Comitato No Metro: Occhiuto risponde

Un post su Facebook con cui il primo cittadino interviene sulla costruzione della Metro riportando l’intervista integrate fatta del 2016. E il comitato chiede un Consiglio Comunale

 

COSENZA – «A seguito della consegna, presso l’ufficio protocollo del comune, di circa 3500 firme contro la metro, il sindaco di Cosenza ha tentato di rispondere pubblicamente alle nostre obiezioni – scrive in una nota il Comitato No Metro. Occhiuto ha affermato inoltre di essere disposto a convocare un consiglio comunale che affronti specificatamente la questione relativa all’inutile e dannosa opera. Bene, che si calendarizzi al più presto senza perdere tempo. Purtroppo negli anni abbiamo assistito a sedute consiliari in cui non si è levata nessuna voce di opposizione, sulla metro e su molto altro,infatti, maggioranza e opposizione sono in totale accordo e piena sintonia. Per queste ragioni l’opposizione sociale alla metro, che in città esiste ed è forte, non essendo rappresentata in consiglio comunale merita e chiede di essere ascoltata durante la discussione».

IL POST DEL PRIMO CITTADINO

Porta la data del 31 ottobre scorso, delle 9.38. Il sindaco pubblico l’intervista integrale sulla questione Metro, che rilasciò durante l’ultima campagna elettorale nel 2016 perché, scrive: «alcuni avversari in mala fede la diffondono tagliando alcuni spezzoni e mistificando la realtà nel tentativo di screditarmi».

Non ho cambiato affatto idea.

«Se avessi proposto io l’opera, il progetto sarebbe stato completamente diverso. Ma abbiamo trovato già i lavori affidati all’impresa da parte della Regione, e quindi non abbiamo potuto far altro che ottenere consistenti miglioramenti in termini ambientali, strutturali e urbanistici.

Nell’intervista dico che sono assolutamente favorevole ai sistemi di trasporto pubblico locale, ma che ero contrario a quel progetto (ultima parte dell’intervista). Confermo. Infatti abbiamo chiesto di migliorarlo e abbiamo ottenuto molte sostanziali modifiche migliorative.

Nell’intervista dico che l’opera appaltata non è una Metro ma un tram di superficie. Confermo. Infatti abbiamo chiesto (e ottenuto nell’accordo) di riqualificare anche il tracciato esistente e di ristrutturare le vecchie stazioni su Via Popilia. Questo per collegare in modo più veloce l’Unical e l’area urbana ad un sistema più leggero e flessibile di mobilità nella città unica di Cosenza-Rende.

Nell’intervista dico che all’interno della città sarebbe stato preferibile un sistema di trasporto pubblico meno invasivo (tipo la Circolare Veloce su corsie preferenziali che avevamo attivato e che la regione poi ci ha bloccato). Confermo. E infatti siamo riusciti a rendere l’infrastruttura più sostenibile sul piano ambientale eliminando uno dei due rilevati sul Viale e ogni barriera, cavo o pantografo previsti, e inserendola in un contesto urbano caratterizzato da un grande Parco verde attrezzato. Più di questo non è stato possibile, visti i lavori già appaltati.

In definitiva l’opera, che secondo il progetto originario sarebbe stata molto invasiva e divisiva della città (tra via Popilia e il centro cittadino), diventerà al contrario -grazie alle nostre proposte- un elemento di connessione urbana (grazie anche al Parco del Benessere) molto qualificato. Con grandi vantaggi in termini di qualità della vita per i cittadini di via Popilia e di tutta la città.

Queste ultime e tantissime altre modifiche migliorative sono state richieste e sono state accolte dalla regione, e la città -ad opera completata- diventerà bellissima e straordinaria. E tutti i cittadini potranno spostarsi liberamente nell’area urbana senza essere costretti ad usare l’auto che crea traffico e inquinamento atmosferico.

In alternativa avremmo potuto solo bloccare la realizzazione di un’opera già appaltata e affidata dalla Regione all’impresa esecutrice, con la perdita di ingenti finanziamenti europei e provocando l’insorgere di gravissime penali da pagare a danno dei cittadini calabresi.

In ultimo vorrei precisare che il cantiere è di competenza regionale e interessa più comuni. Non è di competenza del Comune di Cosenza. Ma ancora c’è chi si ostina a rivolgersi al Comune di Cosenza per protestare su chiusure di strade, su ritardo dei lavori, su ogni altra cosa. Qualcuno chiede addirittura un referendum su un’opera realizzata da altri soggetti istituzionali e già appaltata, con lavori in corso.

È stata presentata in questi giorni una richiesta di convocazione del consiglio comunale per discutere sull’argomento specifico, corredata da firme di cittadini di Cosenza e di altri centri urbani. Certamente nei prossimi giorni sarà mia cura richiedere la convocazione del consiglio, che però ha discusso già decine di volte sul tema con una sostanziale condivisione di tutti i consiglieri presenti e di tutte le forze politiche».