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Multe a chi entra nei varchi, insegne poco chiare inducono in errore gli automobilisti

I più maliziosi ritengono che la segnaletica poco visibile delle Ztl sia un escamotage dell’amministrazione di Cosenza per fare cassa

 

COSENZA – “Negli ultimi mesi – scrivono in una nota Tommaso Guzzi e Mario Petrozza dei circoli Pd Cosenza – molti automobilisti si sono visti recapitare una valanga di multe per aver transitato, sprovvisti di autorizzazione, nelle zone a traffico limitato istituite dal Comune di Cosenza. Multe aumentate con l’istituzione, a partire dal dall’1.04.2018, dei nuovi varchi automatizzati di ZTL di Via Piave, Via Isonzo e Via Conforti, i quali risultano assolutamente poco visibili ed ingannevoli. Molti cittadini, infatti, lamentano il fatto che le diciture “Varco Attivo” e “Varco Non Attivo”, siano poco chiare ed inducano facilmente in errore. La parola “varco”, difatti, è sinonimo di accesso, passaggio, transito ecc.; legata alla parola “attivo”, lascia intendere che l’accesso alla zona a traffico limitato sia consentito. Una segnaletica poco chiara e a dirlo sono anche i giudici di Pace. Ad esempio, una recentissima Sentenza del Giudice di Pace di Reggio Emilia ha annullato ben 17 verbali ad un ignaro cittadino che sarebbe ripetutamente transitato sprovvisto di permesso in una zona a traffico limitato.

 

 

La mancata informazione data ai cittadini e gli errori commessi dall’amministrazione comunale sulla regolamentazione dei varchi ZTL non hanno fatto altro che aumentare in maniera esorbitante le infrazioni di automobilisti esasperati dalla chiusura delle strade. La nuova configurazione del traffico non ha fatto altro che aumentare i disagi, mandando in tilt il sistema di viabilità. Con la chiusura di viale Mancini le contravvenzioni sono aumentate. Per far cassa il sindaco Occhiuto continua a ricorrere alle multe pensando in questo modo di poter rimediare a una gestione allegra delle casse comunali. Sull’istituzione dei varchi ZTL di Cosenza sono stati computi degli errori. E a confermarlo è anche il Codice della strada. Gli art. 77 e ss. del reg. att. del Codice della Strada, in tema di visibilità dei segnali, prevedono che nelle strade urbane con limite di velocità inferiore ai 50 km/h i segnali di prescrizione debbano essere posti almeno 80 metri prima.

 

 

Il Giudice di Pace di Napoli, con la Sentenza n. 28210 del 2014, ha stabilito che: “l’art. 7/10 del codice della strada prescrive la necessitaĚ€ di segnalazione delle zone a traffico limitato nonchĂ© dei varchi di accesso, segnaletica che per indicazioni, forma e dimensioni deve essere idonea a essere percepita dall’utente della strada (art. 77 e ss. del reg. att. Del C. della S.) a tal fine i segnali devono essere visibili, rispettosi di tutte le caratteristiche prescritte e posti a una distanza minima di 80 metri dalla zona interessata (art. 79 reg. att. C. della S.) percettibili dall’utente della strada anche in relazione alla velocitaĚ€ consentita (km 50/h per il tratto urbano)”. La segnaletica installata dal Comune di Cosenza che dovrebbe avvertire della presenza delle Z.T.L., risulta scarsamente visibile e posta meno di 80 metri dai varchi (a dimostrazione di ciò la mole elevatissima di sanzioni irrogate negli ultimi mesi dal Comune di Cosenza).

 

 

In particolare, ed a titolo esemplificativo, per la ZTL di Via Piave, l’unico segnale che avvisa della presenza del varco è stato posto a 30 metri e sulla destra della carreggiata, mentre il segnale luminoso con l’indicazione “Varco Attivo” e “Varco Non Attivo” è stato posto subito dopo il primo, ma sulla sinistra. Il segnale che indica i giorni e gli orari di apertura e chiusura del varco, infine, è stato posto sulla destra e dopo il varco, quindi gli automobilisti per consultarlo dovrebbero prima transitare sulla Zona a traffico limitato. Per questi motivi il Comune di Cosenza dovrebbe attivarsi per installare una segnaletica chiara e visibile e che indichi in modo inequivocabile se il varco è “aperto” o “chiuso”, sia per evitare che i cittadini si vedano recapitare dopo diversi mesi decine di multe perchĂ© ignari delle proprie violazioni, e sia per evitare una pioggia di ricorsi che graverebbero sul bilancio comunale”.




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