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Cittadini in protesta a Cosenza: “160 milioni di bugie, la metro esiste già” (FOTO)

Corteo e raccolta firma per chiedere consultazione popolare sul progetto della metrotramvia Cosenza – Unical: “Non serve. Ripristiniamo le ferrovie, risparmieremo e ridurremo i tempi di percorrenza”

 

COSENZA – Partecipata manifestazione oggi pomeriggio a Cosenza. Oltre 700 persone (200 per la Questura) hanno dato vita a un corteo che, partito dalle transenne di Viale Parco apposte all’altezza delle Colombe di Baccelli, ha attraversato corso Mazzini. Un fiume di cittadini infuriati si è poi radunato nei pressi delle fontane di via Arabia, dove è iniziata una nuova raccolta di firme per chiedere al sindaco una consultazione popolare sul progetto della metrotramvia che collegherà Cosenza all’Università della Calabria. Ironizzando sulle scelte del sindaco Mario Occhiuto, che lanciò la propria campagna elettorale dicendosi contrario all’opera da 160 milioni di euro, i manifestanti hanno sfilato usando lo slogan ‘160 milioni di bugie’. 

 

LE RAGIONI DELLA PROTESTA

“La città è di tutti – ha affermato in apertura del corteo Mario Bozzo del Comitato No Metro – non ci possono essere padroni o padroncini che si impossessano delle istituzioni usandole a proprio uso e consumo. Ciò che vediamo è solo l’inizio dei disagi che saremo costretti a subire. Immaginate cosa succederà quando tutto, fino a Rende, sarà chiuso. Qui non passerà nessuno e la città sarà imbottigliata tra migliaia di auto che vagano in cerca di un parcheggio. Le procedure del progetto non riteniamo siano regolari. Ci sono state dette una marea di bugie. A partire dall’avvio del cantiere quando in realtà i lavori non sono ancora iniziati perché non possono visto che manca il progetto esecutivo. La responsabilità non è solo del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, ma anche del governatore della Regione Calabria Mario Oliverio. Stanno utilizzando il potere che hanno in maniera opaca. Quello che sta succedendo con l’Hotel Jolly è emblematica: si baratta e si fanno ‘dispetti’ sulla pelle dei cittadini. Non ci sono i presupposti perché quest’opera venga realizzata.

 

Per arrivare da Cosenza all’Università impiegherà 45 minuti quando con un qualsiasi mezzo di trasporto, anche una semplice bicicletta, serve meno tempo. E’ un mezzo di trasporto che per essere economicamente sostenibile necessita di almeno 40mila passeggeri al giorno altrimenti significa che i debiti che produrrà dovranno essere pagati dai Comuni, quindi a spese dei cittadini. Sono 160 milioni di euro buttati perché la linea ferrata per collegare Cosenza all’Università lo abbiamo, esiste. Le Ferrovie dello Stato e della Calabro Lucana arrivano fino a Settimo in venti minuti. E’ una metropolitana leggera già pronta, per quale motivo una cosa così evidente non viene presa in considerazione? Lo ripetiamo da più di cinque anni: la metro c’è, mettetela in funzione. E’ gratis, – ricorda Bozzo – perché ci imponete di spendere 160 milioni di euro? Abbiamo bisogno di cittadini consapevoli per vincere questa battaglia e far valere la logica sulla speculazione”.

 

LA VOCE DEI CITTADINI

” Una noce in un sacchetto, non fa rumore. Dobbiamo farci sentire ed essere in tanti. Abito a via XXIV Maggio – afferma un signore sceso in piazza per manifestare il proprio dissenso – e da quando hanno chiuso Viale Parco tornare a casa è diventato non un piacere, ma un incubo. Devo fare 50 giri intorno al centro città per trovare parcheggio. Il sindaco dovrebbe solo vergognarsi. Se dovesse succedere un incendio o qualche altra disgrazia non sapremmo dove andare: hanno chiuso tutto. Siamo blindati. Io ho votato Mario Occhiuto al suo primo mandato, poi sono rimasto delusi perché mi sono reso conto che ignora la maggior parte dei cittadini. Ha pensato solo al Ponte di Calatrava, a Corso Mazzini e Piazza Bilotti dimenticandosi di quartieri popolosi come via Popilia o via degli Stadi. Lui che ha l’autista non subisce i disagi di noi comuni mortali che dobbiamo andare a lavorare”. A fargli da eco è un gruppo di signore che vive a Castrolibero: “Il traffico è diventato insopportabile, dobbiamo parcheggiare quasi a Rende per arrivare in centro. Questa metropolitana che vogliono fare porta disguidi all’intera città. Lo abbiamo già visto con l’apertura delle scuole che disastro rappresenta la chiusura di un’arteria nevralgica come Viale Giacomo Mancini. Dicono che si raggiungerà più facilmente l’Università, anche se non ci credo, ma a noi che viviamo ad Andreotta quest’opera non servirà a nulla”.