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Idee confuse e impraticabili per la nuova megadiscarica in provincia di Cosenza

Nessuna proposta ufficiale pervenuta alla Regione Calabria. Il vice presidente dell’ATO indica tre Comuni che potrebbero accogliere tutta la spazzatura della provincia chiarendo che: “l’ecodistretto sarà a nord di Cosenza”

 

COSENZA – Sul futuro dei rifiuti, per ora, si è deciso di non decidere. L’incontro tenutosi martedì 6 novembre a Catanzaro avrebbe dovuto chiarire tre fondamentali questioni: dove saranno smaltiti i rifiuti, con quali costi e come le competenze del servizio entro i prossimi mesi verranno trasferite dalla Regione Calabria ai singoli Comuni. Le cinque ATO (Cosenza, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria) in cui è stato diviso il territorio, però non sono pronte per il nuovo corso. A Cosenza i sindaci non hanno neanche partecipato all’ultima riunione tra tutti gli amministratori della provincia facendo mancare il numero legale necessario ad assumere qualsiasi tipo di decisione. Un problema comune anche alle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia che dovrà essere risolto nei prossimi 15 giorni termine entro il quale ogni ATO dovrà presentare la propria soluzione allo smaltimento dei rifiuti con le zone in cui ubicare le discariche, la tariffa da applicare e il rapporto con i gestori dopo il subentro. Ogni decisione è stata quindi rinviata. Preoccupante la situazione di Cosenza dove per ovviare alle assenze dei sindaci si è deciso di modificare lo Statuto ritenendo inutile il parere della metà più uno dei Comuni della provincia (quindi 76 sindaci su 150). Se nel prossimo incontro la modifica verrà approvata per qualsiasi scelta basterà avere l’approvazione dei primi cittadini che rappresentano la metà più uno dei residenti. Saranno quindi i Comuni più popolosi a dettare legge. Nel frattempo si brancola nel buio.

 

MEGADISCARICA, LA PROVOCAZIONE DIVENTA UNA PROPOSTA

La megadiscarica in cui conferire i rifiuti dell’intera provincia di fatto non è chiaro dove verrà ubicata. Nella scorsa assemblea dei sindaci si è parlato del sito di Santa Caterina Albanese. Il sindaco però era assente. E nonostante sia contrario al progetto il suo territorio rientra, come affermato dal vicepresidente dell’ATO Cosenza Vincenzo Granata, tra quelli deputati ad accogliere tutta la spazzatura cosentina. Una situazione paradossale come spiega il primo cittadino del piccolo Comune della valle dell’Esaro Roberto Lavalle. “Quando ho preso la parola durante l’ultima riunione dei Comuni della provincia di Cosenza a cui ho partecipato – afferma il sindaco di Santa Caterina Albanese – ho lanciato una proposta provocatoria. Dicendo ‘facciamolo nel mio territorio visto che non riuscite a trovare una soluzione e da anni non siete in grado di risolvere il problema. Abbiamo la possibilità di avere due tipi di impianto uno che deve distare in linea d’aria un chilometro e mezzo, un altro soli 150 metri: io però nei terreni di cui si parlava ho le case a soli 100 metri. E’ chiaro che non si può fare.  Già su quel territorio esiste la vecchia fornace Brunori Laterizi zeppa di eternit. Una bomba ecologica che stiamo cercando con di bonificare con i finanziamenti ricevuti. Ho detto ad alta voce, con chiarezza, che stavo facendo una proposta provocatoria per sollecitare l’intervento della Regione Calabria che non è in grado di dare delle direttive precise a noi sindaci perché non ha le idee chiare. Parliamo di un impianto di 45 milioni di euro a cui non siamo interessati. A dimostrazione di ciò non ho mai invitato i tecnici della Regione Calabria per valutare l’idoneità del sito a differenza dei Comuni di Castrolibero, Castrovillari, Rende, Torano, Mongrassano, Acquaformosa che si sono detti disponibili ad accogliere tutti i rifiuti della provincia di Cosenza. La discarica nel mio Comune non si farà, perché non ce ne sono i presupposti, manca la distanza minima dalle abitazioni per tutelare la salute pubblica”.

 

 

COMUNI VOTERANNO LA MEGADISCARICA

E’ stato quindi un incontro di ricognizione sul lavoro non effettuato. A chiarire quale sia lo stato dell’arte è il consigliere comunale di Cosenza Vincenzo Granata Vice Presidente vicario dell’ATO Cosenza per l’organizzazione del servizio rifiuti nel territorio della provincia. “Il risultato finale – spiega Granata – è stato un rinvio. La provincia di Cosenza non ha fornito un parere o una proposta sull’ecodistretto in cui conferire i rifiuti, la tariffazione e il passaggio di consegne perché nell’ultima assemblea dei sindaci non è stato raggiunto il numero legale. Dobbiamo vederci nei prossimi giorni ed invito tutti gli amministratori a partecipare in segno di responsabilità. Serve votare la localizzazione dell’impianto pubblico di smaltimento perché per legge ogni Ato deve avere una discarica. Le altre province non so se hanno già stabilito dove ubicarla. Noi abbiamo localizzato già alcune superfici: Santa Caterina Albanese, Acri e Castrovillari”. Sul fatto che la soluzione di Castrovillari è già stata bocciata dalla Regione a causa del forte impatto ambientale sul Parco Nazionale del Pollino e che a Santa Caterina Albanese non ci sono le distanze minime dall’abitato il vice presidente dell’ATO Granata ha chiarito che la megadiscarica “in ogni caso sarà costruita nella parte a nord di Cosenza. Dei siti di questi tre Comuni non ho visionato né planimetrie, né criticità, né sopralluoghi. Certamente c’è però l’intenzione di votare in assemblea la fattibilità delle proposte quindi vedere se si è d’accordo o meno. Per uscire da questa fase di stallo serve buon senso e spirito di collaborazione da parte di tutti”.

 

 

LE CONTRADDIZIONI DELLA DIFFERENZIATA

Nel frattempo si teme una ‘ripicca’ dei privati che già stanno annunciando di essere saturi e di non poter accogliere altri rifiuti indifferenziati. L’ombra dell’emergenza rifiuti incombe sui territori mentre la Regione Calabria contribuisce a creare confusione. Nonostante chieda di creare 5 ecodistretti finanzia piccoli impianti per ”elevare il servizio di raccolta differenziata”. Il Dipartimento Ambiente e Territorio ha infatti approvato nei giorni scorsi, con decreto dirigenziale n. 12509 del 02/11/2018, la graduatoria definitiva delle proposte progettuali ammesse a finanziamento nell’ambito dell’avviso regionale rivolto ai Comuni calabresi con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. “A fronte dei 224 enti locali che hanno fatto domanda – si legge in una nota della Regione Calabria – sono ben 154 i comuni finanziati in via definitiva dal bando, con il coinvolgimento di circa 340.000 abitanti. A seguito delle attività svolte dalla Commissione appositamente nominata per la verifica dell’ammissibilità e la valutazione delle domande, il provvedimento ufficializza l’elenco dei beneficiari la cui proposta progettuale è stata ammessa per un impegno complessivo di oltre 8,3 milioni di euro a valere sul POR Calabria 2014/2020. Con questo finanziamento si aiutano i piccoli Comuni calabresi che costituiscono la struttura portante della nostra regione. Essi potranno elevare l’efficienza del servizio reso ai cittadini e concorrere con i Comuni più popolosi a innalzare la percentuale regionale della raccolta differenziata”. Insomma l’esatto contrario di ciò che ha imposto con il Piano Rifiuti.

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