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Black out, l'”oro rosso” a processo

Quattordici imputati finiscono sul banco degli imputati accusati dei reati di traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione

 

COSENZA – Traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, prime udienze del processo che vede imputate 14 persone. PiĂą in particolare “si associavano tra loro allo scopo di commettere piĂą delitti di ricettazione, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto e con la consapevolezza della provenienza delittuosa, acquistavano, ricevevano ed occultavano ingenti quantitĂ  di rame, in particolare cavi elettrici, parte dei quali combustibili, proventi di delitti di furto e di riciclaggio commessi ai danni di enel, Telecom, RFI e ai danni delle infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto o di telecomunicazioni.

Davanti al Tribunale in composizione collegiale presieduto dal giudice Salvatore Carpino è entrata nel vivo l’udienza dibattimentale con i primi due teste di polizia giudiziaria della Procura, rappresentata dal pubblico ministero Frascino, che hanno illustrato le fasi salienti dell’indagine. Sul banco degli imputati, dunque, Franco Carriere di Cosenza 45 anni difeso dagli avvocati Lucio Chimento e Carlo Petitto; Francesco Bartucci di Cosenza 46 anni e Linda Belsito di Cosenza 33 anni difesi dagli avvocati Gianluca Acciardi e Giorgia Medaglia; Fabio Angelo Perri di Lamezia 46 anni, Giuseppe Lucchino di Lamezia 36 anni, Rosario Bandiera di Lamezia 36 anni e Giovannino Gallo di Lamezia 34 anni difesi dall’avvocato Alessandro Parisi; Silvio Ciardullo di Cosenza 35 anni difeso dall’avvocato Massimiliano Coppa; Daniel Adam di nazionalitĂ  romena 36 anni difeso dall’avvocato Antonio Quintieri; Andrei Cotet di nazionalitĂ  romena di anni 37 anni difeso dall’avvocato Amelia Ferrari; Marcello Munegato di Castiglione Cosentino 44 anni difeso dall’avvocato Angela D’Elia; Raffaele Carlini di Cosenza 68 anni difeso dall’avvocato Fabio Parise; Marco Mauro di Cosenza 34 anni difeso dall’avvocato Aurelio Sicilia; Francesco Bevilacqua di Cosenza 25 anni difeso dall’avvocato Giorgia Greco.

L’indagine condotta tra il 2015 e il 2016 dalla squadra mobile di Cosenza e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale di Cosenza appurò che all’interno delle aziende “Autodemolizioni Franco Carriere srl” e “F.lli Bartucci Snc” di San Pietro in Guarano, a Cosenza, confluivano ingenti quantitativi di cavi in rame prelevato furtivamente a societĂ  operanti nel settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni, materiale che veniva poi destinato alla ditta Ecotek srl di San Pietro Lametino nel catanzarese.

Sempre secondo gli inquirenti il rame (sia pulito che bruciato) introdotto all’interno delle aziende, quantificato dagli investigatori tramite attivitĂ  di videosorveglianza e intercettazioni in decine di tonnellate veniva sigillato all’interno di alcuni container, al di sotto di uno strato di pneumatici fuori uso o nascosto all’interno dei veicoli da demolire accatastati all’interno dei piazzali delle aziende per poi essere caricato a bordo di mezzi, occultato sotto altri tipi di rifiuti e inviato presso la Ecotek di Lamezia Terme che provvedeva a inserire il materiale nel mercato legale.

Nell’udienza di oggi è stato sentito uno dei poliziotti della squadra mobile che condusse le indagini, l’ispettore superiore Claudio Sole, che ha illustrato l’origine dell’indagine

“L’attivitĂ  nasce a seguito di un controllo casuale verificatosi nel mese di agosto 2014 in alcuni casolari ubicati nelle viocinanze dell’universitĂ  e c’era la presenza di un gruppo di cittadini rumeni vicini ad un’automobile all’interno della quale c’erano cavi di rame di color bianco mai visti primi. L’auto era vicino una pressa di quelle antiche dove bisognava mettere i pesi per avere l’effettiva misura. Il rame rinvenuto pesava 127 chili e nessuno ha saputo fornire spiegazioni circa quel rame. Abbiamo sequestrato il rame, abbiamo riconosciuto il soggetto che si era allontanato, abbiamo identificato i presenti che furono subito rinviati a giudizio perchè poi un tecnico dell’Enel riconobbe quelle tracce di rame. In quel periodo Enel, Telecom e Ferrovie dello Stato sporgevano denunce quotidianamente per furti e danneggiamento sulle proprie linee.

 

 

Il Ministero chiese di iniziare un’attivitĂ  investigativa per contrastrare il furto del rame. La Procura della Repubblica aveva iniziato da pochi giorni un’attivitĂ  con il Corpo Forestale dello Stato e unitamente abbiamo svolto l’attivitĂ . quindi con i riscontri fatti dal Corpo Forestale e con le nostre conoscenze di cittadini rumeni che abitavano all’interno della baraccopoli presente all’interno di Vaglio Lise, siamo partiti con intercettazioni telefoniche di Franco Carriere, l’autodemolitore nella zona industriale di San Pietro in Guarano di Cosenza: tra la ditta Carriere e l’Ecotek di Pianopoli c’erano contatti telefonici; successivamente quella di Murano David con autodemolitore in Bisignano, Lucchino e l’autista della Ecotek, Bandiera. Nella terza decade di novembre vengono attivate le altre utenze di Franco Bartucci, l’altro cotitolare della ditta di Pianopoli, cittadini rumeni

Venne installata anche una telecamera nel territorio sovrastante i due centri di autodemolizione di Franco Perri e Bartucci. Questa telecamera venne installata dal Corpo Forestale dello Stato: loro avevano possibilitĂ . Le intercettazioni telelfoniche le facevamo noi della squadra mobile mentre a loro competeva visionare le immagini registrate o in diretta, avevano la possibilitĂ  di sugellare in qualche modo coloro che andavano all’interno dei due centri a consegnare il rame. sono stati fatti riscontri e filmati  con videocamere forniteci dalla polizia scientifica”.

I sequestri del rame durante l’attivitĂ  investigativa

“Il primo riscontro è stato effettuato per Carrieri e la ditta Ecotec il 28 ottobre. Conversazioni sulle utenze di Carriere attraverso le quali si capiva che il giorno successivo il furgone della ditta Ecotek sarebbe andato da Carrieri, a ritirare del materiale, tra cui il rame. E’ stata fatta un’osservazione, visto e filmato il camion Renault tra l’arancione e il rosso che aveva anche del rame. Viene posizionato sul cassone sgombro un sacco, loro lo chiamavano big sacco, big bag e su questo sacco viene messo dell’altro materiale. Il camion quando esce dal cantiere viene seguito.

Viene allertato il personale del reparto anticrimine e a Cosenza nord, allo svincolo, viene fermato. Il conducente bandiera esibisce un formulario da cui è presente materiale non ferroso. Dall’esterno si vedeva dell’alluminio, dell’ottone. Per un controllo esterno va bene. Potremmo sottoporre il camion a sequestro ma approfondiamo. L’autista chiama il proprietario della ditta. All’epoca non era intercettato nessuno. “Ci fermate l’attività, ci mandate in crisi” ci dicono. Allora seguiamo il camion fino a Pianopoli. Alla presenza dell’avvocato Parise si scarica il camion e viene trovato il big bag con rame all’interno. di questo rame del peso di 750 chili una parte era di chiara provenienza; placche che non potevano essere materiale di risulta se non quello di Telecom, Enel, Ferrovia, guaine con buste per un quantitativo di 250 chili dal volume iniziale è stata formata una cassa e sottoposta a sequestro lasciata all’Ecotec. Il riconoscimento del materiale è stato positivo: Enel ha riconosciuto piastre che fanno parte della loro linea. Il riconoscimento è avvenuto a distanza di un anno. Durante il viaggio da Cosenza a Pianopoli tra Carriere e l’autista e il Perri sono state fatte telefonate. Carriere si raccomandava di dire agli organi di controllo che da lui era stato caricato solo alluminio e ottone e non rame

Nei primi giorni di attivitĂ  si faceva un servizio di osservazione anche fuori dalla ditta: Carrieri lo si vedeva parlare all’interno del piazzale. E’ stato oggetto di controllo da parte della polizia e dal corpo forestale dello Stato. C’era una diretta percezione che il telefono fosse utilizzato dal Carriere compreso l’ascolto della voce. Il teste ha poi fatto il riconoscimento dei soggetti nelle intercettazioni telefoniche: Sebastian e il figlio di Murano che ha l’autodemolizione a Bisignano, Lucchino Giuseppe cotitolare della ditta Ecotec di Pianopoli; Bartucci Francesco titolare dell’autodemolizione Bartucci; Francesco Gaudio giĂ  oggetto di controllo nel mese di agosto durante accertamenti di polizia svolti nella zona rurale adiacenti all’universitĂ . Ha avuto contatti telefonici con Bartucci e un cittadino rumeno che gli aveva proposto l’acquisto di 10 quintali di rame”

Gli accordi per ritirare nel proprio centro il materiale ferroso con l’autista dell’Ecotec

 

 

“Il riscontro viene effettuato l’11 novembre ma le intercettazioni sono del 10 novembre con Lucchino dove sarebbero saliti due mezzi a caricare del materiale all’interno del sito di Franco carrieri. Viene osservata da questa altura che sovrasta il centro Carriere e su furgoni Iveco viene caricata una cassa, un contenitore che in un primo momento cercano di occultarlo mettendo delle batterie. Invece poi Carriere viene convinto da Bartucci a non caricare batterie che avrebbero una normativa piĂą rigida per il trasporto. Per cui sono state tolte le batterie e inviato il furgono con il carico di rame. Una volta caricato il camion Ecotec procede con un percorso fatto anche il 28 ottobre, dalla zona industriale fino allo svincolo autostradale di Cosenza nord per raggiungere l’Ecotec. Il secondo furgono viene anticipato da Carriere con la macchina e prende l’autostrada dallo svincolo di Cosenza Sud.

Iniziano poi una serie di conversazioni perché c’erano una serie di chiusure per lavori in autostrada e decidono quale svincolo prendere per uscire per eviatare i controlli. Il furgone viene fermato in una via di Lamezia Terme prima di raggiungere Pianopoli e viene portato all’interno del commissariato di Lamezia Terme e viene trovato del rame. Nessuno sa dare una legittima provenienza. L’agente di polizia giudiziaria del commissariato di Lamezia lo sottopone a sequestro per un peso complessivo di 800 chili.

 

 

Tra il titolare della ditta Ecotec Fabio Perri o Giuseppe Lucchino viene registrata una intercettazione con il dipendente della ditta Ecosistem. L’intento della Ecotec è trasferire alla Ecosistem altro rame per evitare problemi nel caso in cui la polizia dovesse andare tra loro. Sulla scorta di queste captazioni una pattuglia si reca presso la sede Ecotec e trova un camion di colore rosso che sta per uscire e andare a depositare il rame alla ditta Ecosistem e viene rinvenuto altro rame, tre sacchi per un peso lordo di 15 quintali

Il 20 novembre il camion Ecotec carica dal centro autodemolizione dei Fratelli Bartucci 24 quintali di rame sottoposto a sequestro. Il veicolo seguito a distanza viene fermato al centro di Lamezia Terme. All’interno del commissariato il proprietario della ditta nota la presenza di un detective della squadra mobile e da qui iniziano alcune conversazioni tra il titolare eil cotitolare della ditta Ecotec e intuiscono che c’è una attivitĂ  di indagine in corso. Successivamente il 2 gennaio sono stati fatti i riscontri dai tecnici dei vari enti durante la restituzione del materiale dissequestrato dal Tdl, su richiesta dell’avvocato della ditta. In quell’occasione vennero sequestrati nuovamente 800 chili di rame come corpo del reato

L’11 dicembre 2014 l’attivitĂ  del Corpo Forestale dello Stato. Si percepisce dalle intercettazioni che la ditta Carrieri ha necessitĂ  di togliersi un quantitativo di rame e il dipendente a bordo di un furgone si allontana dal sito originario e viene fermato e portato in questura per accertamenti. Il quantitativo presente sul camion era di 600 chili. Il giorno dopo è stato svuotato l’intero involucro ma nessun tecnico ha riconosciuto quel rame”.

Il controesame del teste da parte del collegio difensivo è stato rinviato alla prossima udienza