza Italia: Fulvia Caligiuri.

 

LE ANOMALIE E I VOTI ‘TRAFUGATI’

Nella relazione sulla verifica dei voti della lista di centrodestra durante le elezioni al Senato del 2018 per l’identificazione di errori nelle procedure di trascrizione e conteggio dei risultati per l’assegnazione dei seggi l’ingegnere Pierangelo Veltri docente di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università della Calabria ha riscontrato diverse anomalie. Tra i verbali trasmessi dalle sezioni e quelli definitivi della Corte d’Appello di Catanzaro è certo che vi siano delle differenze. I voti totali della lista di centrodestra (Forza Italia più Lega più Fratelli d’Italia più Noi con l’talia) sono pressoché corrispondenti, tranne nel caso di Seminara in cui in una sezione sono stati di fatto azzerati, ne risultavano più di cento quando gli scrutatori hanno redatto il primo verbale, zero invece quando sono stati ufficializzati dagli atti della Corte d’Appello di Catanzaro. In numerose sezioni sarebbero invece state invertite le colonne dei voti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un esempio su tutti. Cirò Marina: dalla sezione risultano 6 voti a Fratelli d’Italia e 62 voti a Forza Italia. Per la proclamazione dei senatori invece ne sono stati attribuiti 6 a Forza Italia e 62 a Fratelli d’Italia.

 

 

Fenomeno che si è verificato in maniera palese a Tropea con 177 voti persi da Forza Italia e ‘vinti’ da Fratelli d’Italia. Un ‘gioco’ che ha disperso 2126 voti dei forzisti che ora chiedono siano attribuiti al loro partito con la conseguente entrata di Fulvia Caligiuri in Parlamento. Il caso più paradossale analizzato dal professore Veltri è quello di San Fili. A Forza Italia sono stati attribuiti – 59 voti e quindi detratti dalle preferenze totalizzate nelle altre sezioni. Una pratica assurda e ingiustificabile. In altri casi come Acquappesa, Caulonia o Palmi i voti di tutti e quattro i partiti sono stati sommati e aggiudicati alla Lega senza alcuna motivazione logica visto che i voti vanno attribuiti ai partiti che sono stati indicati con una croce sulla tessera elettorale dai cittadini nelle cabine. Alla luce dei calcoli redatti nella perizia di Veltri aggiungendo in totale 2.611 alle preferenze di Forza Italia e togliendone 301 alla Lega e 1963 a Fratelli d’Italia, alla lista Forza Italia Berlusconi presidente per il Senato della Repubblica spetterebbero due seggi e non uno (già assegnato a Mangialavori). Seggio ad oggi ricoperto dal ministro all’Interno Matteo Salvini.

 

L’ASPIRANTE PARLAMENTARE: “NON C’E’ NESSUN CONTROLLO”

Fulvia Caligiuri l’aspirante parlamentare che entrerebbe in Senato al posto di Matteo Salvini spiega “attendo risposte dai primi di aprile quando ho segnalato le irregolarità nelle elezioni svoltesi in Calabria”. “Ci siamo resi conto dell’incongruità dei dati – afferma Fulvia Caligiuri – quando ancora erano in itinere le operazioni di valutazione delle schede elettorali. Avevamo copie verbali di alcune sezioni di Cosenza ed i dati erano diversi da quelli della Corte d’Appello di Catanzaro, perché era palese che le colonne dei voti tra Forza Italia e Fratelli d’Italia erano stato invertite. Abbiamo mandato diverse comunicazioni per allertare l’Ufficio elettorale regionale della Corte d’Appello di Catanzaro, ma non abbiamo avuto alcun riscontro. Alla Camera l’inversione del numero dei voti ha portato prima all’elezione di Orsomarso di Fratelli d’Italia e poi, dopo aver conteggiato i voti, a quella di Maria Tripodi di Forza Italia. Per quanto riguarda il Senato non si è potuto far nulla perché i dati errati erano già stati trasmessi a Roma.

 

 

A Seminara avevamo diversi voti e non ne è stato conteggiato neanche uno. Però quello che ci ha stupito di più è San Fili. Pensavo fosse un errore di battitura quel ‘- 59 voti’ invece mi hanno proprio tolto 59 preferenze. Una vicenda ridicola, ho chiesto il perché e stringendosi le spalle mi hanno invitata a fare ricorso. Come è possibile – si chiede ridendo – che a un candidato il risultato dei voti siano in negativo? O ci sono o non ci sono, ma non vengono detratti. Mi son resa conta che non c’è nessun controllo dei dati e capisco che gli errori su questi enormi fogli compilati a mano con tutte le sezioni della Calabria possano essere anche grossolani. In questo caso se venissero corretti io dovrei entrare al Senato perché a Forza Italia spettano due seggi in base al Rosatellum, la nuova legge elettorale con la quale sono stati ripartiti”. Il caso è ora al vaglio della Giunta per le elezioni del Senato che essendo organo politico non ha una scadenza per esprimere il proprio parere.

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