Terredonniche: sconcerto delle associazioni animaliste escluse come parti civili (AUDIO)

L’ufficio Gip del Tribunale di Cosenza non riconosce l’interesse delle associazioni animaliste a costituirsi parti civili in un procedimento per il maltrattamento degli animali

 

COSENZA – Alla prossima udienza preliminare del 27 settembre dinanzi al Gup di Cosenza, a carico di 8 imputati, per i reati di abuso in atti di ufficio, violazione delle norme edilizie e maltrattamento di animali (circa 900 cani) detenuti nel canile di Terredonniche in Mendicino (CS), 11 associazioni animaliste non potranno far valere i propri diritti. Questa è la singolare vicenda che coinvolge alcune associazioni di volontariato di protezione animale. Le parti offese, tutte Onlus operanti sul territorio, (alcune di esse presenti su tutto il territorio nazionale), nel corso della prima udienza preliminare del 22 febbraio 2018 hanno avanzato al GUP del Tribunale di Cosenza, richiesta di costituzione di parte civile.

A spiegare nel dettaglio le ragioni delle associazioni sono intervenuti ai microfoni di Rlb, l’avvocato Mariella Cipparrone, responsabile del coordinamento Associazioni Animaliste Calabria e rappresentante dell’IAPL Onlus e l’avvocato Lorenzo Aiello, legale di AiC – Adottami in Calabria

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Con ordinanza del 31 maggio 2018, lo stesso magistrato ha dichiarato inammissibili le stesse sulla base di svariati motivi, tra cui la mancata produzione del certificato di iscrizione all’albo delle onlus (albo abrogato dalla recente riforma sul terzo settore!), la mancanza di sede nel territorio (dato non vero) e la mancata prova delle attività svolte sul territorio dalle Onlus stesse. In data 19 settembre u.s., cinque di loro, stante l’evidente errore, hanno depositato copiosa istanza di rettifica e revoca (circa 10 pagine) della su citata ordinanza che è stata immediatamente rigettata (dopo 15/20 minuti dal deposito).

Le Associazioni, a questo punto, possono solo sperare in un rinvio a giudizio degli imputati per poi riproporre la richiesta di costituzione di parte civile dinnanzi al tribunale essendo il provvedimento allo stato non impugnabile.

Della vicenda sono stati informati i presidenti dell’Ufficio e del Tribunale, con riserva di merito nelle sedi opportune. Grave è il fatto che, pur nel rispetto dei requisiti di legge richiesti da parte delle onlus nella redazione degli atti di costituzione, non si sia riconosciuta la possibilità di intervento nel processo a ben 11 associazioni territorialmente attive. Ad intervenire sul punto è la stessa Corte di Giustizia Europea dei Diritti dell’Uomo che stabilisce: “in relazione alla richiesta di tutela per un diritto costituzionalmente garantito, il vaglio operato dal Giudicante in via introduttiva, deve essere di mero controllo formale degli atti posti a fondamento della domanda, riservandosi nel merito ogni altra decisione in relazione a quanto richiesto (CE 11234/2202 rv 34563)”.

La vicenda è veramente ‘insolita’ poiché in tutti i Tribunali d’Italia, è riconosciuto alle Onlus di protezione animale di poter partecipare come parti civili nei processi di cui si discute di reati a danno di animali, in quanto tale possibilità trova fondamento nella legge 189/2004 ( che ha introdotto nel codice penale alcuni reati conto il sentimento degli animali) e nella giurisprudenza della Corte di Cassazione che dal 2006 ha riconosciuto la legittimazione processuale alle associazioni animaliste.

Per dovere di cronaca, delle 11 escluse, 9 di loro hanno partecipato a pieno titolo nel famoso processo celebrato presso il Tribunale di Paola per la morte del cane “Angelo”, dove le stesse non solo sono state tutte ammesse, ma hanno ricevuto il risarcimento dei danni da parte degli imputati.